LA SVOLTA?

Azzardo. Finalmente le slot via da bar e tabaccherie ma è operazione miliardaria

Baretta: «su apparecchi deciso, affronteremo nodi finanziari»

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ROMA. Sull'eliminazione delle slot da bar e tabaccherie il governo è intenzionato a procedere, anche se i tempi e i «conti miliardari» di questa operazione non sono ancora definiti.

Ma sulla questione, sollevata dal premier Matteo Renzi e confermata dal sottosegretario al ministero dell'Economia e delle Finanze, Pier Paolo Baretta, non si placano le polemiche tra favorevoli e contrari.

Anzi, le tante associazioni della società civile che si riuniscono nella Campagna "Mettiamo in gioco" rilanciano definendo la riduzione delle slot «solo il primo passo»: «a nostro avviso è, altresì, necessario che governo e al parlamento si adoperino al più presto per vietare in modo assoluto la pubblicità del gioco d'azzardo».

Di parere diverso è Giovanni Risso, presidente della Federazione Italiana Tabaccai (Fit): «Nelle tabaccherie l'ambiente di gioco è garantito. I nostri esercenti sono formati per legge e seguono corsi di aggiornamento specifici sui giochi, come le slot, in modo da rendersi conto se un giocatore rischia la dipendenza e in tal caso attivarsi, restando in contatto con le Asl».

Sul tema si è pronunciata anche la politica: «Togliere le slot machine dalle tabaccherie - ha detto il senatore Udc Antonio De Poli - sarebbe un primo passo. La lotta contro il gioco d'azzardo però deve prevedere altre misure più incisive: la mia proposta è di mettere al bando le slot in tutti i luoghi pubblici e aperti al pubblico».

In attesa di dati ufficiali, è stata l'agenzia specializzata Agimeg a fare una stima dei costi dell' "operazione slot": eliminare le slot da bar, tabaccherie e altri locali non specializzati costerebbe alle casse dello Stato oltre 2,5 miliardi di euro l'anno.



OPERAZIONE MILIARDARIA

Nel 2015 l'erario ha incassato 3,4 miliardi dalle oltre 400 mila slot attive in Italia: oltre la metà è posizionata in bar, tabaccherie e altri locali commerciali, che hanno generato per lo Stato 2.551,5 milioni di euro, oltre il 75% degli introiti complessivi. Le altre 200 mila slot piazzate in agenzie, sale specializzate e bingo hanno invece prodotto lo scorso anno entrate erariali da 823,5 milioni di euro, circa un quarto del totale.

Le slot in bar e tabacchi, rileva dal canto suo Agimeg, rappresenta un parco macchine complessivo di oltre 418 mila apparecchi. La rete di vendita vantava infatti, alla fine dello scorso anno, 83.307 esercizi, dei quali oltre 13 mila in Lombardia. Seguono poi la Campania, con 8.207 esercizi, il Veneto e Trentino Alto Adige (7.667) e il Lazio con 7.559. Il maggior numero di apparecchi invece è presente ancora in Lombardia (69.782), seguita dalla Campania (42.841), Lazio (41.263) e Veneto e Trentino Alto Adige (38.859). Sempre la Lombardia è in testa fra le regioni per giocate, con il 21% del totale nazionale. Alle sue spalle si piazza il Lazio con il 10,3% mentre sul terzo gradino del podio è il Veneto con il 9,3%. Queste tre regioni, da sole, rappresentano più del 40% del totale della raccolta nazionale.