STRARIPAMENTI

Aca, inchiesta della procura sul bando ritirato per scegliere nuovo amministratore

Sequestrati gli atti. Ecco i 21 sindaci che hanno firmato la diffida

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«Se Di Vincenzo avesse ampliato il depuratore oggi ci sarebbe meno inquinamento»

l'avvocato Della Rocca e Di Baldassarre

PESCARA. La guerra dell’Aca (o per l’Aca) fa talmente tanto rumore che finisce direttamente in procura.

C’era da aspettarselo che a far baccano poi qualcuno che ascolta c’è.

E così ieri il Corpo Forestale di Pescara ha sequestrato documenti nella sede dell'Ato, documenti che riguardano il 'controllo analogo' con cui è stata bloccata la delibera Aca attraverso la quale si pubblicava l’avviso pubblico per la nomina del nuovo amministratore delegato dell'Ente. Il sequestro è stato disposto dalla Procura di Pescara da parte dei pm Cristina Tedeschini e Annarita Mantini.

Sotto la lente c’è l’intervento dell’Ato, questa volta molto solerte e tempestivo a differenza del decennio trascorso che ha fatto registrare, invece, inerzie e distrazioni a più livelli.

Al momento la procura non avrebbe iscritto indagati ma vuole verificare se qualcosa di anomalo sia accaduto.

Il sequestro eseguito dal Corpo Forestale ha interessato dei documenti relativi al 'controllo analogo' avviato dall'Ato, che ha bloccato il bando emanato dall'amministratore unico dell'Aca, Vincenzo Di Baldassarre, il cui mandato è in scadenza, per la nomina del nuovo amministratore dell'Azienda comprensoriale acquedottistica.

Un gruppo di 21 sindaci, pari a 15 quote, ha inoltrato all'Ato e all'Aca una diffida per denunciare interferenze nella gestione.

La questione del nuovo amministratore dell'azienda ha suscitato polemiche e malcontenti. Tra le ipotesi si era parlato anche della nomina di un commissario.

L'assemblea dei soci dell'Aca è stata convocata in prima seduta per ieri pomeriggio e in seconda seduta per oggi, alle 10, nella sede di Confindustria a Pescara, per procedere alla scelta dell'amministratore unico, secondo la richiesta pervenuta da parte di alcuni Comuni.



LA DIFFIDA DEI 21 SINDACI

Per ora non ci sarebbero indagati ma si starebbero verificando le contestazioni dei 21 sindaci vergate nella diffida che per ora rimane il documento centrale anche per la procura.

Sullo sfondo una guerra feroce tra due fazioni all’interno del Pd: una è quella che fa capo a Luciano D’Alfonso che ha già spinto e sponsorizzato il suo candidato migliore, cioè Giampiero Leombroni, geometra in forza alla Toto spa ma anche dirigente chiamato in ogni amministrazione D’Alfonso fin dagli anni ‘90.

L’altra fazione sarebbe quella di chi -sempre all’interno del Pd- non vedrebbe di buon occhio lo strapotere incontrastato e inarginato del presidente della Regione. Con questi sindaci -che sarebbero vicini all’assessore Donato Di Matteo- si sono schierati pure alcuni sindaci del centrodestra i quali non vedono di buon occhio l’occupazione dell’Aca da parte del Pd.


I FATTI

L’Aca emana l’avviso l’8 agosto 2016. L’Ato scrive all’ Aca il 23 agosto 2016 una missiva che è firmata dal dirigente amministrativo Nino Pagano e «non stranamente dal commissario straordinario» Luciano Di Biase (nominato da D’Alfonso), come si legge nella lettera che ufficialmente chiede chiarimenti su alcuni punti dell’avviso pubblico.

Il giorno seguente arrivano la controdeduzione firmate da Di Baldassarre che vengono giudicate accurate e dettagliate dai 21 sindaci dissidenti i quali contestano comunque la sospensione del bando eseguita dall’Ato.

Sempre secondo i sindaci l’avviso era regolare e rispettoso delle leggi tanto che lo stesso di Baldassarre ha precisato che non c'era alcuna limitazione alla partecipazione ma eventualmente una inconferibilità dell'incarico, cioè una causa ostativa che scattava al momento della nomina ed alcune di queste si potrebbero far decadere nel frattempo.


La legge che lo impone è la 135/12 che all’art. 5 comma 9 prescive:

9. E' fatto divieto alle pubbliche amministrazioni (...)di attribuire incarichi di studio e di consulenza a soggetti, già appartenenti ai ruoli delle stesse e collocati in quiescenza, che abbiano svolto, nel corso dell'ultimo anno di servizio, funzioni e attività corrispondenti a quelle oggetto dello stesso incarico di studio e di consulenza.




Dunque l'attuale amministratore unico Aca avrebbe riportato esclusivamente questo divieto previsto per legge che tuttavia non è piaciuto all’Ato.

Ma le accuse dei 21 sindaci verso l’Ato sono molto gravi perché si dice che il ritiro dell’avviso è stato «pretestuoso» potendo ora arrecare «immotivatamente un grave pregiudizio alla società la quale anche in ossequio alla legge non può subire ritardi nella nomina dell'amministratore unico che andrà a decadere il prossimo 10 settembre», cioè oggi.

Proprio in virtù di questa scadenza gli stessi sindaci hanno consigliato all'amministratore unico dell’ Aca di procedere con le convocazioni dell'assemblea che si è aperta stamattina per esercitare il diritto dovere di nominare l'organo di amministrazione.

I sindaci parlano apertamente di «illegittima sospensione» ed è questo che ha fatto azionare la procura di Pescara che ora deve districarsi tra leggi e pressioni varie.

L’Ato agisce su delega dei Comuni, ricordano i sindaci, «e non di altri enti», (cioè la Regione).

«Pertanto», conclude la diffida, «a prescindere dalla infondatezza dei rilievi mossi dall'avviso dalla illegittima sospensione del medesimo si diffida a non porre in essere atti di interferenza con l'esercizio dei diritti dell'assemblea dei soci dell’Aca anche in ragione della responsabilità e dei danni che si andrebbero a cagionare alla società in caso di mancata nomina dell'amministratore unico entro il termine indicato».

In pratica i sindaci dicono all’Ato: “il vostro atto è illegittimo e se perseverate sarete responsabili dei danni causati. Regolatevi”:


Ecco chi sono i 21 sindaci che hanno firmato la diffida

Comune di Chieti

Comune di Atri

Comune di Rosciano

Comune di Penne

Comune di Cappelle sul tavo

Comune di Picciano

Comune di Elice

Comune di Scafa

Comune di Catignano

Comune di Pianella

Comune di Moscufo

Comune di Manoppello

Comune di Collecorvino

Comune di Brittoli

Comune di Vicoli

Comune di Civitella Casanova

Comune di Arsita

Comune di Bisenti

Comune di Pescosansonesco

Comune di Montefino,

Comune di Casalincontrada

RINVIATA LA NOMINA: SI PREFERISCE IL CDA


Niente amministratore unico come volevano i 21 sindaci. Meglio il cda con più poltrone e costi.

L'assemblea dei soci ha, infatti, approvato un documento, presentata dal sindaco di Francavilla, Antonio Luciani, e altri 27 sindaci, in cui si chiedeva il rinvio dell'assemblea per nominare successivamente un consiglio di amministrazione invece dell'amministratore unico.

All'ordine del giorno dell'assemblea dei sindaci c'era la conferma dell'amministratore unico o l'eventuale nomina del nuovo, ma l'attuale amministratore, Vincenzo Di Baldassarre, non si è detto disponibile a proseguire.

La rinuncia di Di Baldassarre è stata commentata dal sindaco di Chieti, Umberto Di Primio nel corso dell'assemblea, come «una lezione di moralità: evidentemente ci sono uomini che non sono disposti a tutto per un incarico», ha concluso Di Primio.

In apertura dei lavori sia alcuni sindaci che il commissario giudiziale, Guglielmo Lancasteri, hanno sottolineato la necessità di procedere al rinnovo immediato della governance visto che l'Aca si trova in procedura concordataria e che un rinvio avrebbe comportato una vera e propria paralisi e messo a rischio il pagamento dei debiti accumulati durante le precedenti gestioni e anche l'abbattimento di 35 milioni della mole debitoria consentito dalla procedura concordataria.


L'assemblea ha assunto toni anche molto polemici con alcuni intervenuti che hanno denunciato pesanti interferenze.

Alla fine è tornato alla carica il sindaco di Francavilla, Antonio Luciani, che ha formalizzato la proposta di rinvio dell'assemblea per valutare il ritorno a un cda «agli stessi costi».

La richiesta e' stata condivisa e sostenuta in un intervento anche dal primo cittadino di Pescara, Marco Alessandrini.

Alla fine, dopo aver fatto verbalizzare la lettura del comma 3 articolo 5 della legge 293/1994 sulle responsabilità che si determinano in caso di vacanza gestionale, l'amministratore ha messo ai voti la proposta di rinvio presentata dal Comune di Francavilla e da altri 27 sindaci, che è stata accolta con 32 sì (equivalenti a 38 quote). I voti contrari sono stati 22 (equivalenti a 24 quote) e due gli astenuti.

A questo punto nella gestione, fino alla definizione delle procedure di rinnovo, subentra il collegio sindacale.