MOTOSEGA SELVAGGIA

Taglio alberi: il Comune non arretra e lo scontro monta ancora

Proteste in consiglio, tavolo con la Soprintendenza, le istanze dal prefetto, il caso nazionale

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Taglio alberi: il Comune non arretra  e lo scontro monta ancora

PESCARA. Chissà perchè poi l’Abruzzo (e Pescara) devono finire sui media nazionali solo per cose negative… Dopo il mare inquinato dello scorso anno e le ordinanza scritte in ritardo dopo aver raccontato altro, è la volta del taglio degli alberi.

La città non ne esce bene anche perchè nei pochi secondi di servizio nei tg è impossibile spiegare davvero tutta l’intricata vicenda.

Per due giorni ci si è domandati: ma il Comune, dopo la lettera della Soprintendenza, oggi fermerà i lavori? Buon senso vorrebbe di sì ma abbiamo già sottolineato che tutta questa vicenda ed i danni provocati (incuria trentennale, alberi tagliati ed eventuali errori) sono frutto esclusivamente della mancanza di buon senso.

Così motosega selvaggia magari colpirà anche stamattina, salvo poi aprire il tavolo di “dialogo” nel pomeriggio...

Nel frattempo si attendono altre proteste in Consiglio comunale convocato anche questa mattina alle 9 e gli animi sono sempre più esasperati ed è sempre più chiaro a molti che non ci saranno interventi tempestivi della procura (ancora senza procuratore capo…).

Si tenta allora la carte del prefetto che pure potrebbe intervenire sul sindaco e fermare i lavori in attesa del confronto.

Ma se il sindaco non si fermerà e continuerà a tagliare, qualora si dovessero accertare errori, leggerezze o responsabilità, non si rischia di aggravare le responsabilità?

Nel frattempo c’è chi sfodera sui social notizie e immagini di alberi crollati per provare che... gli alberi cadono  e c’è chi, invece, posta foto di alberi storti, pericolanti ma verdi e rigogliosi, sostenuti da decine di “stampelle” artificiali, segno inequivocabile che in quel caso l’uomo ha ragionato e scovato soluzioni sostenibili e conservative molto meno “capitali” di quelle pescaresi.

Del resto per ogni malattia c’è una cura e quando fa comodo a chi comanda si arriva a spendere centinaia di milioni di euro per puntellare migliaia di case pericolanti che sono di gran lunga più pericolose degli alberi e dopo sette anni pure i puntelli senza manutenzione diventano pericolanti… (succede a L’Aquila ma pare che non sia un problema prioritario).

A Pescara il vero problema è la mancanza di soldi ed è un fattore sottovalutato da molti ed è questo preciso aspetto che ha avuto un ruolo decisivo nella condanna a morte.

Pescara è un comune dissestato (che già è una tragedia di per sè) ed il taglio degli alberi è una conseguenza di quella tragedia grazie ad amministratori che hanno utilizzato determinati parametri e principi.

Poi c’è Augusto De Sanctis che diffonde le prove video degli errori contando dal vivo gli alberi e facendo rimarcare gli errori della relazione tecnica del Comune costata 8mila euro.

 


CHE FINE FA LA LEGNA?

Il punto è che con il passar del tempo aumentano i lati oscuri che il Comune non chiarisce.

Per esempio che fine faccia il legno tagliato. Dalle carte emerge che finisce in discarica.

Già la prima stranezza: perchè non è stato venduto per ammortizzare i costi dei tagli?

Sempre dalle carte è la ditta che è stata incaricata direttamente dal Comune e dal dirigente Giuliano Rossi, Vivai Barretta srl, una ditta campana di Melito di Napoli, che avrebbe dovuto occuparsi dello smaltimento in discarica con i relativi costi.

L’associazione Pescara mi piace, invece, ha documentato almeno un carico di legname da parte della Attiva spa che si occupa della raccolta dei rifiuti.

 «In via Scarfoglio», dicono Berardino Fiorilli e Armando Foschi, «tutto il materiale di risulta degli abbattimenti, ovvero rami, tronchi e arbusti, è finito sui camion della società municipalizzata Attiva, presente sul posto, come puntualmente fotografato. A questo punto chiediamo: chi pagherà i costi dello smaltimento del materiale? Dove sono i pezzi di carta che giustificano tale cambio di programma? E dove finirà tutta la legna tagliata? Domande che rivolgeremo anche ad altre Istituzioni per avere risposte».

Ma a questo punto i conti non tornano – hanno detto l’avvocato Fiorilli e Foschi -: se nell’appalto era espressamente previsto che l’importo totale di gara prevedesse anche le spese di smaltimento dei tronchi, perché ora la palla è passata alla Attiva? Chi ha disposto il cambio di programma? E dove sono le carte che esonerano eventualmente la ditta da tale compito, comunque compreso nel capitolato d’appalto? Ovviamente andremo in fondo anche a questa vicenda, che purtroppo presenta più di un’incongruenza, dalla relazione sbagliata alle ordinanze tardive sino alle determine poco chiare».

Il presidente dell’Archeoclub, Giulio De Collibus, invece, si augura che il Consiglio Comunale e la Giunta «pongano finalmente in attuazione il “Regolamento di Tutela del Verde Pubblico” adottato dal Comune di Pescara il 23/09/2007 – assessore il dott. Armando Mancini, tre consiliature fa.  Esso prevede l’istituzione di una “Commissione per il Verde”della quale fanno parte, oltre ai tecnici interni, quattro membri esterni e della Consulta Comunale per il Verde e L’ambiente”. Entrambe sono ancora inesistenti. Il regolamento prevede, fra l’altro, la stesura di un elenco di alberi della città dichiarati di pregio secondo alcuni criteri, e addirittura impone per gli alberi a rischio di schianto, ma considerati di pregio o, comunque meritevoli di particolare tutela, l’individuazione di opere provvisionali di mantenimento in sito, alternative all’abbattimento (soluzione, questa, che neanche le associazioni ambientaliste considerate “ estremiste”, hanno richiesto in questa situazione) ».

«Oggi pomeriggio nel confronto con la soprintendenza», ha detto Augusto De Sanctis a nome del coordinamento “salviamo gli alberi”, «segnaleremo una montagna di evidenti criticità ed errori nella relazione alla base di questo intervento e nel modo di procedere del Comune. Le potature stanno aggravando i rischi per l'incolumità».

Il coordinamento poi smonta la versione del Comune che -rifiutando ogni ipotesi di errore- ne ammetteva uno (più un altro che è stato giustificato a parole e senza prove): nella relazione c’era una riga in più messa lì per sbaglio che se tolta tutto “ridava”.

La riga della relazione di Rabottini è quella che riguarda l’albero 125 di via del Santuario.

Il problema è che l’albero esiste: c’è. “Saltare una riga” significa non valutare l’albero il che sarebbe un assurdo.

Ma questo è stato detto dai tecnici comunali per rispondere alle prove che parlano di errori e testardaggine.



FULCO PRATESI SCRIVE AD ALESSANDRINI: “SINDACO, CI RIPENSI…”

Intanto anche il presidente onorario del WWF Italia Fulco Pratesi si è unito questa mattina al coro unanime di interventi a favore della salvaguardia del patrimonio arboreo di Pescara indirizzando al sindaco Marco Alessandrini un accorato messaggio.

«Davvero la sua amministrazione vuole rendersi responsabile di un tale gesto?», scrive Pratesi. «Le chiedo, in nome dell’ambiente che il WWF da 50 anni tutela in Italia, di interrompere immediatamente gli interventi in atto. A motoseghe ferme potrà valutare congiuntamente a tecnici, cittadini, WWF e altre Associazioni intervenute in questi giorni, se c’è una strada per salvaguardare sia la sicurezza dei cittadini, se si dimostrerà con metodi affidabili che davvero ci sono pericoli, che il patrimonio verde, il decoro e l’immagine della città».

«C’E’ IL PARERE DELLA SOVRINTENDENZA?»   

Il deputato pescarese del M5s, Gianluca Vacca, ha annunciato una interrogazione parlamentare al Ministero dei Beni Culturali e del Turismo (MIBACT) «per fare luce sul ruolo della Soprintendenza in questa vicenda che, per l'ennesima volta, ha mostrato a tutta l'Italia i disastri di un'amministrazione del tutto scollegata dalla cittadinanza».

«In particolare è da verificare se il parere della Sovrintendenza sia stato dato (non risulterebbe stando all'accesso agli atti da noi effettuato), se siano stati rispettati i tempi previsti dalla legge per la risposta, quale sia il contenuto della eventuale risposta e su quali presupposti si fondi, e se sia stata redatta la Relazione di compatibilità paesaggistica come prevede la legge; in caso di mancata risposta della Sovrintendenza, invece, chiederemo se sia legittimo l'operato del comune considerati i vincoli ai quali sono sottoposte alcune aree interessate dall'abbattimento dei pini»