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Test ingresso medicina e veterinaria: boom iscritti a Teramo

Incasso di 3mln di euro in tutta Italia

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Test ingresso medicina e veterinaria: boom iscritti a Teramo

ABRUZZO. Saranno 415, ben 97 in più rispetto allo scorso anno, gli studenti che domani, mercoledì 7 settembre, sosterranno la prova di ammissione per i 60 posti previsti per il Corso di laurea magistrale in Medicina Veterinaria dell’Università di Teramo in aumento rispetto ai 55 dello scorso anno.

Infatti è stato elevato a 15 il numero di posti riservato a studenti provenienti da Paesi extra Unione Europea, in linea con la politica di internazionalizzazione spinta intrapresa dall’Ateneo, che ha già condotto alla presenza di oltre il 60% di dottorandi stranieri nei dottorati scientifici dell’Ateneo del XXXII ciclo.

L’aumento di oltre il 30% delle domande di ammissione conferma il successo e il prestigio della Facoltà di Teramo che quest’anno ha consolidato il trend positivo risultando al 2° posto, tra le 13 Facoltà italiane, nell’annuale graduatoria Censis-Repubblica che valuta gli atenei, la didattica e la ricerca italiana.

La Facoltà di Medicina Veterinaria di Teramo è stata anche tra le prime a ottenere l’approvazione da parte dell’EAEVE - l’European Association of Establishments for Veterinary Education - per le spiccate qualità nella didattica e nella ricerca.

Al test di ammissione ‒ che si svolgerà alle ore 11.00 nelle aule 4, 5, 6, 7, 15 e 16 della Facoltà di Giurisprudenza ‒ saranno interessati candidati provenienti, da Lazio, Puglia, Marche, Molise, Sicilia, Campania, Calabria, Basilicata, Emilia Romagna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Veneto e Sardegna, oltre che dall’Abruzzo, nonché dal Brasile e dall’Ucraina.

Il numero programmato per i Corsi di laurea magistrale in Medicina Veterinaria è stabilito ogni anno per tutte le Facoltà italiane con decreto del Miur, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.


Intanto l'Ateneo ha reso noto che tutti gli studenti provenienti dai Comuni del cratere sismico a seguito del terremoto del 24 agosto scorso, iscritti o che stanno per immatricolarsi all'Università degli Studi di Teramo saranno esonerati dal pagamento delle tasse e dei contributi. Si tratta di un'iniziativa congiunta dell'Università di Teramo e dell'Azienda per il Diritto allo Studi di Teramo visto che l'esonero riguarda sia le tasse universitarie che quelle regionali. L'Ateneo di Teramo conta al momento 21 studenti residenti nei comuni del cratere. Sono esentati gli studenti residenti nei comuni individuati dalla delibera del Consiglio dei Ministri dello scorso 25 agosto: Arquata del Tronto, Acquasanta Terme, Montegallo, Montemonaco, Amatrice, Accumoli, Montefortino, Montereale, Capitignano, Campotosto, Valle Castellana, Rocca Santa Maria, Preci, Norcia, Cascia e Monteleone di Spoleto.

TEST MEDICINA: 3 MLN DI EURO INCASSATI IN ITALIA


Oltre 3 milioni di euro. E' questa la cifra che avrebbero sborsato complessivamente le quasi 63mila matricole che stanno sostenendo il test di Medicina e Odontoiatria nelle università pubbliche.

La stima proviene dal portale specializzato Skuola.net, che da quasi 5 anni monitora il fenomeno. Il meccanismo mette sullo stesso piano tutti gli studenti, a prescindere dalla zona d'Italia in cui affrontano il test: stessa data, stesso quiz, stesse modalità di svolgimento, correzione simultanea e graduatoria nazionale. Le università hanno a disposizione un pacchetto chiavi in mano: non devono né elaborare né stampare né correggere gli elaborati. Ci pensa Viale Trastevere grazie al Cineca.

Eppure un elemento discriminante - osserva Skuola.net - c'è: il costo della tassa d'iscrizione al test. Perché ogni ateneo, in base alla propria autonomia, ha potuto fissare tariffe differenti. Mediamente il costo si aggira intorno ai 51 euro. Moltiplicando questa cifra per i 62.695 che hanno perfezionato l'iscrizione (e quindi saldato il conto), si ottiene la somma totale di 3,2 milioni di euro circa. Solo per tentare l'impresa, poi, visto che appena 1 studente su 6 riuscirà a iscriversi a Medicina.

I costi, come detto, variano da ateneo ad ateneo. Si va dai 10 euro della Bicocca di Milano ai 100 euro di Salerno, Vercelli e della Seconda Università di Napoli (sempre nella stessa città, cambiando quartiere, si risparmiano 50 euro optando per la Federico II). Tirando le somme, la media nelle università pubbliche è di 51,41 euro.

Le altre città (oltre le tre già elencate) in cui è più oneroso sostenere il test di Medicina risultano essere Messina (90 euro), Bologna, Ferrara, Perugia e Pisa (tutte a 60 euro). Al contrario, le situazioni più convenienti le troviamo, oltre che a Milano Bicocca, a Varese (20 euro), Cagliari (22,35 euro), Sassari (25 euro) e Padova (30 euro); tra le grandi università, si distingue Roma Tor Vergata che, con i suoi 35 euro, è tra gli atenei più "economici". Minimi i cambiamenti dei singoli atenei rispetto allo scorso anno, se non per gli "sconti" della Federico II di Napoli (che passa dai 100 euro del 2015 ai 50 euro di quest'anno) e dell' università dell'Insubria di Varese (da 50 a 20 euro).

Nessuno, invece, ha ritoccato più di tanto al rialzo la tariffa. Quasi ininfluenti i 5 euro in più di Modena e Reggio Emilia (da 50 a 55 euro), i tre euro in più di Padova (da 27 a 30) e l'euro in più di Pavia (da 54 a 55). Discorso a parte per gli atenei privati che hanno al loro interno una facoltà di Medicina e che hanno già svolto i test. In questo caso i costi d'iscrizione al test lievitano, con una media di 145 euro e un picco di 170 euro per sostenere i quiz al San Raffaele di Milano, 120 euro alla Cattolica di Roma, 130 al Campus Bio-Medico e 160 all'Humanitas di Milano. Qui le possibilità di entrare sono davvero minime. Sempre al San Raffaele, ad esempio - osserva Skuola.net - visto il boom di partecipanti per i 100 posti messi a bando, solo 1 su 30 ce la fa.