IN BUSTA PAGA

Comune Pescara, incognita pagamenti per dipendenti e fornitori

Assessore: «questioni matematiche non scelte politiche»

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COMUNE PESCARA






PESCARA. Dimezzato il rimborso Irpef sullo stipendio dei dipendenti del Comune di Pescara e stop ai pagamenti per i fornitori esterni.


Il Comune spiega che è una questione di matematica, non certo politica: «contrariamente al recente passato abbiamo contante nelle casse, ma non possiamo rimborsare più Irpef di quella che paghiamo, si tratta di contabilità, non di scelta politica», spiega l’assessore Sulpizio.


Nei giorni scorsi, aprendo il computer dell’Ufficio tutti i dipendenti hanno trovato una scarna comunicazione, arrivata tramite la rete intranet, che li ha gettati nel panico: ‘Modalità di pagamento’ è il titolo, e la nota prosegue ‘A causa delle trasformazioni societarie poste in essere dal nostro Tesoriere, e non per cause imputabili al Comune di Pescara, da alcuni giorni non è possibile emettere i mandati di pagamento. Il problema è determinato dall’allineamento dei nuovi tracciati informatici con i codici del nuovo Istituto bancario. L’operazione che si sarebbe dovuta concludere nel giro di pochi giorni, si sta purtroppo rivelando più lunga del previsto. I Signori Creditori sono pertanto pregati di pazientare per qualche giorno, non appena saremo messi in condizioni di farlo, riprenderemo normalmente con i pagamenti’, firmato ‘Settore Ragioneria’.



«LA MATEMATICA NON E’ UN’OPINIONE»

«La matematica non è un’opinione per noi che stiamo rimettendo a posto i conti della città», continua l’assessore che respinge l’ipotesi di buchi e tranquillizza tutti, dipendenti in primis: «l’Irpef dei rimborsi dallo Stato sarà versata nelle prossime buste paga, ci rassicura l’Ufficio Personale e verrà rimborsata in modo proporzionato all’Irpef che il Comune deve allo Stato, è un meccanismo che scatta ovunque, capitato anche in passato. In pratica, non possiamo erogare a titolo di rimborso più di quanto dobbiamo pagare allo Stato».

In merito agli altri pagamenti: «un Comune che non è in anticipazione di Tesoreria che avrebbe disponibilità di 49 milioni di scoperto mi pare strano non abbia disponibilità per pagare i fornitori. La verità è che da mesi abbiamo sanato tutte le posizioni debitorie del Comune, debiti che si trascinavano da anni oggi non esistono più; per la liquidazione dei pagamenti la media oggi è di 80 giorni, con l’obiettivo di arrivare a 60; ultimo passaggio sulle liquidità, abbiamo in cassa al 26 luglio oltre 18 milioni di euro».



DIPENDENTI PREOCCUPATI

Dopo la lettura della comunicazione, racconta Armando Foschi dell’associazione Pescara Mi Piace, inizialmente gli stessi dipendenti hanno pensato che tale sospensione dei pagamenti interessasse solo le imprese fornitrici esterne di prestazioni e servizi, dunque poco male. Solo dopo, facendo qualche domanda qua e là, hanno scoperto che la comunicazione riguardava in realtà anche loro. Poi, continuando a investigare, hanno scoperto che, in sostanza, il Comune avrebbe pagato solo una minima quota del rimborso Irpef che, solitamente, viene erogato proprio con lo stipendio del mese di luglio. In realtà solo domani (oggi per chi legge, ndr), giorno di riscossione delle indennità mensili e degli accrediti sui conti correnti, i dipendenti avranno la certezza di quanto sarà stato loro erogato, ma noi riteniamo l’intera vicenda surreale: mai, prima d’ora, i problemi di liquidità hanno colpito i dipendenti, che hanno sempre riscosso regolarmente, com’è loro diritto, lo stipendio mensile».


Foschi spiega che la causa del grave disservizio è stata attribuita, dall’Ufficio Ragioneria, ad alcune ‘modifiche societarie poste in essere dal Tesoriere’, ovvero Banca Caripe, che quindi avrebbe sospeso le erogazioni.


«Voci interne alla struttura comunale», riferisce sempre Foschi, «paventano addirittura una ‘temporanea’ assenza di liquidità del Palazzo stesso, in ogni caso la sostanza non cambia, ovvero chi ha lavorato si ritrova con un buco in busta paga e soprattutto nessuno ha idea di quando la situazione tornerà alla normalità».