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Guerra degli alberi a Pescara: ora il Comune taglia anche quelli salvati dalla relazione

Il comitato denuncia nuovi errori. Conferenza stampa del sindaco a porte chiuse e gli animi si surriscaldano.

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Guerra degli alberi a Pescara: ora il Comune taglia anche quelli salvati dalla relazione

PESCARA. Nuovi errori, conferenza stampa del sindaco a porte chiuse, cittadini tenuti alla larga con i vigili urbani, ancora rassicurazione che tutto è perfetto. Intanto cresce l’indignazione che si allarga e sconfina: Pescara diventa un caso nazionale. Il sindaco sostiene che sia tutta una polemica politica orchestrata contro di lui mentre interviene anche la Soprintendenza che convoca Alessandrini e istituisce un tavolo di concertazione. Postuma ma sempre concertazione.

All’orizzonte non si vedono spiragli di ragionevolezza nè di schiarite che possano permettere di stabilire con certezza quale sia la verità su una operazione che rimane con alcune zone d’ombra.

L’ultima notizia è la nota giunta in Comune della Soprintendenza che tra le alter cose dice che era ancora in attesa della planimetria delle singole zone interessate dagli abbattimenti e dalla ripiantumazione.

Prima di iniziare i tagli il Comune aveva infatti chiesto il parere alla Soprintendenza, anche se non sono interessati alberi che rientrano fra i monumentali. L’'unica prescrizione fatta finora è concertare la ripiantumazione.

La Soprintendenza pur dichiarando di non avere poteri per giudicare la correttezza delle relazioni tecniche che stabiliscono la pericolosità degli alberi ritiene opportuno convocare le parti in considerazione della rilevanza paesaggistica del patrimonio arboreo.

La lettera è stata inviata dopo che i comitati e Rifondazione avevano inviato i loro esposti.

«Dispiace che il sindaco e l'assessora si siano sottratti al confronto in commissione consiliare di garanzia», ha detto Maurizio Acerbo, «dispiace che abbiano convocato una conferenza stampa per replicare la solita tiritera che non ha nulla a che fare con i precisi rilievi venuti da ambientalisti e cittadini. Spero che il sindaco esca dalla paranoia e prevalga il buonsenso».


CHE COSA DICE (ANCORA) IL COMUNE?

«Nessuno dei tagli fatti e accertati finora ha portato all’abbattimento di pini che non fossero pericolosi per la pubblica incolumità», hanno detto il sindaco Marco Alessandrini, l’assessore al Verde, Laura Di Pietro, il dirigente del Settore, Giuliano Rossi e il responsabile del Servizio verde e anche RUP delle attività, Mario Caudullo che stamattina hanno indetto una nuova conferenza stampa.

La difesa è quella già nota.

Cittadini e attivisti hanno denunciato di non essere stati ammessi ad assistere alla conferenza, trovando la porta d'accesso al corridoio chiusa a chiave e sbarrata dalla presenza di un vigile urbano, che avrebbe riferito di essersi limitato ad eseguire le disposizioni. Solo l'intervento dei consiglieri comunali di opposizione ha consentito l'accesso dei cittadini alla Sala Giunta.

«Pescara ha un patrimonio di quasi 17.000 alberi in tutta la sua area – ha detto l’assessore al verde Pubblico Laura Di Pietro – Le piante che saremo costretti a tagliare sono 121, lo 0,7 per cento, perché a rischio crollo: stiamo intervenendo per la sicurezza dei cittadini. Un’attività che non si sta facendo solo a Pescara, ma che si svolge in tutta Italia. Ma qui a fronte dei tagli noi abbiamo intenzione di ripiantare due alberi giovani che cresceranno sani e li metteremo in condizione di non rappresentare un pericolo per il futuro. Ci chiedono, la relazione fitostatica era necessaria? Pensiamo di aver fatto bene, fatta a fronte degli oltre 50 crolli che si sono verificati a causa del maltempo del marzo 2015 per assicurare ai cittadini la tranquillità e la sicurezza. Il mio assessorato riceve ogni giorno almeno 20 richieste di verifica della stabilità delle piante e un censimento del genere è una buona prassi, da rivendicare con orgoglio in una città che convive con gli alberi».


«...MA C’E’ UN ERRORE NELLA RELAZIONE»

«Su via del Santuario», dice l’assessore, «le piante tagliate erano da tagliare. Tuttavia nella relazione c'è un refuso, una riga in più, ma che non ha comportato l'abbattimento di alberi sani perché non è la progressione numerica che conta quando si abbatte ma la posizione dell’albero, le sue caratteristiche e la foto che sono state verificate dal tecnico, dai nostri agronomi e dalla ditta prima di procedere. Ci sono altre segnalazioni? Le verificheremo come abbiamo fatto con le prime e se un errore umano c'è stato, avrà un peso e chi deve pagare pagherà. Ad oggi l'errore non risulta».



L’ALBERO DAVANTI AL N° 113?

Il dirigente del Settore Verde Pubblico Giuliano Rossi conferma che non c’è stato alcun errore ma anche che per alcuni alberi la situazione si è aggravata (evidentemente tra la consegna della relazione luglio 2016 ed oggi) come nel caso dell’albero davanti al civico 113 quello indicato dalle associazione come tagliato erroneamente.

«Abbiamo riscontrato che quell’albero», ha detto Rossi, «si era inclinato maggiormente passando di classe nel frattempo e lo abbiamo rimosso, integrando gli interventi, perché stava danneggiando un’abitazione e i suoi sottoservizi e impianti».

Dove sono le relazioni che confermano l’aggravamento? Se stava danneggiando una abitazione occorrono dei riscontri oggettivi, tra l’altro questi danneggiamenti devono essere avvenuti negli ultimi due mesi visto che la relazione Rabottini non li rileva...

Dunque viene anche confermato che nella accezione “albero pericoloso” rientrano danni o fastidi alle abitazioni e sottoservizi.


...E C’E’ ANCHE UN ALTRO ERRORE...

C’è però anche un altro errore ammesso dal dirigente «un errore materiale che tutti i tecnici possono commettere» e riguarda il numero 125 della relazione un albero «senza specifiche relative alle caratteristiche, ma solo indicato nella progressione: ma è un errore materiale, non di sostanza, perché eliminando questa riga, tutta la tabella torna alla perfezione e con certezza non ci sono stati errori negli abbattimenti».

Alberi pericolanti: 4 in tutto, tre sulla salita di via del Santuario, uno abbattuto dai Vigili del Fuoco e anche in piazza San Francesco tre mesi fa.



«SOMMA URGENZA»

«Quando mi sono ritrovato sul tavolo una relazione che mi dice che ci sono pericoli per le persone, che bisogna salvaguardare la pubblica incolumità, sono stato costretto ad attuare la somma urgenza, ricorrendo a ditte specializzate», ha spiegato il RUP Caudullo.

«Questa operazione non la facciamo a cuor leggero», ha detto il sindaco, «non siamo Attila come qualcuno ormai ci definisce. Ma sono certo che tale azione avrebbe destato tensione in qualunque caso, per questo abbiamo svolto plurimi incontri con la cittadinanza ribadendo la ragione di pubblica incolumità che ci ha mosso. Ci dicono che siamo sordi e ciechi in questa furia iconoclasta, è falso, perché ci siamo resi disponibili a fare ulteriori prove di trazione per 15 alberature di via Scarfoglio, per vedere se danno esito positivo. Prove costose che non li salveranno all’infinito, ma solo per un anno e vanno rifatte. Non ci sorprendono le polemiche, né le tensioni, va benissimo, è la democrazia, ma teniamo molto all'alfabeto democratico che dice che il legittimo dissenso non deve impedire l’esercizio della democrazia».


IL COMITATO: «ALTRI ERRORI IN VIA COLLE DI MEZZO»

«Ci ricorda tanto quegli alunni che cercano in ogni modo di far ridare il risultato di un compito assegnato dalla maestra», risponde il comitato “Salviamo gli alberi” alle spiegazioni fornite dalla giunta, «non ci pare tanto lineare sentirci dire che la relazione in qualche modo è di fatto già superata».

Su via Colle di Mezzo ancora errori di numerazione dei filari: «due alberi tagliati (il n.37 e il n.40)», dice il coordinamento, «che secondo la stessa relazione del consulente erano da potare (uno in C e l'altro in C/D). Si saranno "aggravati" pure loro? Impossibile da giustificare con i salti di riga, ammesso e non concesso che il metodo "bianchetto" fatto a posteriori dopo le denunce sulle righe di una relazione possa funzionare. La distanza tra gli alberi è tale che invocare una scusa del genere sarebbe forse ancora più grave. Non basta! Due piante da tagliare secondo la relazione (la n.30 - con probabile errore, si veda sotto - e n.47, classe "D") stamattina erano ancora in piedi, nonostante a Via Colle di Mezzo l'intervento sia stato effettuato da molti giorni. Abbiamo cristallizzato la situazione in un esposto alla Procura e in un filmato. Una di queste (la n.30 nella relazione) probabilmente è stata scambiata per la 31, dato che la n.30 sulla relazione è una pianta dritta al contrario di quella appena più a valle, effettivamente un po' inclinata. L'apoteosi si raggiunge sul filare di pini numerato da 1 a 33 nella relazione. Le piante nella realtà non sono 33 ma 34, almeno nella nostra realtà basata sul conteggio sul campo che chiunque può replicare. Basta andare lì e contarle. Oppure contare dalle foto aeree. 1, 2, 3... e i conti non tornano rispetto alla relazione. Un solo errore, un riga "saltata"? No, un'esilarante sequenza di ben 3 errori».
Resta poi l’errore della mancata ordinanza per le modifiche alla viabilità, divieti di sosta e avvio dei lavori. In alcuni casi sarebbero state tardive.

PESCARA TAGLIO ALBERI. SOPRINTENDENZA

PESCARA. TAGLIO ALBERI VIA COLLE DI MEZZO