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Il centrosinistra vuole Maltauro: il Consiglio regionale boccia la frenata del M5s

La richiesta di abbandonare il project financing giudicato troppo costoso non è passata

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Il centrosinistra vuole Maltauro: il consiglio regionale boccia la frenata del M5s


ABRUZZO. Seppure anche con la firma del consigliere di Forza italia, Mauro Febbo, la proposta del M5s di fermare il progetto Maltauro non è passata. Lo ha deciso il Consiglio regionale  straordinario di ieri che così ha confermato la volontà del presidente della giunta di andare avanti a tutti i costi e con tutte le criticità formali e di merito già emerse. Alla fine l'esito è stato 13 voti favorevoli e 13 contrari.

Ma la battaglia continuerà.

Lo ha annunciato Sara Marcozzi che spiega come  il documento presentato sottolineava l'eccessiva onerosità e chiedeva di proporre alternative «reali e percorribili per la costruzione di un nuovo ospedale a Chieti».

«Persino il centrodestra», ha continuato Marcozzi, «ha capito la nostra posizione e ha voluto firmare il nostro documento, più sorda invece la maggioranza D'Alfonso che continua a vedere nell'affidamento al Gruppo di imprese capitanato da Maltauro l'unica soluzione, un progetto che costerà agli abruzzesi quasi 800milioni di euro in più. Abbiamo più volte sottolineato come le esperienze di Project Financing in altre regioni, Veneto avanti a tutte, si sia dimostrata una scelta fallimentare e abbia messo a serio rischio le casse regionali. Abbiamo dimostrato come in più pronunce la Corte dei Conti abbia giudicato non percorribile la strada della finanza di progetto per la realizzazione delle c.d. "Opere fredde", quali appunto gli ospedali. Abbiamo dimostrato come sia possibile invece realizzare l'ospedale direttamente dalla Asl facendo ricorso al Fondo per l'Edilizia Sanitaria e, ove necessario, a cassa depositi e prestiti. Così facendo gli abruzzesi risparmierebbero quasi 800milioni. La scelta che la Giunta, però, pare quella di portare avanti la soluzione più costosa per i cittadini a unico vantaggio dell'investitore privato e questo gli abruzzesi davvero non possono permetterselo. Il M5S continuerà la sua azione per evitare questo spreco di denaro pubblico».

 

Dal canto suo Febbo ha spiegato il suo dissenso “storico” che si fonda su «evidenti criticità sia di natura procedurale sia economico-finanziarie».

«Ritengo infatti», ha aggiunto, «non sia stata operata un’attenta analisi da chi, all’interno della Asl, dovrebbe entrare nel merito della proposta. Innanzitutto, si prevede che le prestazioni e i servizi che verranno affidati all’interno del project financing sono comunque costi a carico della Asl e ricavi per la Società. Non è possibile inoltre analizzare una proposta finanziaria con un Tasso d’interesse del 6,25% che viene determinato tenendo conto del tasso base pari al 3,40% (forse di qualche anno fa BTP a 10 anni) e del margine pari al 2,85% costante per tutto il periodo del debito.  Emerge l’alto valore aggiunto che si viene a determinare a favore sempre del privato: infatti confrontando la voce “Ricavi da servizi vs ASL” (ovvero quello che la Asl paga alla società di project) e i “Costi per servizi vs ASL” (cioè il costo effettivo che sostiene la società di project) si ottiene un valore aggiunto pari a ben il 19%. Un’altra criticità riguarda l’incremento annuo del costo (a carico della Asl) per le prestazioni certe e in ben 30 anni prevedono un incremento costante del 2% annuale. Si concede un affidamento certo di oltre 3 miliardi 286 milioni per ben 30 anni e si prevede un incremento annuo del 2% in un momento in cui gli indici Istat hanno segno negativo» .

Da qui la proposta  di prendere in considerazione il presidio del San Camillo a Chieti.

Proposta come detto bocciata.