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‘Il Centro’ ancora in sciopero: altri 4 giorni tra rabbia e delusione

Incertezze sul futuro. Preoccupano i livelli occupazionali

Redazione Pdn

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‘Il Centro’ ancora in sciopero: altri 4 giorni di sciopero tra rabbia e delusione

ABRUZZO. Il passaggio di mano del maggiore quotidiano della regione che ha assunto negli anni una posizione dominante nel campo dell’informazione è un evento forse epocale per l’Abruzzo che non si è ancora compreso in pieno.

Per ora i giornalisti del quotidiano Il Centro, su mandato unanime dell'assemblea, hanno proclamato altri quattro giorni di sciopero da ieri a lunedì compreso.

«L'assemblea - si legge in un comunicato diffuso venerdì in tarda serata da Cdr e Rsu - ha dato mandato al Cdr di prevedere altri sette giorni di sciopero con modalità e metodi da definire».

Il comunicato - al consigliere delegato Domenico Galasso, al direttore Mauro Tedeschini, a tutti i colleghi - recita: «In data odierna è tornata a riunirsi l'assemblea dei giornalisti del Centro. Dopo i due giorni di sciopero decisi a seguito della comunicazione della cessione del giornale da parte del Gruppo Espresso è stato preso atto che restano incerte le garanzie occupazionali e non è chiaro con quale organico avverrà il passaggio. I giornalisti hanno accertato che in data 1 agosto 2016 l'azienda ha provveduto a inquadrare nell'organico di La Repubblica una collega precedentemente in forza alla redazione di Pescara del Centro nonostante fosse stato più volte ribadito che il distacco (già in essere da più di tre anni) sarebbe andato avanti fino al 31 dicembre 2016. Il passaggio è avvenuto in totale assenza di comunicazione da parte dell'azienda e senza che fosse stata sostituita con un altro contratto a tempo indeterminato. Dopo poco più di un mese è stato firmato il preliminare di cessione. Resta inoltre da chiarire la posizione di un altro collega distaccato dalla Provincia Pavese al Centro. Nella riunione di mercoledì scorso con i vertici del Gruppo Espresso non è stato fatto alcun cenno alle due posizioni lavorative. Questo tanto per rendere l'idea dell'incertezza attorno alla definizione dell'organico del giornale oggetto dell'accordo preliminare di cessione».

Dunque vengono contestate procedure anomale e sospette senza peraltro informare i sindacati ma nelle parole dei giornalisti c’è tutta l’amarezza che sa di tradimento per chi da anni ha lavorato mettendo anima e corpo per la crescita del giornale che ha segnato la storia degli ultimi 30 anni della regione.

Adesso, senza troppe formalità nè informazioni, quel giornale viene ceduto da un proprietario che aveva comunque garantito crescita e sostegno del grande gruppo che è L’Espresso di De Benedetti (anche tessera numero uno del Pd).

«Il rammarico di questa iniziativa di protesta», scrivono ancora i giornalisti, «è quello di dover per forza di cose interrompere momentaneamente il nostro rapporto con i lettori che erano, restano e resteranno sempre l'unico riferimento di chi opera nel settore dell'informazione. Proprio per garantirne la correttezza, l'autonomia e la precisione chiediamo garanzie che non ci sono state fornite in maniera esauriente. L'amarezza dei giornalisti del Centro è quella di essere stati ceduti per inseguire un altro progetto, la fusione Espresso-Itedi - che mette a repentaglio il futuro di altri giornali del gruppo - dopo che per anni hanno lavorato in condizioni difficili (alcuni hanno scritto e dormito nel camper in occasione del tragico terremoto del 2009 all'Aquila) per garantire la crescita e il consolidamento dell'azienda-Centro».



Se da una parte si contestano le modalità attuate dal “vecchio” editore, dall’altra, preoccupano di più le incertezze del futuro in quanto al momento non esisterebbe ancora una nuova società editrice che dovrebbe fare capo a 4 imprenditori locali che sono Luigi Pierangeli, Cristiano Artoni, Luigi Palmerini e Alberto Leonardis.

Quest’ultimo dovrebbe essere l’amministratore delegato e dunque il coordinatore del nuovo progetto editoriale.

Il nuovo gruppo confermerà tutti i giornalisti ed i poligrafici assunti (una cinquantina)? E i collaboratori (una sessantina)?

La preoccupazione è quella di una sforbiciata in ragione del fatto che bisognerà evitare per prima cosa le perdite che allo stato attuale si aggirerebbero intorno ai 700mila euro annui, una cifra enorme per un nuovo gruppo che non può vantare una holding alle spalle.

Parallelamente protestano anche i 35 poligrafici che da «decenni svolgono la propria attività con la massima professionalità e dedizione nel quotidiano. La salvaguardia dei livelli occupazionali nel futuro assetto che la nuova proprietà intenderà imprimere al giornale abruzzese a nostro avviso è un elemento imprescindibile e per tale motivo sono state indette già due giornate di sciopero».

Anche i poligrafici vogliono subito un confronto con il gruppo Espresso-Repubblica e le organizzazioni sindacali «per capire e condividere il progetto industriale, le garanzie professionali ed occupazionali e la salvaguardia del presidio informativo rappresentato da questo importante quotidiano nella nostra regione. In data odierna l’assemblea unitaria dei lavoratori poligrafici, unitamente ai giornalisti, ha deliberato un ulteriore pacchetto di sciopero, votato all’unanimità in attesa di una pronta convocazione del tavolo relazionale».



CESSIONE PER 6-7 MILIONI DI EURO

La cessione sarebbe avvenuta per una cifra che oscilla tra i 6 ed i 7 mln di euro e comprende anche il centro stampa che produce il giornale di carta.

Ma se questi sono al momento i problemi più urgenti e circoscritti rimangono sul tappeto tutta una serie di ripercussioni di ordine pubblico e generale che riguardano il futuro dell’informazione della nostra regione: difficile non ipotizzare un “ridimensionamento” degli orizzonti informativi e forse non tanto delle copie vendute (circa 13mila) ma questo dipenderà strettamente dalla bravura e coscienza dei giornalisti.

La politica in questi due giorni si è già mostrata molto favorevole alla cessione spingendo, da una parte, a dare garanzie occupazionali e, dall’altra, facendo gli auguri ai nuovi editori che «sapranno fare un buon lavoro», questo è il messaggio più comune.

All’orizzonte si vede una maggiore sinergia con Rete8 che è già detenuta da Pierangeli, mentre non molto si sa sul nuovo piano industriale circa la raccolta pubblicitaria, il vero motore di un giornale che passa dalla potentissima Manzoni, concessionaria del gruppo L’Espresso, ad altra forse locale che dovrà garantire almeno il medesimo livello di entrate.

E già circolano voci circa interventi e mediazioni politiche che avrebbero operato in piena estate per favorire l’accordo che poi è sfociato nella vendita, sbaragliando gli altri competitors (tra cui il gruppo Toto).

Una voce che potrebbe facilmente aver avuto origine proprio dal fatto che l’editore De Benedetti è l’esponente più illustre del Pd e con ogni probabilità ha potuto utilizzare questo canale per concludere un importante affare con tutte le garanzie del caso.


SI APRE IL DIALOGO: SCIOPERO RIDOTTO


Il Cdr e la Rsu del quotidiano 'Il Centro' di Pescara hanno deciso all'unanimità di sospendere lo sciopero con un giorno di anticipo «in virtù della manifestata volontà di rispondere a una serie di richieste dei giornalisti e dei poligrafici» dopo un incontro con i vertici del Gruppo Espresso e gli acquirenti del quotidiano.


'Il Centro' tornerà regolarmente in edicola martedì 13 settembre.


Nel corso dell'incontro il direttore generale della divisione quotidiani locali del Gruppo Espresso, Marco Moroni, «ha sottolineato - riferiscono Cdr e Rsu in una nota - che sul preliminare di accordo di cessione non si torna indietro. Ha aggiunto che tutte le rivendicazioni dei giornalisti e dei poligrafici del Centro saranno esaminate nel corso degli incontri previsti per legge dal passaggio di proprietà».


«Leonardis ha detto - si legge in una nota del Cdr e della Rsu - che la nuova società, in fase di costituzione, non avrà azionisti di riferimento e non avrà alcun padrone, in continuità con quanto fatto dal Gruppo Espresso e con ciò che 'Il Centro' ha rappresentato finora. Ha affermato che la società ha una forte solidità economica pronta a garantire e a sostenere il lavoro di giornalisti e poligrafici e che non interferirà con il settore giornalistico».

«Pierangeli ha parlato de 'Il Centro' - prosegue la nota - come di un'istituzione di questa regione che ha sempre garantito il pluralismo dell'informazione, con un valore storico e culturale importante. Ha fatto inoltre riferimento alle professionalità all'interno del giornale che sono un patrimonio in grado di garantire continuità e sviluppo della testata. Non continuare su questa strada, ha ribadito, sarebbe la morte dal punto di vista imprenditoriale».

Per il Gruppo Espresso hanno partecipato all'incontro, oltre a Moroni, il responsabile del personale, Roberto Moro, il direttore editoriale Finegil, Roberto Bernabò, il consigliere delegato de 'Il Centro' Domenico Galasso, , e il direttore del quotidiano, Mauro Tedeschini.