CHE SORPRESA!

Buchetto per i Giochetti del Mediterraneo: che sorpresa ma la storia si ripete

Il Comune di Pescara (in dissesto) deve metterci 235mila euro. M5s chiede commissione d’inchiesta

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Buchetto per i Giochetti del Mediterraneo: che sorpresa ma la storia si ripete

PESCARA. Alla fine, dopo quasi un anno, sbuca un saldo negativo di ben 235 mila euro della Fondazione Comitato dei Giochi del Mediterraneo tra le carte dell’assestamento generale di bilancio che la Giunta Alessandrini dovrà portare in Consiglio entro il prossimo 31 luglio.

E’ la sorpresa che rendono nota i consiglieri del M5s che chiedono subito una commissione d’inchiesta sul caso.

Lo scorso anno lo sfarzo dei Giochi del Mediterraneo sulla spiaggia, replica in tutto e per tutto dei ben più maestosi giochi del 2009, conclusi ad inizio settembre.

Dopo il fasto, le passerelle ed i complimenti degli organizzatori per l’organizzazione, persino il sito internet (e la relativa sezione trasparenza) è stato cancellato da tempo come se di quei millantati successi si dovesse perdere al più presto memoria…

Dunque una gestione in perdita della Fondazione costituita da Coni in testa e con una serie di altri enti pubblici tra cui il Comune di Pescara capofila.

Dura sul caso la consigliera pentastellata Enrica Sabatini che spiega come l’argomento sia saltato fuori ieri in Commissione Finanze, ed ora «il Partito Democratico vorrebbe far pagare ai cittadini pescaresi approvando un ennesimo debito fuori bilancio. Siamo assolutamente contrari e pretendiamo che vengano chiarite nel dettaglio le responsabilità dell’ente in merito a queste spese non previste e le eventuali responsabilità patrimoniali dirette di chi ha sbagliato».

Il Movimento 5 stelle chiede, infatti, «l’istituzione di una commissione speciale di indagine che faccia luce sull’attività amministrativa della Fondazione e verifichi se il Comune abbia o meno avviato quel processo di monitoraggio e di verifica sull’attività del Comitato dei Giochi, che lo stesso Collegio dei revisori aveva sollecitato fortemente nell’ottobre scorso. Riteniamo doveroso andare a fondo nella vicenda», proseguono i consiglieri del M5s di Pescara Sabatini, Alessandrini e Di Pillo «poiché il Comune, in quanto ente attuatore per conto della Regione, non aveva alcun impegno diretto di carattere finanziario in questa partita e se oggi i 235 mila euro dovranno essere pagati dall’ente e quindi dai cittadini, è evidente la necessità di accertare perché questo sia avvenuto oltre che approfondire per quali specifiche finalità tali fondi pubblici siano stati utilizzati».

Il M5s sta portando avanti una battaglia da tempo sui "debiti fuori bilancio" ed ha ottenuto, nel mese di aprile ed in quello di maggio scorso, l’approvazione di un emendamento e di una mozione allegata al bilancio di previsione in cui si impegnava il Sindaco e la Giunta ad inserire nel regolamento di contabilità dell’ente misure stringenti di monitoraggio, controllo e verifica sull’iscrizione dei debiti fuori bilancio.

I grillini,  in linea con quanto segnalato dai revisori, chiedono quindi chiarezza sulla creazione di questo nuovo eventuale debito fuori bilancio ed, attraverso la commissione speciale di indagine, vogliono comprendere se «il “buco” sia stato creato dall’inerzia operativa, se vi sia stata un’eventuale “supina” approvazione degli atti da parte degli organi di controllo o se il Comitato abbia “impegnato” spese senza la necessaria copertura finanziaria».

UN ANNO FA PRIMADANOI.IT SCRIVEVA (LUGLIO 2015)


Difficile non  essere critici di fronte a eventi come questi che in passato hanno lasciato l’amaro in bocca per l’assenza assoluta di equità, controlli, trasparenza, per la partigianeria, il clientelismo, l’assalto alla diligenza di chiunque, gli appalti opachi ed i milioni spartiti tra varie cordate sponsorizzate da più parti. E come allora la politica è concorde. Finora nessuna voce si è alzata per contribuire a fare chiarezza nè vi sono state prese di posizione per favorire il controllo pubblico ad ora completamente assente.
Il tutto fu gestito trasversalmente da comitati nominati dalle federazioni sportive, nominate dalla politica, con i soliti nomi nei punti chiave e le liste delle persone da assumere qua e là. E si trattò non di briciole ma di consulenze pagate a caro prezzo per un periodo limitato di tempo se non per i soli 10 giorni dell’evento.

 E rispetto al 2009 le cose purtroppo per il nostro Paese sono peggiorate -e non poco- con i conti in rosso e le misure lacrime e sangue, ci hanno vessato con la “spending review”  per evitare i default ed i servizi essenziali come la sanità ridotti al lumicino.
Per i “giochetti del mediterraneo” però i soldi si trovano sempre.
 L’ultima a fare la sua parte è il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Claudio De Vincenti, che ha assicurato un contributo straordinario di un milione e mezzo di euro da parte del Governo, per sostenere lo svolgimento dei Giochi del Mediterraneo Pescara 2015.  
I fondi vanno ad aggiungersi all’impegno economico degli Enti istituzionali coinvolti (per un totale di oltre 4 milioni di euro), che supporteranno il Comune di Pescara in questa importante manifestazione. Tutto grazie al lavoro di De Vincenti e al ministro Del Rio, mentre entusiasti ne danno notizia  i parlamentari del Partito democratico Tommaso Ginoble, Gianluca Fusilli e Vittoria D’Incecco.



SEMPRE COSI’

Purtroppo nulla di nuovo sotto il sole, anzi per certi versi questa volta è andata anche meglio del passato.

I “grandi eventi” sportivi in Abruzzo hanno una lunga storia infausta fatta di pioggia di milioni di euro pubblici spesi senza alcun controllo da autonominati comitati “privati” che hanno potere assoluto e nessun controllo di enti pubblici terzi sulla gestione, spesso, nella migliore delle ipotesi, solo clientelare.

Non sono mancate puntate anche nei tribunali perchè alcune storie di mala gestione sono state ascoltate anche da giudici che però non hanno mai preso decisioni esemplari a monito per il futuro.

Nel 2009 fu la volta dei Giochi del Mediterraneo, orgoglio del deputato azzurro Sabatino Aracu, con un budget di 50 milioni di euro più decine di altri milioni per strutture sportive pubbliche da realizzare ed il mega villaggio in deroga ai parametri del Prg poi costruito a Chieti e lasciato in eredità. Quella gestione fu molto criticata per una serie di appalti senza gare finite a ditte, a volte anche chiacchierate, alimentando un vorticoso giro di interessi e clientele sempre in nome di uno sviluppo turistico ed un prestigio che nessuno ha visto.

Anche le frotte di visitatori non si sono viste a parte le delegazioni degli sportivi.

Un festival voluto e alimentato dalla politica bipartisan prontissima ad investire in iniziative del genere e a richiedere ed ottenere corposissimi finanziamenti persino dalla Presidenza del Consiglio o dal munifico Coni.

Alla fine PrimaDaNoi.it riuscì a pubblicare una lista delle spese che si sospetta sia stata parziale e non contenente molte altre voci di spesa.

Prima, nel 2007, c’era stato una sorta di antipasto con Chieti Eurobasket la cui gestione pure fece scoppiare numerose polemiche e strascichi giudiziari. Buco da 16 a 5 mln di euro dipende dai punti di vista.

Anche in quel caso tanta attenzione, forse troppa, nel gestire appalti e spese a volte esagerate, piuttosto che dimostrare l’utilità pubblica di tutti quei milioni pubblici spesi.


UN ANNO FA PRIMADANOI.IT SCRIVEVA (LUGLIO 2015)

 

MANIFESTAZIONE "IMPOSSIBILE" NEL MONDO REALE: CI CREDONO SOLO I POLITICI

Chissà perché la politica in questi casi riesce a fare quadrato, forse perché con questi eventi si riesce a sollevare l’economia locale?
 Magari questa volta andrà meglio, sta di fatto che i privati, gli imprenditori, le persone che stanno sul mercato ogni giorno, ai Giochi del Mediterraneo sulla Spiaggia proprio non  ci credono. Un paio di mesi fa, infatti, fu pubblicato un avviso pubblico per il reclutamento di sponsor della manifestazione. Cioè si cercavano imprese che avrebbero dovuto contribuire a finanziare l’evento in cambio di pubblicità.
Ebbene a questo bando non ha partecipato nessuno. Non solo a Pescara o in Abruzzo ma nessuno in Italia ha reputato conveniente investire nemmeno mille euro per far comparire il proprio marchio lungo le spiagge dove si terranno le gare.
Vorrà dire pure qualcosa…se non altro ancora una volta il dato segna la spaccatura tra il mondo reale dell’economia e la realtà percepita (aumentata) dei politici.  

Ma perché nessuno imprenditore crede in questa manifestazione?
Forse perché non ci sarà un reale ritorno di immagine? Forse perché si tratta di manifestazione “impossibile”, cioè che non esisterebbe se dovesse confrontarsi con il libero mercato (dunque senza fondi pubblici)?
Chissà, ma quell’avviso andato deserto per mancanza di offerte avrebbe dovuto far riflettere i “veterani dello sport” che sono in gran parte poi gli stessi del 2009.
Intanto a 50 giorni dall’inizio della manifestazione gran parte dei “giochi” sono fatti, gli incarichi e le consulenze affidate senza che siano stati pubblicati avvisi o bandi. Consulenti, appalti, servizi che non figurano comunque sul sito ufficiale nemmeno a cose fatte.
Chi, come e con quali criteri ha scelto i tanti professionisti che dovranno occuparsi della fase operativa, quella per intenderci non delle chiacchiere?
Nel 2009 fu facile insabbiare polemiche, denunce e strascichi giudiziari; questa volta di sabbia ce n’è anche di più.


Nel 2016, l’Abruzzo dimostra di non aver imparato nulla dalle devastanti esperienze del passato ma risulta inammissibile oggi l’assoluta mancanza di trasparenza sui bilanci del comitato organizzatore, di tutti i fornitori, degli stipendi pagati e di tutto quanto è stato fatto con i soldi pubblici.

Ora che il Comune dovrà per forza di cose riparare all’ennesima gestione in passivo dei soliti noti  e pagare nonostante il dissesto le carte dovranno saltare fuori.

E per la gestione fallimentare ci saranno segnalazioni alla Corte dei Conti?

E che non si dica che nessuno vi aveva messo in guardia...