NOTE E CREDITO

Sanità. Il bubbone Synergo (Pierangeli) sta per scoppiare: Regione pronta a pagare

La somma dell’extrabudget degli anni 2010-2012 già accantonata

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Sanità. Il bubbone Synergo (Pierangeli) sta per scoppiare: Regione pronta a pagare

ABRUZZO. Non si è ancora risolto il braccio di ferro -improvviso e inaspettato- azionato dal gruppo Synergo di Luigi Pierangeli, titolare di Villa Pini e della omonima clinica pescarese, e la Asl Pescara (Regione) per somme pari a circa 7 mln di euro.

Si tratta di somme derivanti dall’extra budget degli anni 2010-2011-2012 fatturati però a dicembre 2015.

In pratica la Regione decide di “comprare” prestazioni sanitarie dai privati per un tot (per esempio pari a 100mln di euro per un anno); le cliniche nonostante il tetto erogano più prestazioni (non richieste) superando il limite ma richiedendo comunque il rimborso alla Asl (Regione).

C’è chi sostiene che il rimborso non sia dovuto, invocando una sentenza del Consiglio di Stato, chi, invece, ritiene di sì come Pierangeli, appunto, che dalla sua ha i pareri dei giudici dell’esecuzione che hanno avviato la procedura contro la Asl per giungere al pignoramento della cifra richiesta.

La vicenda ha una importanza centrale per la sanità pubblica e l’uscita dal commissariamento perchè questa cifra, se sborsata o meno, può decidere o incidere sull’equilibrio di bilancio della sanità.

Nel penultimo incontro con il tavolo di monitoraggio, il commissario D’Alfonso e l’assessore Paolucci avevano parlato di «note di credito» che sarebbero arrivate da Pierangeli, note che avrebbero fermato e annullato la procedura esecutiva e la richiesta del denaro.

Tuttavia i documenti che dovevano certificare la cancellazione delle richieste da parte del gruppo imprenditoriale della sanità non sono arrivati e questo punto è stato centrale nella riunione di luglio della verifica periodica dei conti abruzzesi da parte del ministero delle Finanze.

Il tavolo di monitoraggio ha notato per esempio l’aumento dei tetti di budget per le cliniche e nonostante questo nel 2015 le cliniche sono tornante ad erodere il budget, cioè a superare la soglia massima: Villa Serena ha il primato con il 117%, Spatocco 107%, Di Lorenzo 102% e San Francesco 101%.

Inoltre, l'Advisor Kpmg ha segnalato che il valore della produzione dalla struttura Pierangeli è maggiore di circa 2 mln di euro rispetto al fatturato e 3,5 mln di euro rispetto al budget.

Si tratta di un dato di rilievo perchè vuol dire che nonostante l’aumento dell’asticella del tetto del budget i privati comunque richiederanno i rimborsi dell’extra budget e questo significa impegnare milioni di euro pubblici in più (che incideranno non poco sulla valutazione finale di uscita dal commissariamento).

Il Tavolo ha chiesto inoltre spiegazioni e imposto procedure più veloci e precise per la comunicazione dei dati dei privati.

E sulle note di credito il commissario D’Alfonso ha spiegato che «sono state richieste ma non sono pervenute e che il rischio dovuto all’extra budget è stato prudentemente accantonato».

Significa che se le note non arriveranno e, dunque, non si cancellerà questo debito la Regione pagherà.

Sono stati accantonati a scopo cautelativo 9,790 mln di euro per rischi connessi all’acquisto di prestazioni sanitarie da privato (8,789 mln di euro dall’Asl di Pescara, imputate in parte a somme già accantonate negli anni precedenti).

«In particolare», si specifica nel verbale, «nel corrente esercizio l'Azienda (Asl di Pescara), sulla base di quanto indicato dal Collegio sindacale nel Verbale n. 40 del 27/04/2016, ha accantonato il 100% delle note di credito per extra-budget richieste alle strutture, fatta eccezione per la nota di credito di 1,922 mln di euro, richiesta alla Casa di cura Synergo in relazione alla fattura n. 69/1 del 14/11/2015, relativa a prestazioni rese in extra-budget nell'anno 2010, atteso che a fronte di essa, come già specificato sopra, è pervenuto un atto di pignoramento per il quale è stato accantonato un importo 3 mln di euro al Fondo rischi per cause civili e oneri processuali».

Insomma dal punto di vista del bilancio con l’accantonamento il problema è risolto, resta quello di capire il perchè della tardiva fatturazione: 2015 invece che 2010.

Problema posto anche dal ministero.

Ma l’uscita dal commissariamento viene impedita anche dal fatto che Tavolo e Comitato si accorgono che la quantificazione del tetto di spesa complessivo 2015 non corrisponde agli obiettivi previsti con il Programma Operativo 2013-2015 secondo il quale, rispetto al 2014, nel 2015 avrebbero dovuto realizzarsi risparmi per circa 6 mln di euro, di circa 12 milioni di euro rispetto al 2013.

Cioè secondo il Programma Operativo (che è, diciamo, il progetto di come la Regione avrebbe risanato la sanità) si prevedeva di risparmiare sulle cliniche mentre, invece, si è speso e si spenderà di più. Una incongruenza non da poco che pure dovrebbero spiegare Commissario e assessore.

Intanto dal conto consuntivo 2015 si evince un disavanzo di 6,8 mln di euro anche a causa dei mancati accertamenti ed impegni effettuati dalla Regione con riferimento al Fondo per i farmaci innovativi e alla risorse per pay-back.


DECRETO 78: ALTRI SOLDI PER VILLA SERENA

C’è poi il decreto commissariale N.78 firmato D’Alfonso-Zuccatelli che è uno dei decreti che è stato pubblicato con notevole ritardo e comparso ad agosto nella pagina istituzionale.

Che cosa stabilisce?

Si aggiunge una postilla al contratto con la clinica Villa Serena (Petruzzi) con la quale si concede a quest’ultima il budget non consumato dalle altre strutture psicoriabilitative.

Secondo una sentenza del Consiglio di Stato i risparmi sarebbe meglio utilizzarli per coprire il disavanzo ma in Abruzzo si è preferito fare diversamente e non perchè non ci fosse disavanzo…

Una questione che deve pure essere emersa in sede di redazione del decreto perchè una spaccatura o diversità di vedute c’è stata tra D’Alfonso e sub commissario Giuseppe Zuccatelli tanto che viene “calato” nello steso documento anche se edulcorato.

Zuccatelli, che evidentemente non era d’accordo a controfirmare il documento sottopostogli dal commissario, ha subordinato la sua firma a due condizioni: la prima che ogni tipo di contenzioso giudiziario in corso venisse ritirato e che la concessione di ulteriore budget non significa riconoscimento delle prestazioni effettuate (che evidentemente dovranno essere verificate puntualmente).

Precisazioni evidentemente non ritenute superflue dal braccio destro di D’Alfonso che avvalora le voci di una «perfetta sintonia» svanita da tempo.

E qualche idea sul perchè, forse, se la sono fatta anche gli abruzzesi.

Decreto78-2016