LA PROTESTA

I Forestali diventano Carabinieri: governo decide ma è protesta in Abruzzo

Oggi prevista manifestazione sul set della fiction con Terence Hill

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I Forestali diventano Carabinieri: governo decide ma è protesta in Abruzzo

Terence Hill

ABRUZZO. Il Consiglio dei ministri di ieri ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo recante la «razionalizzazione delle funzioni di polizia e l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato».

Nello specifico il decreto provvede all’eliminazione delle duplicazioni delle funzioni e alla gestione associata dei servizi comuni. È previsto l’assorbimento del Corpo forestale nell’Arma dei Carabinieri, con l’obiettivo di dare unitarietà e più forza anche alla funzione di controllo sul territorio valorizzando la specialità agroambientale.


Con la riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri scendono da 5 a 4 i corpi di polizia, e secondo il governo «viene potenziato il livello di presidio del territorio attraverso il rafforzamento dell’attuale assetto con la cooperazione della capillare rete di strutture dell’Arma, delle sue capacità investigative e delle sue proiezioni internazionali per le attività preventive e repressive».

Nel nuovo comando viene assicurata la specializzazione attraverso l’impiego del personale del CFS e si punta a «risparmi di spesa di circa 100 milioni di euro in 3 anni. Il nuovo comando è posto alle dipendenze funzionali del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali».

Dunque quasi fatta ma i Forestali non ci stanno e da tempo protestano denunciando invece enormi sprechi che deriverebbero dall’accorpamento.


Il Sindacato Nazionale Forestale, prima sigla sindacale in Abruzzo, proprio per oggi ha organizzato una protesta sul set della fiction di successo "Un passo dal cielo 4" che si sta girando in Abruzzo, sul Gran Sasso.

Nell'esprimere «un vivo compiacimento per le nuove locations individuate», il sindacato fa presente che «l'attuale Governo sta uccidendo quella forestale che tanto piace al popolo italiano».

«Gli attuali governanti voglio cancellare il Corpo forestale dello Stato», dice il sindacato, «presente in 15 Regioni italiane, con tutte le sue peculiarità e con quasi 200 anni di storia per regalarne le spoglie all'Arma dei Carabinieri e ad altri organi dello Stato. Per evitare che la prossima fiction non sia un documentario, visto che il presidente Renzi ha annunciato ai media che entro il 1 gennaio 2017 la Forestale scomparirà, ma una produzione attuale che racconti agli italiani come il sistema Paese combatta le diverse forme di aggressione all'ambiente per il tramite del Corpo Forestale, invitiamo la produzione ad essere solidale con i Forestali tramite i relativi canali di informazione e invitiamo a raccontare cosa stia succedendo in Italia. La scrivente sigla non vuole che il Corpo forestale dello Stato scompaia, o che venga assorbito da una struttura diversa dello Stato, vuole che il Corpo viva così com'è, riformato sì ma vivo e vegeto, con le sue Tradizioni e con il suo approccio, da ordinamento civile, nella difesa dell'ambiente».


Anche il Siulp, il sindacato di polizia, ha dato solidarietà ai Forestali e sostiene che «il provvedimento di soppressione che del Governo vorrebbe approvare, oltre che perfettamente inutile sotto il profilo economico, vìola i principi fondamentali della Costituzione nella parte in cui vorrebbe militarizzare le donne e gli uomini della Forestale, persino in contrapposizione alle direttive della Corte Europea dei Diritti Umani che vorrebbero riconosciuto, anche alle Forze Armate, il diritto di associarsi in Sindacato per la tutela dei diritti dei lavoratori in uniforme».

Secondo il sindacato di polizia con l’accorpamento si indebolirebbe proprio il presidio del territorio e l’apparato di sicurezza dello Stato.