EMERGENZA

Terremoto Centro Italia, per 5 Comuni abruzzesi è stato d’emergenza

Gasdotto Snam, allarme dei cittadini: «ci sono pericoli». Società smentisce

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Terremoto Centro Italia, per 5 Comuni abruzzesi è stato d’emergenza

ABRUZZO. Ammonta a 4013 il totale delle persone assistite a seguito del violento terremoto che ha colpito il centro Italia, ospitate nei campi e nelle strutture messe a disposizione.

Di queste, 472 sono le persone alloggiate nei campi allestiti in Abruzzo e 135 quelle ospitate nelle tendopoli di Grisciano e di Fonte del Campo (Accumoli, RI), installate dalla Protezione Civile della Regione Abruzzo.

Inoltre, sono 994 gli sfollati che si trovano alloggiati nelle strutture messe a disposizione dalla Regione Lazio, 1475 hanno trovato ospitalità nelle Marche, 1072 nelle aree e strutture predisposte in Umbria. La Protezione Civile rende noto che la disponibilità complessiva è di oltre 6316 posti, ai quali si aggiunge la possibilità di predisporre ulteriori moduli secondo necessità.

Intanto i Comuni abruzzesi per i quali ieri la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha decretato lo Stato di emergenza dopo il terremoto del 24 agosto scorso sono 5: Campotosto, Capitignano, Montereale, Valle Castellana e Rocca S. Maria.

Dunque questi Comuni hanno ottenuto per ora soltanto il differimento del pagamento dei tributi;
A Campotosto ci sono vari edifici danneggiati e 2 edifici pubblici danneggiati; a Capitignano 1 edificio pubblico danneggiato e 1 edificio privato inagibile; a Montereale è danneggiato l’80% degli edifici nella frazione di S. Lucia; il 30% ad Arringo; il 20% a Castiglione; il 30% a Verrico; il 30% a Colle Verrico; il 30% a S. Vittoria; 3 gli edifici con crolli, 18 da mettere in sicurezza e 4 edifici pubblici danneggiati; emesse ordinanze per divieto uso acqua potabile e accesso chiese.

Sono state montate 3 tende da campo per complessivi 30 posti letto e attivata una pompa di calore.
A Rocca Santa Maria ci sono 5 edifici pubblici danneggiati mentre a valle Castellana 30 edifici danneggiati; 15 gli edifici con crolli, 5 gli edifici pubblici danneggiati, sfollati 20 residenti e 15 non residenti.

Anche altri comuni abruzzesi hanno subito danni ad edifici pubblici e privati. In provincia di L’Aquila si tratta di Barete, Cagnano Amiterno, Pizzoli, Scoppito e Tornimparte.

Più lunga, invece, la lista per la provincia di Teramo: Cortino, Torricella Sicura, Crognaleto, Civitella del Tronto, Montorio al Vomano, Isola del Gran sasso, Tossicia, Fano Adriano, Cermignano, Penna Sant’Andrea, Campli, Corropoli, Sant’Egidio alla Vibrata.


DANNI AL PATRIMONIO ECCLESIASTICO

Il segretariato regionale per i Beni Culturali per l’Abruzzo ha evidenziato danni al patrimonio culturale ecclesiastico: per la provincia de L’Aquila 4 chiese danneggiate a Capitignano, 1 chiesa a Montereale, 1 a Cagnano Amiterno, 1 a Campotosto.

Nel Teramano: 5 chiese danneggiate a Campli, 3 a Cortino, 6 a Crognaleto, 1 a Isola del Gran Sasso, 4 a Rocca santa Maria, 4 a Teramo, 1 a Torano Nuovo. Sono state segnalate inoltre criticità agli invasi idrici dei laghi di Penne e Campotosto.

Nel Comune di Penna Sant'Andrea, invece, sono state riscontrate criticità sia nella Chiesa di Santa Maria de Podio (in prossimità del Cimitero) sia nella Chiesa di Santa Maria del Soccorso, pertanto il Sindaco si è visto costretto ad emanare un'ordinanza che ne disponga la chiusura temporanea.
Inoltre nella Chiesa di Santa Maria del Soccorso si segnalano lesioni importanti localizzate sulla torre dell'orologio per cui, dopo il sopralluogo dei Vigili del Fuoco ed al fine di tutelare la pubblica incolumità, si è ritenuto opportuno stabilire l'interruzione del traffico sulla S.S. 81 dal Km 50,250 al Km 58 con esclusione del traffico locale (con deviazione sulla strada provinciale 365 per Basciano) e dal Km55,500 al km 55,700 con interdizione totale del traffico sia veicolare che pedonale.

I Comuni che hanno riportato danni durante il sisma saranno coperti amministrativamente e finanziariamente per la ricostruzione dopo verifica puntuale da parte delle strutture competenti. La Regione Abruzzo è impegnata serratamente su questo.

LA SICUREZZA DEI GASDOTTI SNAM

Ma in questi giorni si è tornati a parlare anche della sicurezza dei gasdotti della Snam in esercizio nel centro Italia e in particolare nell’area interessata dal terremoto.

Snam Rete Gas ha assicurato che non si sono registrati né danni né interruzioni di esercizio sui gasdotti e le infrastrutture che gestisce nelle zone interessate, come ad esempio il metanodotto Chieti - Rieti, così come avvenuto anche in occasione dei terremoti di maggior rilevanza che si sono verificati in Italia negli ultimi quarant’anni, incluso in Abruzzo, dove sono presenti circa 3.000 km di gasdotti.
«Relativamente al progetto Rete Adriatica, il tracciato del metanodotto e l’ubicazione del relativo impianto di compressione sono comunque stati definiti scegliendo i lineamenti geomorfologici più sicuri», assicura la società, «e, in ogni caso, il più possibile lontani dalle aree interessate anche solo potenzialmente da dissesti idrogeologici o sismici», assicura la società.


Ma i comitati cittadini per l’ambiente non sono poi così sicuri: «la Snam è smentita dalla realtà perchè solo negli ultimi anni, più volte è accaduto che metanodotti costruiti e gestiti da loro siano saltati in aria. Vedi, ad esempio Montecilfone, Tarsia, Tresana, Sciara, Mutignano di Pineto, Roncade, Ponte Presale di Sestino».
A Mutignano di Pineto, nel marzo 2015 si è sfiorata la tragedia e, cronaca di qualche giorno fa, per l’esplosione avvenuta, sono indagati diversi responsabili della società.
Ma i comitati contestano anche l'affermazione secondo cui il tracciato della "Rete Adriatica" e l'ubicazione della centrale di compressione sarebbero stati scelti lontano dalle aree anche solo potenzialmente interessate da dissesti idrogeologici o sismici: «non è vero perchè il mega gasdotto, non solo corre in parallelo, ma in più punti interseca diverse faglie attive. La stessa centrale di compressione è ubicata in un'area di massima sismicità a breve distanza dalla faglia del Morrone, silente da circa 1900 anni e, in merito alla quale, diversi esperti hanno messo in evidenza che nei prossimi anni un forte terremoto potrebbe colpire Sulmona e la Valle Peligna».
La Commissione nazionale V.I.A. che ha esaminato il progetto presentato dalla Snam, nel prescrivere ulteriori studi di dettaglio per quanto concerne la sismicità, ha scritto che essi si sono resi necessari per "ridurre la vulnerabilità della condotta". «Ridurre non vuol dire eliminare, il che significa che anche con tutti i possibili studi l'infrastruttura resta vulnerabile», sottolineano i cittadini che non capiscono perché la Snam, pur potendo delocalizzare l'opera in aree meno pericolose, continui ad insistere sulla dorsale appenninica.

La Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, dopo una lunga e complessa istruttoria, è giunta alla conclusione che l'infrastruttura della Snam non è compatibile con territori altamente sismici quali quelli dell'Appennino centrale ed ha impegnato il Governo ad individuare un tracciato diverso, che sia però al di fuori della dorsale appenninica. Ma nessuno dei Governi che si sono succeduti dal 2011 fino ad oggi ha dato attuazione a quanto deciso dal massimo organo elettivo del nostro Stato.
«Le alternative all'attuale tracciato esistono. Perchè la Snam non accetta di discuterne nell'apposito tavolo tecnico-istituzionale richiesto dal Parlamento?», continuano i comitati.

«Perchè la Snam, nel realizzare un'opera che serve ai propri interessi (rivendere il gas ad altri Paesi europei) vuole a tutti i costi esporre le popolazioni dell'Appennino a rischi ancora maggiori rispetto a quelli derivanti da possibili e purtroppo ricorrenti, disastrosi eventi naturali?»