L'OPERA CONTESTATA

Nuovo ospedale Chieti, Maltauro presenta nuovo progetto ma è ancora top secret

Depositato lo scorso 19 luglio

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D’Alfonso e Paolucci vogliono il maxi ospedale di Maltauro: epidemia tra gli assessori

Nuovo ospedale di Chieti

CHIETI. «Per l'Ospedale di Chieti siamo in fase super accelerata», ha detto qualche giorno fa il presidente Luciano D’Alfonso a proposito del progetto che porterà alla nascita del nuovo Policlinico (Clinicizzato) di Chieti.

La verità è che si attende il nuovo progetto che Maltauro ha presentato il 19 luglio scorso per superare le criticità della proposta precedente, prima tra tutte la necessità (così come prescrive la legge) che la cessione di beni immobili da parte del pubblico non superi il 30 per cento del costo dell'investimento complessivo, a fronte del 50 per cento indicato nella bozza di convenzione presentata dal Raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) costituito da Giuseppe Maltauro Spa, Azienda bresciana petroli Nocivelli Spa e Finanza e Progetti Spa.

Intanto nei giorni scorsi a seguito di una riunione convocata proprio da D’Alfonso, si sarebbe sbloccato l’iter sul nuovo progetto presentato da Maltauro con la Asl che, attraverso il direttore Flacco e il direttore amministrativo Di Pietro, avrebbe dato l’ok definitivo.

Chiede da giorni di potere avere dettagli sulla nuova proposta il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo che aggiunge che proprio sulla dottoressa Di Pietro, e sul ruolo fondamentale che avrebbe ricoperto proprio per il futuro della Asl, in questi mesi ha posto l’accento sul suo possesso di titoli e requisiti.

Febbo ha anche presentati un esposto alla Procura della Repubblica e Corte dei Conti.

«Tutto però in questa Regione si muove sotto traccia, avvolto dalla censura, per utilizzare un eufemismo – spiega Febbo - come dimostra la mia richiesta, già sollecitata, di visionare il nuovo project financing presentato da Maltauro che è ancora avvolto dal mistero. E’ davvero stucchevole e irritante l’atteggiamento di questa amministrazione regionale, e di riflesso della stessa Asl teatina, che continuano a negare la possibilità di leggere atti e documenti».

Del primo verbale della riunione del 20 maggio scorso Febbo ne ha fatto (in qualità di Presidente della Commissione di Vigilanza ) richiesta il 23 maggio e solo il 12 luglio (dopo ben tre solleciti) ne ha avuto copia.

E sul caso sempre Febbo ha convocato per mercoledì prossimo in Commissione Vigilanza sia il presidente - Commissario D’Alfonso sia il direttore Flacco per capire i termini di questo nuovo progetto di finanza.
«Ritengo che la prospettiva di un nuovo complesso ospedaliero clinicizzato – sottolinea il presidente della Commissione di Vigilanza - sia foriera di altri “obiettivi” e altri “interessi” che danneggerebbero ulteriormente la Città di Chieti, oltre la stessa Università (ecco perché Clinicizzato), e che non ci si possa nascondere dietro un reale problema di sismicità (conosciuto e denunciato dal sottoscritto in qualità di Presidente della Provincia e dal compianto Nicola Cucullo allora sindaco) per cogliere altri “scopi”. Oggi esistono altre tecniche ingegneristiche che possono essere messe in campo, con costi e tempi molto diversi sicuramente più contenuti e a realizzo quasi immediato, e comunque c'è la possibilità di utilizzare il vecchio San Camillo che necessita di un semplice restyling rispetto alle nuove metodologie sanitarie ma che ha dimostrato nel tempo di essere a prova di terremoti».

Il Movimento 5 Stelle parla invece della «più grande speculazione finanziaria di tutti i tempi attuata con la piena condivisione del Governo Regionale guidato dal presidente Luciano D’Alfonso, che per la costruzione del nuovo ospedale di Chieti ha scelto la strada più pericolosa e costosa».

Durissime le parole di Sara Marcozzi, capogruppo M5S in Regione Abruzzo, da sempre in prima linea contro questa ennesima «speculazione di denaro pubblico» che «non porterà nessun nuovo servizio all’assistenza sanitaria della Asl di Chieti ma che rappresenta, per i 5 stelle, il primo passo verso un baratro finanziario».
«Ci siamo battuti in ogni modo possibile affinché gli abruzzesi non pagassero quasi un Miliardo di euro in più per la costruzione del nuovo ospedale di Chieti, miliardo a solo vantaggio del Gruppo Maltauro. Oggi tentano di arginare le evidenze portate alla luce dal M5S presentando un nuovo progetto, “rivisto e corretto”. Noi continueremo a vigilare, mentre Regione Abruzzo continua a non tenere contro delle sentenze della Corte dei conti che scoraggiano il ricorso alla procedura di project financing per la costruzione di ospedali, a non tener conto delle precedenti esperienze di project financing maturate in altre regioni d’Italia, che hanno dimostrato la dannosità del ricorso a detta procedura in materia di sanità, basti guardare le preoccupanti esperienze di Regione Veneto relative alla costruzione degli ospedali di Mestre, Padova e Vicenza e per i quali la Corte dei Conti ha avviato indagini rispetto all’eccessiva onerosità dei contratti».