LA "RETTIFICA"

Il valzer del dirigente della Provincia di Chieti: spostato in Regione, anzi no

Molte le incognite dietro i due atti amministrativi

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CHIETI. Quel dirigente non ci serve, anzi sì.

Idee confuse alla Provincia di Chieti dove l’ingegner Giancarlo Moca, responsabile - ambiente energia caccia e pesca (già commissario straordinario del Consorzio Comprensoriale per lo Smaltimento dei Rifiuti del Chietino) sarebbe dovuto passare alla Regione. Ma la Provincia ci ha ripensato, tanto da ‘rettificare’ un errore che, però, per qualcuno non esisterebbe.

 

Tutto parte con il riordino delle funzioni delle Province in parte trasferite a Regione e Comuni.

 

Questo ha comportato un lavoro enorme per il trasferimento del personale adibito a ciascuna funzione da spostare, così come i beni mobili e le attrezzature utilizzate per l'esercizio delle funzioni, o ancora tutti i rapporti giuridici pendenti, le partecipazioni a società ad altri enti che esercitano attività connesse alle funzioni da trasferire. Senza dimenticare pure l'elenco dei dipendenti a tempo determinato.



IL PERSONALE

Al momento del trasferimento il personale provinciale mantiene la propria posizione giuridica ed economica maturata ovvero trattamento fondamentale è trattamento accessorio.

Ma come è stata fatta la scelta?

Le Province hanno formulato un elenco del personale in servizio, dirigenziale e non dirigenziale, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che alla data dell’ 8 aprile 2014 era adibito in via esclusiva o prevalente allo svolgimento di «funzioni non fondamentali» oggetto di riordino.

Tra quelli scelti per il passaggio dalla Provincia di Chieti alla Regione c’era appunto anche Moca, inserito nella lista del personale provinciale addetto alla funzione ambientale già dal 1° aprile 2016.

Ma la Provincia ci ha ripensato perché con la delibera 46 del 9 agosto scorso lo ha ripreso e reinserito nel proprio organico.

Ufficialmente si sarebbero accorti che gli serve un altro dirigente.

La delibera parla di ‘rettificare’, il che sottintende un errore che però non pare esserci dal momento che Moca, così come richiesto dalla legge, lavorava su funzioni non fondamentali

«Si reputa necessario», si legge nel documento, «rettificare la posizione dell’ing. Moca quale risultante nel Piano di riassetto, prevedendone l’assegnazione alle funzioni “fondamentali”, tenuto anche conto del fatto che questa Provincia ha attualmente alle sue dipendenze un solo dirigente, oltre al predetto ing. Moca, e che l’intero settore 1 dell’ente (cui fanno capo tutti i servizi di supporto e amministrazione generale dell’ente) sono attualmente assegnati al segretario generale, nel quale si cumulano anche le funzioni di responsabile dei servizi Anticorruzione e Trasparenza».

Ma è possibile una operazione del genere?

Probabilmente il ministro Madia tirerebbe le orecchie a tutta la filiera Regione-Provincia perché le regole parlano chiaro e poco importa se, come dice il presidente Pupillo, dopo  l’ approvazione definitiva del Piano di riassetto dell’ente, «si sono verificate delle modifiche nella dotazione organica dell’ente».

Per legge è proprio il lavoro svolto all’8 aprile del 2014 che non è più di competenza della Provincia: dunque dove sarebbe l’errore da rettificare? Come farà la Provincia a ricollocare Moca se la Regione ha già detto che deve entrare nel suo organico regionale?

Come fa il Consiglio provinciale a ricollocare Moca con un ‘reinserimento in organico’ provinciale se per la Provincia stessa c’è il divieto assoluto di prendere personale anche nell’ambito di procedure di mobilità (legge di stabilità).

Infatti la Provincia ci prova parlando di reinserimento, dicendo che gli serve un dirigente.

Ma come fa la Provincia a ricaricare sul proprio bilancio una spesa (quella dello stipendio di Moca) che già doveva obbligatoriamente essere tagliata essendo soprannumerario?

E soprattutto, se la Provincia sapeva di aver bisogno di un dirigente come mai ne ha mandato in pensione anticipata uno nel 2015?

Dalla delibera di Consiglio sembra comunque che l’aumento di spesa sarà compensato con tre dipendenti in mobilità ma solo per uno si parla di passaggio alla Regione.

«Tenuto conto delle mobilità in uscita del personale e del reinserimento in organico di n. 1 dirigente», si legge nella delibera, «la spesa complessiva per il personale adibito alle funzioni fondamentali dell’ente risulta pari a € 5.597.818,70, inferiore pertanto al limite del 50% stabilito dalla precitata deliberazione del Presidente n. 42/2015».