SICUREZZA

Scuole Atri: porte d’emergenza montate al contrario ed edifici antisismici a metà

I genitori chiedono sicurezza: «proteggere i nostri figli»

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cOMUNE DI aTRI

Atri

ATRI. Il comitato genitori scuole di Atri si è riunito nuovamente per affrontare il problema della sicurezza nelle scuole del paese.

In questi giorni sono emersi nuovi elementi che i genitori non possono e non vogliono ignorare.

Per quanto riguarda la scuola elementare di Atri Capoluogo le mamme e i papà denunciano che, secondo quanto riferito dall’ingegnere De Lauretis, responsabile della sicurezza e progettista della struttura, rispondendo ad una loro ben precisa domanda, durante l’esecuzione dei lavori «la struttura diventa più vulnerabile in caso di sisma rispetto al suo stato attuale».

Durante la riunione un papà ha posto una semplice domanda ma che, in sé, racchiude tutte le risposte "quando chiunque di noi esegue dei lavori con interventi strutturali nella propria abitazione cosa fa? Vi resta dentro o affitta una casa nel frattempo che si realizzino tali lavori?

«La risposta è ovvia», dicono i genitori. «Questa amministrazione deve capire che sta sbagliando e che noi non siamo disposti minimamente a mettere a rischio la vita dei nostri figli. Poiché riteniamo sia impensabile nonché pericoloso che i lavori di messa in sicurezza vengano effettuati sulla struttura portante dell'edificio mentre i bambini sono all'interno dello stesso. Ci adopereremo in tutti i modi a noi possibili affinché' l'amministrazione comunale proponga una soluzione alternativa individuando altre strutture che possano ospitare i nostri figli per le lezioni scolastiche».

Altra situazione che “salta” agli occhi dei genitori è vedere le due porte d’emergenza, che dovrebbero salvare la vita dei bambini della scuola materna di Viale Umberto I, che sono posizionate nel senso contrario.

«Tali porte», spiegano i genitori, «oggi restano costantemente aperte, ma le stesse, fino allo scorso giugno, erano categoricamente chiuse. Come è possibile che fino ad ora non ci si è preoccupati di riposizionarle nel giusto senso? La dirigente scolastica e il responsabile della sicurezza perché non hanno provveduto in questi anni a fare il loro dovere? In caso di sisma, per esempio, le normali porte possono bloccarsi. Cosa sarebbe successo a questi bambini se negli scorsi anni si fosse verificata una qualunque situazione di pericolo? Come si può chiedere oggi a noi genitori di avere fiducia nelle istituzioni? E’ inaccettabile».

Per quanto riguarda la scuola media Mambelli per metà l’edificio è antisismico e per metà no, contestano i genitori: «ci chiediamo come mai questa amministrazione ha preferito affittare alla provincia le aule dell’ala antisismica per far svolgere le lezioni ai ragazzi delle superiori, invece di spostare e, quindi, tutelare i bambini delle medie che continuano le loro attività scolastiche nella parte dell’edificio in cui non è stato fatto alcun lavoro di messa in sicurezza». Ma le mamme e i papà sono irremovibili e tenaci nel chiedere con insistenza che tecnici esterni, qualificati e capaci di certificare, intervengano tempestivamente a visionare tutti gli edifici scolastici del comune, con particolare urgenza quelli dove i tecnici comunali hanno rinvenuto delle fessurazioni per le quali testualmente "si ritiene opportuno coinvolgere un professionista competente per una ulteriore diagnosi", ovvero per la scuola elementare di Atri Capoluogo e quella delle medie sita in via Finocchi.

«Riteniamo questo assolutamente opportuno», proseguono, «poiché, da semplici genitori quali siamo, il pensiero torna anche al tetto crollato della palestra della scuola elementare. Anche questa era stata considerata idonea ad accogliere bambini e ragazzi durante le loro attività sportive, eppure quel tetto ha ceduto per la neve. Dobbiamo quindi pensare che sia normale qui in Atri che basti una nevicata a far crollare i tetti? Certamente no, un problema di sicuro c’era e i tecnici comunali non l’hanno visto durante i controlli annuali che vengono da loro effettuati negli edifici scolastici. Tutti abbiamo il dovere di proteggere i bambini, sia come genitori che come cittadini».