TRASFERIMENTI

Chieti perde anche la sede di Tua: «scippo antidemocratico di D’Alfonso»

Votato emendamento in Consiglio regionale ma se lo sono ‘dimenticato’

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CHIETI. Nei giorni scorsi Tua, la società che gestiste il trasporto pubblico su gomma in Abruzzo, ha trasferito la sua sede teatina storica in quella della Gtm, in via San Luigi Orione, 4 a Pescara.

Trasloco silenzioso, dunque, da via Asinio Herio, nel palazzo del Genio Civile, che oggi resta vuoto.

Una decisione presa dai vertici di Tua per risparmiare i soldi dell’affitto che la società di trasporto doveva girare alla Regione, proprietaria dell’immobile.

Oggi il presidente della Vigilanza, Mauro Febbo, ricorda però che qualche mese fa presentò un emendamento per il mantenimento della sede direzionale della nascente Tua nella sede originaria e storica, dell’ ex-Arpa, nella città di Chieti. Un emendamento che prevedeva che il cuore amministrativo e funzionale, oltre al deposito degli autobus in Via dei Peligni, quest’ultimo situato nell’immediata periferia, rimanesse nella sede di via Asinio Herio a Chieti, dove per altro è sede dell’ormai “storico” corpo della Forestale e di altri uffici regionali.”
«Ma questo emendamento, voluto da me, - ricorda il consigliere Febbo - sottoscritto dal tutto il gruppo di Forza Italia e votato a maggioranza dall’aula, (perciò volontà del popolo abruzzese come dettano le basi di rappresentatività democratica) è stato evidentemente bypassato da una “furbata” facendo deliberare lo spostamento della Sede dal Consiglio di amministrazione della Tua nominato totalmente dalla Regione e quindi dallo stesso D’Alfonso, quest’ultimo detentore anche della delega ai trasporti regionali».

Non è nuovo l’atteggiamento da parte di D’Alfonso nel «disilludere o snobbare decisioni pienamente democratiche assunte dall’assise regionale», sottolinea Febbo, ricordando la “disattesa” risoluzione sulla non chiusura dei punti nascita.

Dal gruppo consiliare del Comune di Chieti di Forza Italia invece tuona il consigliere comunale Emiliano Vitale: «a cosa serve il consiglio regionale se poi si adottano stratagemmi grazie a consigli d’amministrazione nominati "ad hoc" per perseguire progetti che danneggiano e volti ad umiliare la città di Chieti. Complottismo? Forse sì, un riscontro reale visto che, dopo la sanità privata smembrata a Chieti e ridotta poco più ad ambulatori e RSA per anziani, e tanti altri finanziamenti per eventi e altro azzerati».

Per il momento, invece, resta a Chieti il deposito, così come confermato anche dal presidente di Tua, Luciano D’Amico: «forse non ricorda, volutamente», continua Vitale, «che per quello paga un affitto ad un privato, forse lì si poteva risparmiare. Se si volesse preservare la funzione ed amministrativa della città di Chieti il Consiglio d’amministrazione della TUA, o ancora meglio, il Governatore D’Alfonso, dovrebbero coinvolgere l’amministrazione cittadina. Magari con una ricognizione di beni di proprietà si poteva pensare a concedere da parte del Comune di Chieti degli uffici a titolo gratuito. Forse il Governo regionale non ha capito che Chieti, è ancora, ahimè, purtroppo per loro capoluogo di Provincia, che deve avere una sanità privata e pubblica a pieno regime, deve avere il finanziamento per la ex-Bucciante e anche lo studentato».