OPERA CONTESTATA

GPL di Ortona. Ministero Ambiente chiede lumi alla Regione su mancata Via

Dura e sferzante replica della Stazione Ornitologica: «legge inequivocabile, serve ravvedimento operoso»

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Deposito Gpl Ortona, «3 errori clamorosi, si rischia infrazione da Ue»

La banchina del porto di Ortona

ORTONA. Il Ministero dell'Ambiente ha chiesto lumi alla Regione Abruzzo sulla mancata sottoposizione a Valutazione di impatto Ambientale dell'impianto GPL di Ortona dell'azienda Seastock.

Il Ministero è intervenuto dopo che la Stazione Ornitologica Abruzzese aveva, leggi alla mano, evidenziato che la regione Abruzzo aveva sbagliato clamorosamente su due fronti, in primo luogo usurpando competenze nazionali in quanto la procedura spettava al Ministero dell'Ambiente e, in secondo luogo, stabilendo di non sottoporre a V.I.A. l'impianto limitando il procedimento alla semplice fase di assoggettabilità a V.I.A. quando la norma inequivocabilmente richiede la V.I.A. diretta per interventi di questo genere.

«Sappiamo dell'intervento del Ministero», spiega Augusto De Sanctis della Stazione Ornitologica, «dalla nota di risposta della Regione che cerca di difendersi in maniera piuttosto goffa e senza citare le leggi in materia».

Una missiva inviata per conoscenza anche alla Stazione ornitologica.

In sostanza il dirigente Domenico Longhi spiega che «considerata la consistenza del deposito, pari a 25.000 metri cubi, il Via ha ritenuto di dover assoggettare il progetto a verifica di assoggettabilità e non a valutazione di impatto ambientale».

L'Associazione ha subito replicato inviando al Ministero dell'Ambiente e alla Regione un'ulteriore e ancora più dettagliata lettera che evidenzia in maniera ancora più sferzante gli «errori clamorosi» di procedura compiuti dall'amministrazione regionale.

«Un intervento di inconsueta durezza», spiega De Sanctis, «dovuto al disperato tentativo della Regione di difendere l'indifendibile nonostante la prima nota dell'Associazione fosse più pacata e collaborativa nel segnalare l'errore».


IL CONFRONTO

L'associazione mette a confronto parola per parola le caratteristiche del progetto con il dettato normativo che impone l'esecuzione di una Valutazione di Impatto Ambientale di livello nazionale. Inoltre, visto che la Regione ha cercato anche di sostenere che l'iter sia stato trasparente, la Stazione ornitologica riporta l'incredibile e per certi versi tragicomica esperienza della pubblicazione dei documenti sul sito regionale non scaricabili e leggibili a causa del formato adottato.

La conseguenza è che per la procedura di assoggettabilità un solo soggetto inviò osservazioni mentre quando pochi mesi fa è stata data ampia comunicazione alla fase delle osservazioni per il Piano di Sicurezza ben 1800 tra cittadini ed associazioni hanno partecipato.

«Ci spiace», continua De Sanctis, «dover ricorrere a un'ironia a tratti molto dura, pur rimarcando aspetti tecnici della procedura, ma non troviamo giusto che non si ammetta un errore evidentissimo costringendoci a passare le notti per spiegare un problema risolvibile leggendo in un minuto la norma. Se nel Testo Unico dell'Ambiente c'è scritto testualmente che un progetto di terminal con pontile deve essere sottoposto a V.I.A. nazionale e nel progetto Seastock c'è un pontile, si ammette l'errore e si fa la V.I.A. nazionale e basta. Non è equivocabile né interpretabile. Ci aspettavamo una presa d'atto della Regione che invece risponde senza citare le norme ma cercando di svicolare con argomenti laterali e non coerenti. Come direbbero gli avvocati, abbiamo dimostrato per tabulas l'incontrovertibile errore in cui è cascato il Comitato V.I.A. regionale, probabilmente a causa di un'istruttoria non sufficientemente approfondita. Auspichiamo che dopo la nostra seconda nota vi sia un ravvedimento operoso degli enti».

Regione SEASTOCK Di Ortona 20 Luglio