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Deposito Gpl Ortona: da tre mesi le osservazioni ferme al Ministero

«Politica locale miope e dormiente»

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Deposito Gpl Ortona, «3 errori clamorosi, si rischia infrazione da Ue»

La banchina del porto di Ortona

ORTONA. Da tre mesi le oltre mille osservazioni dei portatori di interesse giacciono al Ministero dello Sviluppo Economico, ma è ancora tutto fermo e non ci sono notizie sul futuro del deposito GPL della Seastock Srl, società controllata da Walter Tosto.

La denuncia è del presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo.

Il timore principale del fronte del no è legato ad eventuali incidenti e rischi per la salute: è l'estensione dello stabilimento a far paura.

Infatti il deposito di ricezione, stoccaggio e scarico di gpl, per complessivi 25mila metri cubi, se realizzato sarebbe il terzo più grande d'Italia e sarà costituito da serbatoi tumulati, un pontile di scarico per le navi gasiere in aderenza alla diga foranea nord.

Il consigliere di Forza Italia fu il primo, oltre un anno fa, a mettere in evidenza le tante criticità del progetto a cominciare dalle dimensioni dell'impianto, dei pericoli insiti nello stesso e il fatto che non fosse stato valutato l’impatto ambientale sancendo tra l’altro, la vocazione dell’area portuale senza confronto tra le componenti economiche e imprenditoriali del territorio.

Febbo aveva parlato senza mezzi termini di una politica amministrativa locale «miope, dormiente e volutamente disinteressata» al problema.

Inizialmente la cittadinanza non era stata coinvolta e poi a cose fatte, dopo aver prodotto una delibera e un parere favorevole in conferenza di servizi, l’amministrazione comunale ha detto no. Un no che però non convince Febbo che oggi parla di «finta contrarietà per gettare fumo negli occhi degli ortonesi».

La vicenda del deposito di Gpl ricorda quanto sta accadendo sul dragaggio del porto di Ortona per il quale, a più riprese, proprio Febbo ha prima segnalato e poi denunciato le modalità «insufficienti e colpevolmente latitanti» degli iter autorizzativi e procedurali.

«Le due vicende sembrano intrecciarsi», insiste il presidente della Commissione Vigilanza «perché se è vero che per il progetto della Seastock è tutto fermo sui tavoli del Ministero e i tempi si stanno notevolmente dilatando, per il dragaggio abbiamo assistito a una serie di ricorsi fino alla sentenza del Consiglio di Stato che ha affidato i lavori alla seconda ditta in graduatoria mentre al Tar pende ancora un altro ricorso. Ricordo che non c’è nessuna indicazione su come dovranno essere smaltite le sabbie scavate che nel frattempo saranno depositate sulla stessa banchina dove dovrebbe nascere il deposito di Gpl. E’ una semplice coincidenza? A pensar male si fa peccato ma molto spesso ci si indovina. Forse si attendeva con trepidazione la sentenza del Consiglio di Stato per poi decidere sul deposito? Bisogna tenere in debita considerazione che il costo dello smaltimento è considerevole, si parla di oltre 4 milioni di euro, e non vorrei che qualche privato, forse uno in particolare, possa proporsi per trovare la soluzione al problema».

Da parte del centrodestra c’è l’impegno a tenere i riflettori accesi su questa vicenda e informare costantemente la comunità ortonese che chiaramente non condivide il progetto del deposito Gpl: «vogliamo e dobbiamo fare chiarezza su entrambe le questioni», chiude Febbo, «e per questo Forza Italia, tramite il Capogruppo Tommaso Cieri presenterà un ordine del giorno in Consiglio comunale affinché venga designato un rappresentante dell’amministrazione comunale per interloquire con il Ministero e possa spiegare ai cittadini di Ortona cosa si sta facendo».