LA VERTENZA

Teleponte, i lavoratori presentano istanza di fallimento

Svolta nella vertenza sull’emittente televisiva

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Teleponte, i lavoratori presentano istanza di fallimento

TERAMO. Svolta nella vertenza sull'emittente televisiva Teleponte, con la decisione dei dipendenti di presentare istanza di fallimento.

Un'istanza depositata questa mattina, a un giorno dall'avvio dello sciopero a oltranza proclamato da operatori e giornalisti, a fronte di una situazione divenuta ormai insostenibile.

Ad annunciarlo gli stessi lavoratori, nel corso di una conferenza stampa convocata alla Provincia di Teramo e alla quale hanno preso parte anche il presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino, il sindaco, Maurizio Brucchi, e il rettore dell'Università, Luciano D'Amico, che hanno espresso solidarietà a una voce che da anni racconta il territorio e assicurato l'impegno per una risoluzione positiva della vertenza, sottolineando la professionalità di giornalisti ed operatori. A seguire i lavoratori dal punto di vista legale lo studio legale Scarpantoni.

«Non passi questo come un precedente per imprenditori intenzionati a entrare in questo settore e fare man bassa di un bene che è di tutti - ha detto il direttore di Teleponte, Roberto Almonti aggiungendo - Abbiamo deciso di presentare l'istanza di fallimento perché nell'ultimo anno e mezzo la situazione è diventata insostenibile» e chiedendo alle istituzioni di mantenere aperto un tavolo su una vicenda che «non è solo sindacale».

Nel corso della conferenza stampa sono intervenuti anche il vicesegretario del sindacato regionale dei giornalisti, Pina Manente, che ha parlato di questa vicenda come il frutto di una cattiva gestione.

«Abbiamo iniziato a guardare i bilanci - ha detto - e abbiamo verificato che la televisione aveva le gambe per camminare, ma non è stata gestita bene».

Nel suo intervento Pina Manente, che ha sottolineato la forza dei colleghi di Teleponte nel «mantenere la schiena dritta», ha ricordato anche la battaglia sugli uffici stampa, mentre Franco Di Ventura, della Cgil ha sottolineato «non stiamo celebrando un funerale, ci proveremo fino alla fine».