IN PORTO

Dragaggio Ortona, alla Coedmar l’aggiudicazione definitiva dei lavori

Sentenza del Consiglio di Stato ma rimangono pesanti incognite

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Dragaggio Ortona, che fine fanno i fanghi?

 

 

ORTONA. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale ha respinto l’istanza cautelare proposta dalla ditta risultata in una prima fase vincitrice della gara per il dragaggio del porto di Ortona, confermando così il pronunciamento del Tar ed aggiudicando definitivamente alla società Co.Ed.Mar. l’appalto dei lavori.

A maggio scorso il Tar aveva annullato la determinazione del Dirigente del III Settore del Comune di Ortona del 27 gennaio scorso con la quale si era sancita l’aggiudicazione definitiva all’A.T.I. La Dragaggi srl – Mariter srl – Sapir dell’appalto.

Oltre a mancanze di tipo formale, quali l’assenza della presentazione dello studio di impatto ambientale (richiesto a pena di esclusione) o la nomina del geologo tra i progettisti, nella sentenza dei giudici amministrativi si evidenziava come la relazione geologica non avesse «un livello di definizione tale da comportare significative differenze tecniche e di costo nella successiva progettazione esecutiva».

Si faceva esplicito riferimento alla nuova vasca di colmata: la stessa a.t.i., vincitrice della gara nell’offerta, aveva introdotto delle modifiche migliorative rispetto al progetto preliminare precisando che sarebbe stato necessario fare una nuova indagine in fase di progetto esecutivo per confermare i dati stimati in sede di calcolo mentre ad avviso del collegio non può escludersi che tali successivi indagini del sito, potessero comportare delle significative differenze tecniche e di costo specie in relazione alla notevole estensione della nuova vasca ed al quantitativo dei materiali (60.000 mc) da riversare.

«Dunque ricapitolando», spiega D’Alessandro, «a differenza di ciò che sostenevano i nemici di Ortona e dell’Abruzzo i lavori si faranno e i fondi non sono stati persi, neanche un centesimo, cosa che al contrario sarebbe puntualmente accaduta se avessimo ascoltato coloro i quali dicevano di non procedere entro i termini alla gara. Mi riferisco ai vari Febbo e alla filiera che porta dritto a una parte di opposizione nel consiglio comunale di Ortona».

Ora dovrà seguire la fase amministrativa relativa a tutti gli atti conseguenti l’aggiudicazione, e dunque il progetto esecutivo presentato dalla ditta aggiudicataria, per cui si auspica che nei prossimi mesi vedremo le draghe al lavoro che porterà i fondali del porto a circa 9 metri.

«Con le ulteriori risorse che metteremo a disposizione, oltre a quelle già stanziate nel Masterplan», spiega ancora D’Alessandro, «potremo arrivare tranquillamente ai 10 metri di pescaggio, che rappresentano l’obiettivo della svolta perché a quella profondità faranno ingresso le navi di ultima generazione che oggi sono impedite ad entrare a causa dei fondali bassi. A breve presenteremo il pacchetto Ortona, che darà conto degli ulteriori investimenti sullo scalo e sulla città».

Si tratta infatti di una sentenza sulla sospensiva, mentre solo il 25 gennaio prossimo entrerà nel merito.

«Va ricordato, peraltro», ricorda Mauro Febbo (Fi), «che presso il Tar pende ancora il ricorso della prima ditta in graduatoria contro la seconda. I lavori di dragaggio – spiegano Febbo e Cieri – saranno affidati alla seconda ditta che però procederà a depositare le sabbie dragate sulla banchina. Si tratta, è bene ricordarlo, di fanghi classificati B1 e B2 che, secondo offerta di gara, verranno depositati sulla banchina realizzando un cumulo di oltre 14 mt d' altezza. Gli stessi possono essere smaltiti in due modi: immettendoli nella vasca di colmata, che allo stato non c'è; oppure portandoli in discarica ad un costo di circa 4 milioni di euro che non si sa chi li pagherebbe e con quali fondi. Come si procederà? E’ presumibile, come avevamo già previsto, che si verificherà un aggravio dei costi, così come risulta quanto meno difficile che l’iter si concluda entro il 31 dicembre, data oltre la quale la Regione rischia di perdere i fondi a disposizione. I tempi, per forza di cose si allungheranno».