IL LUPO ED IL PELO

«Il Partito dell’acqua vuole mettere le mani di nuovo sull’Aca: ecco chi sono»

Una dura nota che fa il punto della assemblea della società in amministrazione controllata

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«Il Partito dell’acqua vuole metetre le mani di nuovo sull’Aca: ecco chi sono»


 

PESCARA. «Il partito dell’acqua sta cercando di rimettere le mani sulla gestione dell’Aca».

E’ quanto scrivono in una nota congiunta tutti i sindaci che hanno votato a favore del bilancio risanato dall’amministarzotre unico, Vincenzo Di Baldassarre (passando da 120 mln di euro di debiti, finiti del concordato, a 5 mln di euro di utile) e che avrebbero voluto continuare l’assemblea con gli altri punti all’ordine del giorno per poter far riprendere l’azienda acquedottistica puntando al rilancio e a nuovi investimenti.

Invece 27 sindaci hanno chiesto e approvato (con 33 voti a favore e 28 contrari) il rinvio sine die,  di tutti gli altri punti all’ordine del giorno.

Questo rischierebbe di far bloccare il Piano assunzionale, il Piano degli investimenti, ovvero le opere sui vari territori.

Una situazione giudicata grave che mette in luce due blocchi contrapposti di sindaci che compongono l’assemblea Aca che si fronteggiano.

I sindaci che hanno ottenuto il rinvio lo hanno fatto sostenendo che dopo tre bilanci Di Baldassarre sarebbe in realtà decaduto e ora in capo a lui c'è l'obbligo di convocazione di una nuova assemblea per eleggere il nuovo amministratore.

Hanno votato favorevolmente al rinvio degli ordini del giorno molti sindaci del centrosinistra e cioè quelli di Abbateggio, Alanno, Bolognano, Bucchianico, Caramanico Terme, Castiglione a Casauria, Castiglion Messer Raimondo, Corvara, Cugnoli, Farindola, Francavilla, Lettomanoppello, Loreto Aprutino, Montebello, Nocciano, Ortona, Pescara, Pescosansonesco, Pietranico, Pineto, Pretoro, Ripa Teatina, Roccamontepiano, San Valentino, Spoltore, Tollo, Torre de’ Passeri.

«Siamo partiti con l’approvazione con 48 voti a favore e sole due astensioni del bilancio consuntivo 2015 – ha illustrato il sindaco di Pianella, Sandro Marinelli – e non poteva essere diversamente, visto che ciò che ha fatto l’amministratore unico per l’Aca è una specie di miracolo: siamo passati dai 120milioni di euro di debiti a 5milioni di euro di utile, con 31milioni di euro di liquidità di cassa, con la ripresa degli investimenti, l’anticipazione del rimborso dei mutui ai Comuni, la ripresa delle opere sui territori e la ripresa delle attività di manutenzione, difficilmente due anni fa avremmo potuto ipotizzare o anche solo immaginare una performance migliore di quella prodotta dopo il cambio di governance dell’Aca. Un’azienda ripartita da uno stato di insolvenza drammatico certificato dal Tribunale quando quest’ultimo ha accettato la procedura di concordato. Tutti, in sostanza, hanno dunque votato a favore di un bilancio che in due anni ha riabilitato il volto stesso di una società che è passata dall’essere una delle peggiori bad company d’Abruzzo a una delle poche società pubbliche virtuose. Poi, durante l’Assemblea, è successo l’inimmaginabile, sia dal punto di vista tecnico-giuridico che politico, ossia gli altri punti all’ordine del giorno sono stati rinviati senza stabilire la data del rinvio, circostanza che avrebbe dovuto indurre a una maggiore prudenza i 27 sindaci firmatari della richiesta stessa. Tale decisione – ha proseguito il sindaco Marinelli – ci rimanda a una pericolosa superficialità di alcuni protagonisti del centro-sinistra che forse sono troppo concentrati sull’organizzazione di sagre e concerti per preoccuparsi con serietà e competenza specifica delle questioni che regolano la vita delle aziende pubbliche delle quali sono soci».


La situazione ora sarebbe «molto preoccupante».


«E’ evidente che il voto sull’Aca oggi», aggiunge Marinelli, « ci riapre degli scenari foschi perché è il sintomo della presenza di una frangia che non ha metabolizzato la volontà di arginare gli interessi privati e clientelari rispetto agli interessi collettivi di una società pubblica che gestisce un bene tanto delicato come l’acqua. Evidentemente c’è ancora una parte politica che non impara le lezioni, neanche quando le stesse sono supportate dai numeri e certificate dai Tribunali civili e penali Ovviamente non intendiamo permettere la demolizione dell’ottimo lavoro sin qui condotto per il risanamento dell’Aca e, per questa ragione – ha annunciato Marinelli – da questo momento partirà una mobilitazione generale, innanzitutto per informare i cittadini e le Associazioni, che devono farsi promotori di un’azione di pressing nei confronti dei sindaci, lanciando un messaggio chiaro circa il dovere non negoziabile di far prevalere l’interesse pubblico».

ACA Proposta Di Rinvio Luciani Altri e Relativa Votazione