EDITORIA

Colpaccio di Pierangeli & Co: dopo Rete8 a lui anche il quotidiano Il Centro

I giornalisti del quotidiano hanno già proclamato due giorni di sciopero

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

5008

Luigi Pierangeli

Luigi Pierangeli

ABRUZZO. Dunque la notizia è certa ed è stata comunicata ai giornalisti de Il Centro oggi stesso: Luigi Pierangeli ha acquistato il giornale monopolista della regione Abruzzo. Nella corsa all’acquisto c’erano altri concorrenti eccellenti tra cui Caltagirone, che è uscito quasi subito dalla competizione, ed il gruppo Toto che evidentemente si è tirato indietro e non ha rilanciato.

Attualmente il giornale ha 30 giornalisti contrattualizzati a tempo indeterminato e circa 60 collaboratori esterni part time, vi sono inoltre 35 poligrafici


Una nota pubblicata oggi da Il Centro (gruppo Espresso che fa capo a De Benedetti e che pubblica anche La Repubblica) informa che il Comitato di redazione e la rappresentanza sindacale del quotidiano sono stati convocati dall’azienda per la comunicazione dell’avvenuta cessione della testata e del Centro stampa di Pescara. «Secondo quanto ci è stato riferito dai vertici del Gruppo Espresso con modalità inusuali e inaccettabili», dice la nota, «gli acquirenti fanno capo a una società ancora da costituire composta dagli imprenditori Luigi Pierangeli, Cristiano Artoni, Luigi Palmerini e Alberto Leonardis. Con l’accordo chiuso nella tarda serata di martedì 6 settembre la nuova proprietà si insedierà ufficialmente dal primo novembre 2016».

I redattori del quotidiano si sono successivamente riuniti in assemblea per un esame della situazione alla luce delle comunicazioni fornite dal Gruppo Espresso. All’unanimità, sia i giornalisti che i poligrafici hanno espresso «delusione, rammarico e amarezza per i modi e i termini con cui è stata portata avanti l’operazione, sulla quale, al momento, non sono stati forniti ulteriori dettagli».

Da diversi mesi si sono rincorse ipotesi sulla cessione ma i chiarimenti non sono mai arrivati.

L’ultimo incontro con i giornalisti si è tenuto il 1 luglio a Roma e in quella sede è stata assicurata «massima condivisione» ma evidentemente non è andata così.

«Da quel giorno soltanto silenzio, fino a questa mattina quando siamo stati convocati in fretta e furia per la comunicazione dell’avvenuta cessione», si legge nella nota del comitato, «i dipendenti del Centro per anni si sono sobbarcati carichi di lavoro ben oltre quelli previsti dal contratto nella speranza di poter tutelare il posto di lavoro e di restare all’interno di un gruppo consolidato come quello dell’Espresso. Ricordiamo che il Centro ha una storia trentennale che l’ha portato ad essere il polo di informazione leader nella regione Abruzzo. Ricordiamo altresì che dopo il terremoto dell’Aquila l’ingegner Carlo De Benedetti, Presidente onorario del Gruppo Espresso, si era speso personalmente, nelle due visite fatte nella redazione di Pescara, per garantire il futuro e la continuità del giornale.  I giornalisti e i poligrafici si sentono traditi dopo trenta anni in cui hanno, da zero, lanciato e affermato il Centro in Abruzzo».


PERICOLI DA SCONGIURARE

Ma perchè i giornalisti non vedono di buon occhio la cessione?

La risposta è semplice: il gruppo L’Espresso è un gigante dell’editoria e pubblica decine di testate locali nonchè prestigiose e storiche come L’Espresso e La Repubblica; passare ad un gruppo di imprenditori locali significa sprofondare di molti gradini, senza alcuna offesa per i nuovi acquirenti che pure hanno, in parte, una lunga esperienza editoriale. Sarà, comunque, ben altra cosa diventando una esperienza fortemente localizzata con i suoi pro ed i suoi contro.

L’altro aspetto che non è sfuggito ai giornalisti è che nel bilancio ci sono perdite per circa 700mila euro all’anno che in un grande gruppo sono quasi nulla ma per una nuova società potrebbe essere un peso schiacciante.

Per questo all’orizzonte gli analisti più attenti intravedono licenziamenti, forse, anche della metà dei giornalisti, per ridurre al massimo le spese e dare un equilibrio che sia il più stabile possibile per il giornale.

C’è poi l’aspetto “politico” e di influenza visto che per forza di cose la linea editoriale del giornale sposerà gli interessi dei suoi proprietari che si muovono tra sanità ed edilizia locale con quello che ne consegue.  

Per ora sono stati fissati due giorni di sciopero ma altri tre sono previsti all’orizzonte.

Forse chi si è impegnato per l’acquisto si attendeva un esordio diverso.


«DECISIONE OBBLIGATA»

La decisione è stata presa, ha comunicato l'editore, per poter portare a compimento la fusione con Itedi, la società che edita La Stampa e il Secolo XIX. Non una scelta imprenditoriale, ha detto l'amministratore delegato, ma obbligata dalla normativa.

«Di fatto il Gruppo Espresso – contesta invece il Cdr - ha scelto di abbandonare il centro sud e di smantellare il patrimonio di giornali locali che in questi anni di crisi ha dimostrato di essere il cuore e la cassaforte dell'intero gruppo, a sostegno anche di Repubblica. Tutto questo nonostante i Cdr del Coordinamento Finegil avessero espressamente chiesto all'editore di non percorrere facili soluzioni di questo tipo, e di evitare lo smembramento di un gruppo composto da 18 testate, un patrimonio unico in tutto il panorama editoriale del paese che, così, inizia a perdere consistenza. L'editore nell'ultimo incontro aveva rassicurato i Cdr sul fatto che ogni sforzo in questa direzione sarebbe stato fatto: oggi, invece, comunica la cessione di due testate».


CHI SONO GLI ALTRI SOCI

 Soci al 25% con Pierangeli sono Cristiano Artoni, presidente della banca di Teramo di Credito cooperativo e distributore de Il Centro, Luigi Palmerini, costruttore aquilano e un altro imprenditore  aquilano, Alberto Leonardis che nei mesi scorsi ha lanciato una nuova impresa nella sanità digitale.