LA SVOLTA?

Via Pisa, il sindaco di Pescara: «quella non è una moschea». Ma vigili trovano abusi e revocano agibilità

Sono stati tolti tramezzi senza autorizzazione

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Via Pisa, il sindaco di Pescara: «quella non è una moschea». Ma vigili trovano abusi e revocano agibilità

PESCARA. Quella di via Pisa non è una moschea, è semplicemente la sede di un circolo culturale (destinazione d’uso ufficio privato) che in quanto tale non è soggetto ad autorizzazioni per le specifiche attività.

E’ questa la risposta arrivata nei giorni scorsi dal sindaco Marco Alessandrini all’interrogazione del consigliere comunale Vincenzo D’Incecco che aveva raccolto l’allarme dei residenti della zona.

I cittadini che vivono in via Pisa, a pochi passi da quella che ritengono a tutti gli effetti una ‘moschea’ (fino a qualche mese fa c’era anche un cartello che ne indicava la presenza), avevano denunciato (e filmato) l’ingresso di centinaia di persone all’interno della sede in uso all’associazione culturale islamica An Noor (contratto d’affitto di 6 anni a partire dal 1° febbraio 2014).

Diversi gli esposti indirizzati a Comune, Asl, questura e vigili del fuoco per chiedere se ci fossero tutte le autorizzazioni. Ora Alessandrini spiega che è tutto a posto ma annuncia pure che sarà revocata l’agibilità in quanto sono stati realizzati lavori mai autorizzati.


NON E’ UNA MOSCHEA

A luglio il Comune di Pescara ha condotto un'attività di accertamento che è andata avanti per circa una settimana con tanto di sopralluogo effettuato il 25 luglio da un tecnico del Sua (servizio sportello anti abusivismo) e gli agenti della municipale.

Durante il sopralluogo, ha spiegato il sindaco, non sono emersi «attività o presenze tali da configurare l'uso esclusivo a luogo di culto». Il locale è adibito «legittimamente a sede di una associazione culturale», ha aggiunto il primo cittadino, «e la circostanza che nello stesso si svolga la preghiera, dal venerdì o di altra ricorrenza, non ravvisa la presenza di una moschea».

Dunque anche i dubbi dei cittadini sulle autorizzazioni necessarie per consentire l’ingresso di un elevato numero di persone in tutte le ore della giornata vengono risolti: il sindaco, regolamento alla mano, ricorda che «l'associazione può essere insediata in un locale a prescindere dalla sua specifica destinazione d'uso e le attività che le associazioni svolgono non necessitano di autorizzazioni specifiche» a differenza di quello che avviene invece con i circoli privati.

D’Incecco aveva chiesto anche se fosse lecito che all'interno dei locali si somministrino bevande o cibi, così come segnalato dai residenti ma durante il sopralluogo «non è emerso lo svolgimento della somministrazione di alimenti e bevande cibi», ha replicato Alessandrini.


L’AGIBILITA

E l'agibilità della struttura? A conti fatti questa è la vera nota dolente. Nel corso del sopralluogo, infatti, è stata rilevata la rimozione di alcune tramezzature e la realizzazione di un lavatoio in assenza di titoli ed in difformità dell'articolo 48 del regolamento di igiene e sanità.

Per questo, ha spiegato il sindaco Alessandrini, è stata comunicata da parte della polizia municipale alla proprietà dell'immobile l'avvio di un procedimento per il ripristino delle condizioni e anche la revoca dell'agibilità edilizia che comporterà «una volta definito il relativo procedimento, l’ inibizione allo svolgimento delle attività all'interno del locale».

Sul capitolo sicurezza invece il sindaco ha ribadito che questa è una prerogativa delle forze dell'ordine con cui il Comune collabora attivamente.


Alessandra Lotti