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Tagli alberi a Pescara: scatta l’ esposto in Procura

13 associazioni firmano la denuncia ma agronomi assicurano: «tutto regolare»

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Tagli alberi a Pescara: scatta l’ esposto in Procura

PESCARA. Tredici associazioni hanno depositato un unico e dettagliato esposto alla Procura della Repubblica di Pescara in relazione al programma di abbattimento di oltre 100 grandi alberi avviato dal Comune di Pescara, in larga parte in aree di pregio storico e ambientale e vincolate dal punto di vista paesaggistico. Intanto l’associazione Pescara Mi Piace chiede l’intervento di Adriano Celentano.

Per il Coordinamento Salviamo gli Alberi hanno firmato l'esposto Italia Nostra Pescara, Archeoclub Pescara, Mila Donnambiente, Forum H2O, Stazione Ornitologica Abruzzese, Ass. Crocevia, Comitato Abruzzese per il Paesaggio, Ass. Ville e Palazzi Dannunziani, Pro natura Abruzzo, CONALPA Onlus, FAI Delegazione di Pescara, Ass. Pescara PuntoZero, WWF Chieti-Pescara.

Sono diversi i punti contestati.

In primo luogo si contesta la relazione con cui il Comune sta sostenendo il taglio di piante addirittura monumentali, come quelle in via Scarfoglio; una procedura - sostengono le associazioni in una nota - che non risponde al protocollo seguito dagli altri enti pubblici essendo basata esclusivamente su un'analisi visiva priva addirittura del riconoscimento della specie di appartenenza degli alberi esaminati e non sull'analisi strumentale.

Non solo manca, quindi, un'intera parte della procedura ma anche quella visiva preliminare che e' stata fatta in forma speditiva ha gravi limiti visto che il riconoscimento della specie e' dirimente per capire se il portamento e/o la struttura dell'albero e' naturale ed e' fonte di pericolo.

«Facciamo notare - prosegue la nota - che il consulente del Comune nell'operazione di abbattimento stralcio fatta ad aprile 2016 a viale Regina aveva addirittura scambiato la specie, come segnalato sul posto dagli attivisti accorsi e poi accertato definitivamente dalla seconda consulenza affidata dal Comune per la prova di trazione (Pino marittimo Pinus pinaster, non presente, invece del Pino d'Aleppo Pinus halepensis). Il nome della specie nella relazione finale e' stato omesso per il migliaio di esemplari valutati. La questione non e' di poco conto perche' il naturale portamento 'contorto' del Pino d'Aleppo puo' a prima vista essere ritenuto pericoloso; stessa valutazione per la presenza di un fungo noto in bibliografia per essere superficiale e non destabilizzante per questa specie. Inoltre sui 3 pini salvati dal taglio ad aprile su via Regina Margherita grazie alle proteste la successiva verifica strumentale ha poi confermato in tutti e tre i casi (100%) che le piante erano stabili e non vi era alcun pericolo immediato. Tra l'altro durante i sopralluoghi di questi giorni abbiamo notato diversi alberi secchi in piedi che non verranno abbattuti. Cioe' si tagliano alberi all'apparenza sani e si lasciano alberi secchi ovviamente pericolosi. Un notevole caso di linearita' e logica da parte del Comune di Pescara! Altri aspetti trattati nell'esposto non possiamo divulgarli per ovvie ragioni. Ribadiamo l'appello per fermare questi lavori in quanto le conseguenze sono irrimediabili. Si proceda con l'analisi diagnostica strumentale - concludono le associazioni - e solo tramite quella di decida il destino di questi alberi».


AGRONOMI: «TUTTO IN REGOLA»

Intanto il presidente della Federazione Regionale degli Ordini dei dottori Agronomi e Forestali abruzzesi, Mario Di Pardo parla di «allarmismo ingiustificato, che genera solo confusione nei cittadini.

Di Pardo, premettendo che la sua federazione «non fa difese d'ufficio», replica punto su punto alle accuse mosse dal Coordinamento pescarese nei confronti di un suo associato.

A partire dalla denuncia di presunte carenze nella catalogazione e individuazione delle piante da abbattere. «Occorre partire da un concetto di fondo, ovvero dal fatto che siamo in ambiente urbano - afferma il presidente della federazione abruzzese - gli alberi presenti sono singoli e distanti tra loro, facilmente identificabili in quanto circondati da molti punti di riferimento e non è dunque necessaria un'indagine floristica e una georeferenziazione, come se fossimo su dei folti boschi di montagna».

Secondo Di Pardo, dunque, «Rabottini ha rispettato appieno l'incarico che gli è stato assegnato e in cui erano richiesti specifici aspetti professionali, e parlare di 'abbattimenti di pini di specie ignota' serve solo a creare inutile confusione».

Gli ambientalisti, inoltre, avevano sottolineato come il Comune di Pescara avesse aperto un pericolo precedente, limitandosi a compiere analisi visive sugli alberi da abbattere, mentre tutti gli altri Comuni italiani compiono analisi strumentali.

«Sono affermazioni che non corrispondono a verità - dice il presidente della federazione - e che considero veramente esagerate e spinte da altri sentimenti, sicuramente non dalla volontà di contribuire alla corretta gestione del verde urbano e alla salvaguardia dell'incolumità fisica e dei beni dei cittadini».


ADRIANO AIUTACI TU

Intanto l’associazione Pescara Mi Piace chiede l’intervento di Adriano Celentano noto ovunque per le sue battaglie ambientaliste: «oggi, mentre ancora attendiamo la risposta del Prefetto Provolo, e del Corpo Forestale dello Stato, chiediamo aiuto alla sensibilità sociale di Celentano», spiega Armando Foschi, «egli stesso sceso in campo personalmente un anno fa, il 4 agosto 2015, contro l’abbattimento delle piante voluto dal sindaco Pisapia per far posto alla Metropolitana, affinchè anche lui appoggi la nostra battaglia, inviando un telegramma o un messaggio al sindaco Alessandrini o, meglio ancora, venendo a Pescara per sostenere le nostre iniziative».


PARLA IL LUMINARE DEI PINI
Sul caso interviene anche il luminare dei pini con una nota inequivocabile sulla questione del taglio degli alberi a Pescara, raccontando anche come è stato trattato dall'amministrazione. 

«Le parole del Dott. Morelli rappresentano il sigillo su quanto, inascoltati, affermiamo da sempre», commenta Augusto De Sanctis. Scrive Morelli come l'analisi visiva "...rappresenti il fondamento indispensabile di questa pratica diagnostica; indispensabile, tuttavia, non significa certo sufficiente o esaustivo, come ben noto a tutti coloro che si occupano professionalmente della materia."

Segue la spiegazione sul secondo step necessario, l'analisi strumentale. Solo con i risultati di questa ulteriore analisi si può decidere si sacrificare un bene comune come quello rappresentato da alberi spesso addirittura monumentali.

«Stendiamo un velo pietoso sul livello di attenzione dedicata dall'Amministrazione e dai tecnici comunali. Ci sentiamo, da semplici cittadini, di chiedere scusa al Dott. Morelli per il modo inqualificabile in cui è stato trattato», continua De Sanctis. 

«Esprimiamo il nostro sdegno per quanto sta avvenendo, una situazione rara per insensibilità e, soprattutto, per il sacrificio inutile e insensato che il patrimonio arboreo della città sta subendo, che ha portato ben 13 associazioni a firmare un esposto in Procura. Il muro di gomma alzato dal Comune di Pescara è del tutto irragionevole».