L'APPROFONDIMENTO

Acquisto immobile Asl Pescara: «ecco come la gara fu turbata a vantaggio di Cetrullo»

Chiuse le indagini bis: 5 indagati tra cui l’ex manager Claudio D’Amario. Spunta anche l’intermediario Tironese

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Acquisto immobile Asl Pescara: «ecco come la gara fu turbata a vantaggio di Cetrullo»

La Asl di Pescara

ABRUZZO. La procura di Pescara ha chiuso le indagini bis sull’acquisto dell’immobile di via Rigopiano 85 da parte della Asl di Pescara.

Si tratta dell’inchiesta del pm Anna Rita Mantini che aveva iniziato ad indagare dopo che una prima inchiesta era stata chiusa in pochi giorni. A due anni dai fatti arrivano ulteriori verità svelate dopo l’ennesima inchiesta sulla sanità e la pubblica amministrazione portata avanti dalla Squadra Mobile di Pescara. Nel mirino per ora ci sono cinque persone che  potranno chiedere di essere ascoltate per fornire ulteriori spiegazioni.

Gli indagati sono Vincenzo Lo Mele, responsabile dirigente ufficio Uoc del servizio patrimoniale della Asl di Pescara, Luigi Lauriola, ingegnere tecnico Uoc della Asl responsabile unico del procedimento, Claudio D'Amario direttore generale Asl, Francesca Rancitelli, componente della commissione di gara, Ermanio Cetrullo titolare della Pmc la società che ha venduto l'immobile.

Le accuse sono quelle di turbata libertà d’incanto e di scelta del contraente e truffa ai danni della Asl di Pescara che sarebbe stata tratta in inganno insieme alla Regione Abruzzo perchè gli indagati «con più azioni di un medesimo disegno criminoso in concorso tra loro turbavano a seguito di preordinate collusioni il procedimento amministrativo finalizzato all'individuazione ed acquisizione in proprietà di locali da destinare prevalentemente ad attività amministrative tecniche e di staff dalla Asl di Pescara».



PER MESI LA VICENDA SOSPETTA SUI GIORNALI

La storia è quella nota perchè ha animato un forte dibattito politico per molte settimane e che PrimaDaNoi.it ha approfondito in diverse inchieste giornalistiche arrivando a scoprire che l’immobile appena due anni prima era stato pagato da Cetrullo 900mila euro, cioè tre volte di meno, grazie ad una perizia giurata. Un fatto che da solo aveva ingenerato moltissimi dubbi che però la stessa Asl aveva sempre rigettato mostrando invece una stima ufficiale redatta dalla Agenzia delle Entrate che fissava un prezzo giusto in 3mln di euro mentre Cetrullo lo offriva a 3,3 mln poi acquistato a 2,8mln.

A questo si sono sommati nel tempo le polemiche per lavori di adeguamento pari a 7mln di euro e quelli legati a successive ricerche di mercato per immobili in affitto (e non da acquistare)



LA STORIA PALESE: QUELLA RACCONTATA A TUTTI

La Asl il 15 maggio 2014 dà avvio alla procedura per cercare locali idonei. L'avviso viene pubblicato il giorno dopo con una serie di requisiti «minimi ed indispensabili»  che l'immobile ricercato doveva avere e che dunque meglio si adattasse alle esigenze della Asl per metterci gli uffici di staff.

Al primo avviso rispondono solo in due: “Casa e Bottega srl” e la società personale della signora Maria Gabrielle Ferri.

La prima cosa che la Squadra Mobile, diretta da Pierfrancesco Muriana, nota è che la società “Casa e Bottega” è in realtà riconducibile all'imprenditore Federico Tironese (non indagato), un personaggio noto alle cronache del passato e che aveva fatto perdere le sue tracce. Una figura che nell'inchiesta è poi risultata non marginale anche se agli investigatori -in mancanza di prove certe- rimangono solo dubbi.

Ma andiamo avanti perchè la Asl non accetta le due offerte ricevute: la prima non aveva i requisiti di titolarità dell'immobile, la seconda per assoluta carenza di requisiti tecnici. Tra le altre cose, per curiosità, la signora Ferri risulta in qualche modo legata all’immobile di via Rigopiano 85 sia perchè confinante e sia perchè ha un diritto di servitù di passaggio su di esso.

Il 27 luglio 2014 viene emanato allora un secondo avviso pubblico per la ricerca di immobile.

Questa volta i requisiti sono totalmente diversi e meno vincolanti e questo -spiegò l'ex manager Asl Claudio D'Amario-, per allargare la platea e riuscire comunque a trovare un immobile avendo preso atto che con le caratteristiche del primo avviso non ce n'erano.   

Al secondo avviso rispondono la ditta Pmc di Cetrullo Ermanio e la società di Gabriella Ferri, questa volta in associazione di impresa che viene comunque estromessa per tardività del deposito.

L'unica offerta valida allora rimaneva quella della Pmc che offriva l'immobile di via Rigopiano 85 per la somma di 3,3mln di euro poi decurtata a 2.800.000 nell’atto di compravendita ufficializzato davanti al notaio Egidio Marra il 16 febbraio 2015.

I RETROSCENA SVELATI

Ma in che modo si sarebbe concretizzata la turbativa della gara?

Gli investigatori che hanno letto migliaia di pagine hanno trovato incongruenze palesi e difficili da spiegare se non con un preventivo accordo ed una messa in scena con molti attori.

Intanto si scopre che la Asl il 6 maggio 2014 (cioè una settimana prima dell'inizio ufficiale della procedura di ricerca) fa richiesta formale alla Agenzia delle Entrate di Pescara di valutare un immobile, uno a caso, ma casualmente proprio quello che dopo due avvisi la Asl acquisterà... quello di via Rigopiano 85.

Perchè richiedere la stima proprio di quell’immobile?

Perchè un mese prima (il 10 aprile 2014 e poi anche il 2 maggio) una società aveva “spontaneamente” offerto l'immobile alla Asl fuori da ogni procedura.

Una società a caso?

No, proprio “Casa e Bottega srl” di Tironese. Curioso che Tironese offra l'immobile di Cetrullo prima che la Asl decida di avere bisogno di un immobile.

Solo dopo parte ufficialmente la ricerca di mercato pubblica che -secondo il teorema accusatorio della procura di Pescara- sarebbe stata viziata, tanto che la prima gara con i criteri stringenti sarebbe stata solo uno specchietto per le allodole ed una sceneggiata per dare parvenza di regolarità, fatta a posta per dimostrare che immobili già belli e pronti con quelle caratteristiche non ce n'erano e, dunque, bisognava accontentarsi di altri, anche a costo di ristrutturarli con 7 mln di euro, come poi è stato.

In realtà annota la polizia sarebbero caduti tutti quei requisiti stringenti inerenti le qualità intrinseche dell'immobile (finiture, dotazioni di sicurezza, servizi, utilizzabilità...) ma non quello della contiguità agli uffici della Asl. In pratica l’unico immobile con quelle caratteristiche nei dintorni dell'ospedale era proprio quello che la Asl già conosceva perchè gli era stato offerto da Tironese prima della gara.


IL PREZZO NON DECURTATO

Secondo la Squadra Mobile, tuttavia, i dirigenti Asl Lo Mele e Lauriola avrebbe recepito pedissequamente la stima elaborata dalla Agenzia delle Entrate mentre avrebbero dovuto valutare meglio i dati nell'atto di acquisto ed effettuare ulteriori abbattimenti economici dovuti alla fatiscenza dell'immobile, alla servitù di elettrodotto dell'Enel a cui è sottoposto e la mancanza di destinazione ad uffici pubblici del bene acquisito.

Insomma sembra di capire che un buon amministratore pubblico avendo in mano le carte dell'immobile acquistato solo due anni prima a 900mila euro avrebbe dovuto contrattare un prezzo molto più basso (o almeno provarci) se avesse voluto davvero fare gli interessi dell'ente pubblico e non del privato. Anche perchè è vero che il prezzo è stato scontato del 15% ma partendo dal valore proposto di 3.300.000 e non quello della stima di 3mln.

Così facendo gli indagati avrebbero orientato la gara a favore di Cetrullo e Tironese che comunque risulta ufficialmente intermediario dell’affare al quale Cetrullo poi gira la sua cospicua parte.

Alla fine della fiera l'ingiusto vantaggio stimato per i privati sarebbe almeno di 740mila euro rispetto a quello di mercato.



CHI E’ FEDERICO TIRONESE

Federico Tironese, imprenditore originario di Pescara, fu il principale accusatore dell'ex sindaco di Roccaraso, Camillo Valentini, suicidatosi in carcere nell'agosto del 2004.

Tironese era amministratore unico della Immobiliare D'Aurora, proprietaria di un palazzo abusivo che il sindaco non ha mai voluto condonare: 42 appartamenti su cinque piani fuori terra e uno interrato.

Nel 2011 Tironese è stato assolto dall’accusa di essere stato la mente dell'accordo grazie al quale il Comune roccolano avrebbe potuto stipulare una convenzione per chiudere in maniera definitiva la vicenda che si trascinava nelle aule dei tribunali dai primi anni Novanta.

L'accordo prevedeva il rinnovo della concessione edilizia in sanatoria in cambio di una serie di interventi da parte di Tironese, tra cui la messa in sicurezza del costone a fianco del complesso Edilmonte, la sistemazione del sottopasso ferroviario di via dei Tigli con l'affidamento dei lavori a una ditta indicata dal Comune e l'esclusione di una immobiliare dalla vendita degli appartamenti. Convenzione che era stata approvata dal consiglio comunale di Roccaraso.

Nel 2004 Tironese nel pescarese fu impegnato nel salvataggio della fondazione “In Veritate et Charitate” (Ivec), presieduta dall'allora arcivescovo Francesco Cuccarese che aveva un debito di 5 milioni di euro.

L'operazione finanziaria per restare a galla venne messa in piedi da Tironese, rappresentante legale dell'Artel - la società immobiliare che disponeva della casa di riposo Sund - con Carmine De Nicola, titolare dell'Iri School di Francavilla.

«La trattativa», raccontava in quegli anni Il Centro, «è un affare da 5 milioni di euro, quanto il debito che grava sulla Ivec. Una massa di denaro necessaria a estinguere il debito della fondazione presieduta da Cuccarese e, inoltre, ad acquistare il Sund, l'hotel Royal a Francavilla e la Cittadella della Carità di proprietà dell'Ivec».

Durante il processo Sanitopoli l’ex moglie di Sabatino Aracu, Maria Maurizio, davanti al giudice ha raccontato che l’ex marito comprò un appartamento dall’imprenditore Federico Tironese e che poi lo stesso imprenditore gli riportò indietro in contanti il valore dell’immobile (circa 140mila euro).

a.b.