CRISI SENZA FINE

Dopo Cometa chiude anche Progetto Meccanica

Appello ad Honda: «sostenga la ripresa»

Redazione Pdn

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Dopo Cometa chiude anche Progetto Meccanica



SOLI. La vicenda Cometa, azienda della ormai ex fiorente area industriale metalmeccanica di Casoli e facente parte del consorzio Cisi, ricorda molto da vicino quella di Progetto Meccanica, altra importante azienda dell’indotto metalmeccanico di sub componentistica del consorzio Cisi, che proprio questa mattina ha dichiarato di procedere con i licenziamenti dei 23 dipendenti rimasti.
La trattativa con l’azienda Progetto Meccanica si è chiusa in Provincia senza un accordo sindacale.
Si tratta di un pesante dramma per le famiglie coinvolte, una piaga per il territorio e i lavoratori.

«Nel caso della vertenza Cometa tuttavia, che coinvolge 39 dipendenti, la Uilm si è impegnata a sottoscrivere un accordo, lo scorso 12 settembre nella sede della Provincia di Chieti che tuteli il più possibile i lavoratori.

Erano scaduti i termini di legge per l’avvio della procedura di mobilità, che l’azienda era sotto concordato preventivo dal 17 febbraio con il Tfr e tre mensilità bloccate.

«Quello che abbiamo preteso dall’azienda – interviene la rsu Uilm-Uil di Cometa – era di poter ottenere qualcosa per le nostre famiglie, per la sopravvivenza di questi mesi. Il concordato preventivo prevedeva due soluzioni: la continuità produttiva, che pure abbiamo tentato fino all’ultimo di salvaguardare in questi mesi, o la cessazione delle attività. Ciò che siamo andati a fare in Provincia era trattare sui licenziamenti e fare un accordo il più possibile positivo per i lavoratori, ben sapendo che saremmo potuti andare a casa con uno stipendio di 15 giorni”. “Faccio un appello al segretario provinciale della Fiom – prosegue la Rsu Cometa – quello di non strumentalizzare questa situazione così drammatica, perché dall’assemblea con i lavoratori è venuto fuori che ai dipendenti quel piatto di lenticchie da 4.500 euro serve per andare avanti nei prossimi mesi».
La crisi di Cometa e Progetto Meccanica riporta in evidenza un dramma che la Uilm da tempo sta seguendo da vicino: quello del vecchio indotto Honda e del vecchio sistema Cisi che stanno crollando inesorabilmente, con la scure dei licenziamenti che, ancora una volta, si abbatte sull’area industriale di Casoli. Il segretario generale della Uilm-Uil Chieti-Pescara, Nicola Manzi, interviene con un appello alla Honda: «La Uilm chiede massima attenzione per i lavoratori di queste aziende che per decenni hanno contribuito al successo del marchio giapponese. Chiediamo che si sostenga la ripresa dello sviluppo riportando sul territorio lavoro, professionalità e competenze che hanno fatto grande il nome della Honda Italia in Europa e nel mondo».