IL CONTENZIOSO

Santa Croce, dopo le denunce 75 dipendenti in agitazione

Azienda decide mobilità per tutti. Situazione ingarbugliata

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Santa Croce, dopo le denunce 75 dipendenti in agitazione

CANISTRO. I 75 lavoratori dello stabilimento di Canistro del marchio di acqua minerale "Santa Croce" hanno proclamato lo stato di agitazione «con iniziative da definire nei prossimi giorni» in seguito all'avvio da parte dell'azienda delle procedure per la mobilità per tutti i dipendenti, anziché per 35 come previsto dal piano di riorganizzazione.

La decisione dei vertici Santa Croce Spa è stata motivata dal fatto che la Regione «nega da tempo senza motivazioni la concessione o la proroga della stessa in attesa del bando, usando due pesi e due misure e dimostrando di voler far chiudere l'attività».

La mobilitazione è stata varata nel corso di un'assemblea svoltasi due giorni fa nello stabilimento di Canistro.

Tra la Regione e la spa del molisano Camillo Colella è in atto un contenzioso giudiziario dopo che la dirigente regionale del servizio attività estrattive e risorse territoriali, Iris Flacco, all’inizio dell’estate ha presentato una denuncia alla Procura de L’Aquila contro la Sorgente Santa Croce Spa di Canistro, per violazione dei sigilli. Nel corso di alcuni controlli, infatti, si è scoperto che la società avrebbe continuato a captare acqua nonostante il divieto intimato lo scorso mese di ottobre dallo stesso ente regionale.

I sigilli erano arrivati dopo la revoca, alla luce di un precedente bando, della concessione (affidata dalla Regione in via provvisoria alla Santa Croce spa) a causa di documentazione ritenuta non regolare dalla Regione. L’ente regionale ha anche sporto denuncia per la mancata consegna della documentazione e della riconsegna del bene in un precedente sopralluogo alla presenza dei militari.

E adesso la situazione si fa incandescente. I sindacati attendono la riunione nella sede della Provincia dell'Aquila sugli ammortizzatori sociali il prossimo 19 settembre, quando vedranno di nuovo l'azienda e la Regione, quest'ultima per la prima volta dopo l'annuncio della mobilità.


«RICHIO DI RIMANERE SENZA LAVORO»

«Siamo molto preoccupati per il destino dei 75 lavoratori e delle loro famiglie alla luce del rischio reale di rimanere senza lavoro - spiega il segretario provinciale Flai Cgil, Marco Pagliaroli - Prima di adottare iniziative, attendiamo la riunione del 19 per parlare con la Regione e capire cosa può garantire in attesa del nuovo bando».

Il contenzioso tra Santa Croce e Regione?

«Non possiamo entrare nel merito, se la Regione si comporta così, avrà ragioni sulla legittimità degli atti, se l'azienda non ha l'autorizzazione a captare acqua deve chiudere. Ma noi come Rsu dobbiamo salvaguardare i posti di lavoro ed evitare i licenziamenti. Dopo il 19 metteremo in campo ogni azione per assicurare la continuità occupazionale» conclude Pagliaroli.

Fai-Cisl sollecita invece un nuovo bando: «la situazione è ormai precipitata con la comunicazione, da parte dell'azienda, dell'avvio del licenziamento collettivo dei 75 dipendenti», annuncia Franco Pescara, segretario regionale del sindacato.

I lunghi mesi trascorsi dalla scadenza della precedente concessione per l'imbottigliamento dell'acqua e lo sfruttamento delle sorgenti di Canistro, non hanno portato a nessuna soluzione negoziata, dice Pescara, nè hanno chiarito, in alcun modo, gli aspetti legati al nuovo bando che la Regione avrebbe dovuto emanare al fine di consentire la prosecuzione dell'attività nello stabilimento Santa Croce, indipendentemente dalla società aggiudicatrice.

L'unico elemento certo, secondo il segretario regionale Fai-Cisl, è la perdita secca di 75 posti di lavoro sul territorio, con l'impatto sociale e le conseguenze che si possono immaginare. «Una sconfitta per tutti i protagonisti di questa vertenza», assicura il sindacato.

La Fai-Cisl, preso atto che secondo la Regione Abruzzo non è possibile procedere ad altre proroghe, chiede che non vi siano ulteriori indugi e che venga pubblicato, in tempi brevissimi, il nuovo bando.

Rivendica, inoltre, che il bando stesso contenga una clausola vincolante che tuteli espressamente, sul piano della rioccupazione, i diritti dei lavoratori che stanno per essere licenziati.

Le organizzazioni sindacali, unitamente ai lavoratori, si riservano ogni azione a tutela dei diritti delle maestranze della Santa Croce.