L'INCHIESTA

Traffico di prostitute: arrestato nigeriano in centro accoglienza a Montesilvano

L’indagine partita dalla Toscana. Contestata anche la riduzione in schiavitù

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FIRENZE. Traffico internazionale di prostituzione. Sono queste le ipotesi alla base di un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica, Direzione distrettuale antimafia di Firenze nei confronti di tre uomini e una donna, di nazionalita' nigeriana, ritenuti responsabili, in concorso, di "tratta di persone", "riduzione in schiavitu'" e "sfruttamento della prostituzione".


E' il bilancio di un'operazione dei carabinieri della sezione di polizia giudiziaria di Firenze, insieme al nucleo investigativo del comando provinciale, iniziata nel luglio di quest'anno, grazie alla quale hanno scoperto un'organizzazione che reclutava nigeriane, spesso minorenni, convincendole a lasciare i loro villaggi di origine ricorrendo per l'occasione anche a riti 'vodoo'.

Successivamente le riducevano in schiavitu' e le avviavano alla prostituzione in Italia e, in particolare, a Firenze e provincia. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le ragazze venivano trasferite dalla Nigeria in Libia attraverso viaggi in autobus che potevano durare anche mesi.

Poi venivano fatte salire su barconi diretti in Italia.

Una volta giunte a destinazione, venivano prese in consegna da connazionali e avviate alla prostituzione.


Tre dei 4 arrestati, due uomini e una donna, sono stati scoperti a Montecatini Terme (Pistoia). Il quarto fermato e' stato bloccato a Montesilvano.

Si tratta di un 20enne accolto tra i tanti altri immigrati presso l’Hotel Excelsior di via Tavo. In realtà il ragazzo è stato arrestato il 16 settembre, portato in carcere e secondo le indagini avrebbe fatto parte del sodalizio criminale.

Gli investigatori toscani sarebbero arrivati alla precisa identificazione del ragazzo attraverso numerose intercettazioni telefoniche, il numero della scheda e la sua localizzazione.


I Giudici di Pistoia e di Pescara hanno convalidato il fermo degli indagati.