LA LEGGE?

A Pineto proteste e petizione per evitare il taglio di 400 metri quadrati di... pineta

I cittadini chiedono un incontro con il sindaco

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

196

pineto

PINETO. Sono state raggiunte 500 firme dal Comitato di cittadini che vuole impedire che il Comune di Pineto tagli 400 metri quadrati di quella che un tempo era chiamata la "Nuova Pineta" nell'ambito del progetto "Bike to Coast".

L'avvocato Patrizio Cipriani, rappresentante del Comitato, ha chiesto al sindaco di Pineto, Robert Verrocchio, di incontrare i cittadini firmatari dell'appello.

La Pineta fu creata all'inizio degli anni 70 dall'ingegner Fausto Catucci, da qui il nome attuale di "Pineta Catucci".

Il Comune ha deliberato la costruzione della continuazione della pista ciclabile all'interno della piccola “Pineta Catucci”. Uno spazio di verde pubblico lungo appena 400 metri e largo poco più di 10 metri.

Una piccola pineta a ridosso della spiaggia molto frequentata, specialmente in estate, da mamme con passeggini, bambini piccoli, anziani, famiglie di turisti e residenti.

«Un angolo prezioso per la collettività e un elemento di valore per l’offerta turistica di Pineto che verrebbe così sacrificato e distrutto», sottolineano i promotori della petizione.
«La costruzione della pista ciclabile all’interno della Pineta risulterebbe oltremodo inopportuna non solo per ragioni di tutela ambientale, ma anche per ovvi motivi di sicurezza. Data l’esiguità degli spazi, il traffico generato dalla ciclabile metterebbe in serio pericolo l’incolumità dei pedoni che passeggiano e sostano in pineta nonché il loro accesso al mare in tranquillità e sicurezza», contestano gli oppositori.
I cittadini sanno bene che il Comune di Pineto è tenuto – da normative sovranazionali e nazionali - a realizzare il prolungamento della pista ciclabile, ma chiedono di non deturpare «un piccolo patrimonio della città di Pineto» e di non mettere a rischio l’ambiente e la sicurezza della popolazione.

«Una scelta inaccettabile», viene definita, «considerata la possibilità di adottare agevolmente soluzioni alternative altrettanto valide e soprattutto meno impattanti e dannose per la sicurezza, l’ambiente e il turismo».