OMERTA' DI STATO

Processo Bussi: azione disciplinare contro giudice Romandini ma la verità rimane segreta

Per il ministro c’è stata violazione degli obblighi; per la procura di Campobasso nessun reato

Redazione Pdn

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Processo Bussi: azione disciplinare contro giudice Romandini ma la verità rimane segreta

Una udienza


ABRUZZO. Sul processo di Bussi e sulla anticipazione della sentenza la beffa continua. Una azione disciplinare è stata emessa contro il giudice Camillo Romandini che presiedeva il collegio per aver violato obblighi imposti ai giudici ma la procura di Campobasso -che doveva indagare su cosa effettivamente fosse successo- ha archiviato.

Non solo, dopo le indagini non sarebbe stato ravvisato alcun illecito ma l’effetto perverso (in questo caso) è  che il segreto su tutta la vicenda continuerà ad essere totale dopo la prova che cose indicibili sono successe intorno a quel processo.

Che cosa è successo oggi?

Finalmente dopo oltre un anno è stata discussa in Parlamento una interrogazione firmata da diversi deputati, tra cui Antonio Castricone (Pd)  e Andrea Colletti (M5s),  tutta basata sulle rivelazione che il Fatto Quotidiano pubblicò a maggio 2015. I fatti riportati in diverse inchieste giornalistiche si riassumevano in alcune dichiarazione dei giudici popolari che denunciavano alcune pressioni ricevute dal giudice Romandini per orientare l’esito della sentenza contro i dirigenti Montedison, accusati di avvelenamento delle acque e disastro ambientale, verso una assoluzione e prescrizione.

Dalla inchiesta giornalistica è emerso che l’esito della sentenza era noto almeno un mese prima e di sicuro era a conoscenza dell’attuale presidente della Regione, Luciano D’Alfonso,  che poi l’avrebbe riferita a molti altri esponenti delle istituzioni. Secondo il Fatto Quotidiano anche il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, avvocato di Chieti e già parlamentare Pd, sarebbe stato a conoscenza dei fatti, così come l’allora avvocato dello Stato, Cristina Gerardis sarebbe stata depositaria di una serie di informazioni circa fatti che sarebbero avvenuti prima della sentenza e anche lei li avrebbe riferiti a diversi esponenti istituzionali.

Gerardis proprio in quel periodo, sconosciuta in Abruzzo, venne scelta da D’Alfonso per occupare la carica tecnica più alta in Regione: direttore generale.

In seguito agli articoli dei giornali fu aperta una inchiesta presso la procura di Campobasso che volle ascoltare numerosi protagonisti tra i quali anche i pm del maxiprocesso, Anna Rita Mantini e Giuseppe Bellelli, oltre a vari esponenti politici indicati da testimoni e dalle stesse giudici popolari. Quelle indagini, però, sono state archiviate a gennaio 2016 facendo calare il segreto -che qualcuno spera sia perpetuo- essendo un atto non appellabile per il quale non è possibile fare accesso agli atti.

In tutto questo tempo, nonostante la pubblicazione di notizie oggettivamente sconvolgenti, si è sempre registrato il silenzio più totale su ogni fronte, persino da parte di quelle stesse persone che all’epoca ebbero il coraggio di denunciare.


CHE COSA HA DETTO IL SOTTOSEGRETARIO ALLA GIUSTIZIA

Il sottosegretario alla giustizia, Gennaro Migliore ha detto: «il Ministro, nell'esercizio delle proprie prerogative, ha prontamente avviato, per il tramite delle competenti articolazioni, gli accertamenti volti a fare piena luce sulla vicenda riportata dagli organi di stampa.  All'esito dell'istruttoria, lo scorso mese di maggio il Ministro ha promosso l'azione disciplinare nei confronti del dottor Camillo Romandini, per violazione degli articoli 1 e 2, comma primo, lettera e), del decreto legislativo n. 109 del 2006, per avere ingiustificatamente interferito nella libertà di determinazione dei giudici popolari componenti del collegio della Corte di assise dallo stesso presieduto, ponendo in essere condotte idonee a condizionarne la serenità di giudizio.     Analoga iniziativa è stata promossa dalla procura generale presso la Corte di Cassazione».


La norma citata prevede che «Il magistrato esercita le funzioni attribuitegli con imparzialità, correttezza, diligenza, laboriosità, riserbo e equilibrio e rispetta la dignità della persona nell'esercizio delle funzioni.  Il magistrato, anche fuori dall'esercizio delle proprie funzioni, non deve tenere comportamenti, ancorche' legittimi, che compromettano la credibilità personale, il prestigio e il decoro del magistrato o il prestigio dell'istituzione giudiziaria».


Inoltre il sottosegretario ha confermato che l’inchiesta penale di Campobasso è stata chiusa con una archiviazione il 5 gennaio 2016.


Antonio Castricone (Pd) si è detto parzialmente soddisfatto dalla risposta mentre molto più duro è stato Andrea Colletti che ha evidenziato molti degli aspetti critici di questa vicenda, peraltro acuiti proprio dalla risposta governativa (e dalle zone rimaste oscure).


Colletti per esempio ha fatto più volte riferimento alle incredibili dichiarazioni del precedente presidente del tribunale, Geremia Spiniello, per una vita restio a dichiarazioni, puntuale, integerrimo, severo e affatto incline alla scena mediatica che, invece, subito dopo una udienza rilasciò una dichiarazione in aula affermando che i giudici «avrebbero fatto giustizia». La Cassazione adita dalla Montedison ha poi confermato la ricusazione del giudice il quale venne sostituito da Camillo Romandini.   



«Ora», ha aggiunto Colletti, «io già sapevo dell'archiviazione del GIP avvenuta a gennaio, però mi piacerebbe conoscere le motivazioni di questa archiviazione. È sempre molto difficile per dei magistrati indagare su altri magistrati, lo comprendo benissimo. Non conosco la vicenda in questione perché non ho le carte, però non è il primo caso di omertà tra magistrati, dove è meglio non vedere. È una vicenda ovviamente conosciuta perché il vicepresidente del CSM Legnini è proprio di Chieti ed esplica la sua attività forense e politica in Chieti. Io però mi domando per quale motivo è stata archiviata questa indagine. C’è un'indagine per calunnia a carico del giornalista de il Fatto Quotidiano Massari ? C’è un'indagine per calunnia a carico dei due giudici popolari che hanno riferito tutto quanto ? È falso o è vero quello che hanno riferito Massari e i due giudici popolari ? Si è indagato su quanto detto dall'avvocato Cristina Gerardis oppure no ? Si è indagato su quanto detto o riferito da il Fatto Quotidiano sul presidente della giunta della regione D'Alfonso? Si è scoperto perché un magistrato così esperto come Geremia Spiniello abbia fatto tali dichiarazioni talmente avventate ?»

«Mettendo tutte queste cose insieme ancora non si scopre la verità e purtroppo a causa di quest'archiviazione, e visto che nessuno potrà fare ricorso contro questa archiviazione perché è lo Stato la vittima e non tutti i cittadini della Val Pescara, non potremo mai scoprire da un punto di vista giudiziario la verità. Allora l'unica arma che abbiamo è scoprirla da un punto di vista almeno politico d'indagine ed è proprio per questo motivo che, oltre alla mia interrogazione che ho presentato più di un anno fa, ho presentato un'ulteriore interrogazione per verificare cosa è successo nella procura di Campobasso, perché si è chiesta quell'archiviazione, perché è stata disposta l'archiviazione e se in conseguenza sono state disposte indagini a carico dei due giudici popolari e del giornalista. Non possiamo avere due verità opposte: o c’è qualcosa che non è andato in quel processo, e quindi è sbagliata l'archiviazione o è falso quanto dichiarato da il Fatto Quotidiano e dai due giudici popolari. La verità in questo caso non può stare nel mezzo ed è per questo, sottosegretario, che non posso ritenermi soddisfatto».



L’OMERTA’ DI STATO CONTINUA: NESSUNO HA RISPOSTO ALLE NOSTRE DOMANDE



 


PRESSIONE SUI GIUDICI POPOLARI

1) Il malcontento di alcuni giudici popolari era già noto ad alcuno prima della sentenza?

2) Qual è la vera ragione per cui i giudici popolari non hanno denunciato le presunte “pressioni” del presidente Camillo Romandini?


3) Che ruolo ha svolto in questa vicenda l’allora avvocato dello Stato Cristina Gerardis e quando è venuta a conoscenza delle “pressioni” e del verdetto?


4) Che cosa ha fatto la Gerardis quando è venuta a conoscenza di notizie riservate del Collegio? Da chi ne è venuta a conoscenza e con chi ne ha parlato?


5) Ricordate il caso del primo giudice della Corte d’assise Geremia Spiniello? E’ stato ricusato in seguito a sue dichiarazioni in tv appena dopo la fine di una udienza del processo dicendo la frase (ambigua) «faremo giustizia per il territorio». Le domande allora sono: c’è qualcuno che può indicare una intervista televisiva di un qualsiasi giudice appena dopo l’udienza e nella stessa aula di udienza? L’inflessibile Spiniello prima di quella volta aveva rilasciato interviste simili?


LA SENTENZA ANTICIPATA


6) D’Alfonso era a conoscenza della sentenza prima del 19 dicembre 2014 come ci risulta e come pubblicato da Il Fatto; chi informò D’Alfonso e a chi ne parlò il governatore?

7) D’Alfonso conosce il giudice Camillo Romandini? Lo ha incontrato tra il 2014 ed il 2015 e se sì per quali ragioni? Se sì hanno per caso parlato anche della sentenza di Bussi?


8) D’Alfonso ha mai informato la Gerardis del verdetto prima della sentenza?


9) D’Alfonso e Gerardis hanno poi informato altri esponenti istituzionali della notizia che loro sapevano essere certa e proveniente da fonte attendibile (e non semplici voci)?


10) I pm Giuseppe Bellelli e Anna Rita Mantini erano a conoscenza delle notizie riservate e se sì da chi sono stati informati? Se sono stati informati hanno aperto un fascicolo di indagine magari ancora segreto per la verifica delle informazioni?


11) Ipotizzando che la notizia di eventuali pressioni sui giudici popolari e di un verdetto già scritto era cosa nota, qualcuno pensò di informare anche il vice presidente del Csm Giovanni Legnini, la più alta autorità in materia e per di più di Chieti dunque conosciuto e conoscitore della realtà locale?


12) Che ruolo hanno svolto i vari avvocati delle parti civili e nello specifico della Solvay? Notizie di presunte irregolarità sono giunte fino a loro?


13) Che ruolo hanno svolto gli avvocati degli imputati della Montedison? Anche a loro la notizia è giunta in anticipo?


14) Ci risulta che esistono diverse “prove” che potrebbero raccontare vari spezzoni della storia in possesso di alcuni “attori” anche non protagonisti. A che cosa sono servite queste “prove” visto che non sono servite a denunciare possibili reati? Potrebbe esserci almeno in astratto la possibilità che tale materiale possa essere utilizzato in maniera impropria e divenire mezzo di “pressione” verso figure istituzionali?


15) Ammettendo pure che –come dicono molti- le anticipazioni del verdetto sono state giudicate “non attendibili” e “voci generiche” perché nessuno ha sentito il bisogno di denunciare il 20 dicembre, giorno dopo la sentenza, affinchè le autorità competenti accertassero la verità? Perché i politici che sanno continuano a tacere? Chi sta guadagnando da questa vicenda e chi ci sta perdendo?