LA GRADUATORIA

Antimafia, caso Regeni e Melania Rea: ecco chi aspira a diventare procuratore capo a Chieti

Nella graduatoria 23 nomi ma 3 avrebbero già rinunciato

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POSTE CENTRALI CHIESTI - PROCURA DI CHIETI

Procura di Chieti

 

CHIETI. Sono 23 i magistrati in corsa per il ruolo di procuratore della Repubblica di Chieti.

La maggior parte di quelli che aspirano alla poltrona che fu di Pietro Mennini, divenuto a gennaio scorso procuratore generale d’Abruzzo, lavorano già in Procure abruzzesi, un paio vengono da regioni del centro sud Italia. La graduatoria attuale è stata stilata seguendo parametri di anzianità, esperienze nel curriculum e merito.

Alcuni di questi candidati si sarebbero comunque già ritirati. La parola finale spetterà al Csm dove siede Giovanni Legnini originario di Roccamontepiano,  per una vita avvocato proprio a Chieti, politico di lungo corso influente non solo a Chieti, parlamentare per più legislature e relatore della Finanziaria del Pd negli anni passati.

L’Abruzzo peraltro è rappresentato nel governo anche dalla sottosegretaria Federica Chiavaroli di Ncd che ufficialmente non dovrebbe avere voce in capitolo ma si sa la politica è dappertutto soprattutto dietro le nomine di chi dirige un ufficio delicato come una procura.

Intanto gli equilibri devo tener conto anche dell’altro posto vacante prestigioso, che è la procura di Pescara, alla quale aspirano in molti e dove da tempo ormai le “grandi inchieste” di un tempo sono un ricordo lontano. In entrambi i capoluoghi ci sono equilibri da salvaguardare e per questo non sarebbero ben visti “procuratori d’assalto”...

In pole position c’è Cosimo Bottazzi, 64 anni, attuale sostituto procuratore generale presso la corte d’Appello di Bari, in magistratura dal 1979.

Subito dietro Adolfo Coletta, 62 anni, attualmente sostituto procuratore di Frosinone. In magistratura da 1980, allievo di Stefano Rodotà con il quale si laureò discutendo una tesi sulle convenzioni urbanistiche.  Tra le sue inchieste più note quella sulla Tangentopoli ciociara del 1992.

Al terzo posto l’abruzzese Antonio La Rana, 60 anni, attualmente sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello di Campobasso, in magistratura dal 1980. Tra le sue indagini più note certamente quella del 1995, (lavorava alla procura di Vasto) su presunte tangenti nell' appalto dei lavori per la discarica consortile di Valle Cena, in provincia di Chieti. Tra gli arrestati anche l’allora presidente della Prima sezione bis del Tar del Lazio, Raffaele Iuso. Tra gli indagati anche l’allora sindaco di Vasto, Antonio Prospero, poi più volte consigliere regionale. E da quel momento cominciarono i guai per La Rana. Lui ha sempre sostenuto di aver subito un’aggressione giudiziaria «da parte di politici vastesi che erano stati da me indagati quando svolgevo le funzioni di sostituto procuratore della Repubblica di Vasto». Il caso finì anche in Parlamento con un’interrogazione in cui si denunciava l’atteggiamento «colpevolista da parte dei giudici durante le indagini» contro La Rana. Tutte le inchieste (in totale quasi 20 reati contestati) finirono nel nulla.


Al quarto posto si è posizionato Nicola D’Amato, 67 anni, oggi sostituto procuratore della Corte d’Appello di Lecce, in magistratura dal 1983.

Al quinto posto Cristina Tedeschini, 58 anni, attuale procuratore aggiunto alla Procura di Pescara.

Nei mesi scorsi Tedeschini aveva rotto il silenzio su toto-nomine e in una intervista al Centro disse: «per le cariche direttive della magistratura l’unico luogo istituzionale possibile, previsto dalla Costituzione, è il Consiglio superiore della magistratura, attraverso i suoi membri laici. I presidenti di Regione o i sindaci non hanno luogo istituzionale per queste scelte». Chissà a cosa si riferiva in particolare...

Al sesto posto un’altra donna, Elisabetta Rosi, 69 anni, consigliere di Cassazione e vicepresidente del Gruppo italiano dell'Associazione internazionale di diritto penale.


Al settimo posto Lorenzo Lerario, 57 anni, barese, sostituto procuratore presso la Corte d’Appello di Taranto. Prima pretore, quindi con funzione giudicante, nel 1999 è entrato nel pool della Procura di Bari che si occupava di reati di tipo fallimentare e societario. E’ poi passato al pool antimafia diventando procuratore della Dda di Bari.

A seguire, all’ottavo posto, si è piazzato Umberto Gioele Monti, 57 anni, sostituto procuratore della Procura di Ascoli Piceno. Fu lui, dopo l’omicidio di Melania Rea a chiede (ed ottenere) l’arresto di Salvatore Parolisi.

Subito dopo un altro ‘abruzzese’, Gennaro Varone, 52 anni, pugliese d’origine ma ormai da molti anni alla Procura di Pescara. Sue le più grandi e rumorose inchieste contro la pubblica amministrazione. Tra tutte, quelle che portarono all’arresto dell’allora sindaco Luciano D’Alfonso (oggi presidente di Regione e vittorioso in tribunale) o l’ex sindaco di Montesilvano Enzo Cantagallo (anche lui uscito vittorioso alla prova del Tribunale).

Subito sotto, al decimo posto, Guido Campli, oggi consigliere di Corte d’Appello ad Ancona ma già gip a Pescara anche lui firmò decine di arresti eccellenti.

All’undicesimo posto Luigi Scimè, 50 anni, sostituto procuratore della Repubblica di Trani che recentemente ha seguito le   indagini sul disastro ferroviario sull'Andria-Corato. Dopo di lui Anna Lucia Campo, 55 anni, attualmente sostituto procuratore a Chieti. Subito dopo la collega, sempre procura di Chieti, Maria Domenica Ponziani, 52 anni.


La graduatoria prosegue con Sergio Colaiocco, 51 anni, pm a Roma che da mesi sta seguendo il caso dell’uccisione in Egitto di Giulio Regeni, dottorando italiano dell'Università di Cambridge, rapito il 25 gennaio 2016, giorno del quinto anniversario delle proteste di piazza Tahrir. Il suo corpo fu ritrovato il 3 febbraio successivo.

La graduatoria continua con Stefano Gallo, 53 anni, pm alla procura de L’Aquila, Antonino Di Maio, 52 anni, sostituto alla Procura di Roma, e un altro abruzzese, Giuseppe Falasca, 57 anni attualmente in forza alla procura di Chieti.

A seguire il pm della Procura di Pescara Paolo Pompa, 49 anni e Eleonora Fini, 51 anni, oggi pm alla Procura di Roma.

Ventesima in graduatoria il sostituto procuratore de L’Aquila Antonietta Picardi, 51 anni, nota per le sue inchieste sul malaffare nella ricostruzione del terremoto e sui neofascisti. Inchieste roboanti che attendono ancora le prime sentenze.

A febbraio dello scorso anno è stata scelta dal Csm tra i consulenti che collaborano con la commissione parlamentare d'inchiesta sull'omicidio di Aldo Moro.


Chiudono la graduatoria Mirvana Di Serio, 52 anni, sostituto procuratore a Pescara, Francesco Testa, 45 anni, esperto di rappresentanza permanente per l’Italia a Vienna e David Mancini, sostituto procuratore a L’Aquila e pm nei più importanti processi del post sisma e  componente della giunta distrettuale dell’Anm.

Da questa rosa di nome dovrà uscire il nuovo procuratore capo della procura di Chieti.


Alessandra Lotti