LA PROTESTA

Celenza sul Trigno, scuole inagibili. Minoranza chiede dimissioni sindaco

«Incapacità di gestire la situazione»

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CELENZA SUL TRIGNO. Sono ancora in corso i lavori di adeguamento delle scuole di Celenza sul Trigno.

Questo vuol dire che la posticipazione dell’avvio dell’anno scolastico non è bastato per garantire l’operatività delle scuole.

Dopo le perplessità dei genitori l’opposizione in Consiglio va all’attacco  e chiede le dimissioni del primo cittadino Walter Di Lauro che denuncia l’«incapacità di pianificazione».

I consiglieri di minoranza ricordano che il 6 settembre scorso il sindaco aveva annunciato alla stampa che si stava lavorando e pensava che le lezioni sarebbero potute riprendere regolarmente, lasciando intendere che le lezioni sarebbero riprese il 12 settembre così come previsto dal calendario regionale.

Ma così non sarà, infatti le lezioni cominciano oggi ed in nessuno degli edifici oggetto d’intervento.

«Alla luce di tutto ciò - attaccano dal Movimento Insieme per Celenza - non si può far altro che prendere atto dell’incapacità dell’attuale amministrazione di pianificare e gestire i lavori sugli edifici scolastici comunali, ancora in corso di esecuzione. Dopo che la precedente amministrazione, nella figura dell’ex sindaco Venosini, si è adoperata nell’approfondire le conoscenze sugli edifici scolastici dal punto di vista della loro vulnerabilità, dopo aver provveduto a trovare la copertura economica per i lavori che oggi sono in corso (400.000 euro), dopo aver progettato ed avviato a finanziamento ulteriori interventi sugli edifici scolatici a valere sulla programmazione regionale 2016 (331.000 euro), dopo che il Commissario prefettizio ha dato seguito a quanto già avviato, prendiamo atto, che l’attuale amministrazione non si è assolutamente adoperata per fare la cosa più semplice: ultimare i lavori in tempo utile per far si che l’anno scolastico iniziasse senza ritardi e nelle strutture da sempre adibite a scuole presso il comune di Celenza sul Trigno».

E gli interrogativi che avanzano dall’opposizione sono diversi: la riunione che si è svolta il 13 settembre, ad anno scolastico in altri comuni già regolarmente avviato ed a ridosso del 15 (data scelta per la riapertura), non poteva essere fatta con largo anticipo? Per esempio ad inizio agosto, in modo da scegliere la soluzione migliore e lavorare per rendere i locali adeguati alle funzioni che vi si andranno a svolgere? Perché è stato così restio ad accettare la disponibilità di immobili da parte delle limitrofe comunità da adibire, seppur momentaneamente, ad edifici scolastici? Perché tenere in un unico ed ampio salone a Celenza sul Trigno tutte le classi della scuola primaria, compromettendone la didattica, e non accettare la disponibilità dei comuni limitrofi? Perché tenere la scuola dell’infanzia chiusa, come del resto l’asilo nido, entrambi non rientranti nella scuola dell’obbligo ma comunque servizi esistenti e necessari alla comunità di Celenza sul Trigno ed alle limitrofe comunità di Torrebruna e San Giovanni Lipioni e non accettare la disponibilità di locali degli stessi?».

Da qui la richiesta di dimissioni del sindaco Di Laudo al quale la minoranza contesta l’incapacità «di gestire il comune in un’ottica di erogazione dei servizi al cittadino delle comunità di Celenza sul Trigno, Torrebruna e San Giovanni Lipioni».