TERREMOTO PERPETUO

Ancora truffe nel post sisma: sequestrati 700 mila euro che non dovevano essere erogati

Indagine pilota della procura aquilana

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

305

Ancora truffe nel post sisma: sequestrati 700 mila euro che non dovevano essere erogati

L’AQUILA. Il Tribunale de L’Aquila ha disposto tre sequestri preventivi per una somma complessiva di 720.908 euro.

Le indagini hanno riguardato ben tre distinti procedimenti inerenti l’indebita percezione di erogazioni pubbliche richieste nell’ambito della ricostruzione aquilana; i reati sono stati contestati ai beneficiari dell’indennizzo nonché, in alcuni casi, anche dei tecnici che hanno redatto i progetti a corredo delle domande, ritenuti consapevoli delle false attestazioni.

Il provvedimento è stato emesso dai giudici Giuseppe Romano Gargarella e Guendalina Buccella, su richiesta dei sostituti procuratori Fabio Picuti e Simonetta Ciccarelli.

Le indagini sono state delegate a un gruppo di lavoro composto da ufficiali di polizia giudiziaria dalla procura appartenenti al Corpo Forestale dello Stato e alla Polizia Municipale, nonché dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza.

Si tratta dei primi esiti di un’attività di indagine ideata lo scorso anno su input del procuratore Fausto Cardella, che in più ampio progetto investigativo ha voluto coinvolgere le sezioni di polizia giudiziaria del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia Municipale.

Le indagini possono considerarsi “progetto pilota” in quanto si è dato valore ad alcuni dati che incrociati tra loro (desunti attraverso l’interrogazione delle banche dati create dai vari uffici che operano sul territorio, quali quella creata presso gli uffici specializzati presso il Comune dell’Aquila e presso gli uffici dei Vigili del Fuoco) hanno permesso un monitoraggio sicuro del danaro erogato.

Sono emerse, da ciò, contraddittorietà nelle dichiarazioni rese dai cittadini in occasione delle richieste di indennizzo avanzate a vario titolo nei confronti del Comune (beni mobili danneggiati/CAS/riparazione immobile, richiesta recupero beni), che già ad una prima lettura apparivano sintomatiche di falsità e conseguente inesistenza del diritto a beneficiare dell’emolumento richiesto.

Gli inquirenti non hanno fornito fino a questo momento i nominativi delle persone colpite dai provvedimenti di sequestro.