FALLIMENTO

Banche. Il Tribunale dichiara stato insolvenza Carichieti

Di Stefano (Fi) presenta interrogazione parlamentare

Redazione Pdn

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Il Governo ha deciso: anche la Carichieti si salverà solo con soldi privati

CHIETI. Il Tribunale civile di Chieti ha dichiarato lo stato di insolvenza di Carichieti, la banca sottoposta a risoluzione nell'ambito del provvedimento adottato dal Consiglio dei ministri il 22 novembre 2015.

L'istanza di dichiarazione di insolvenza era stata presentata nei mesi scorsi dall'avvocato Massimo Bigerna di Roma, nella veste di commissario di Carichieti posta in liquidazione coatta amministrativa e che in questo procedimento è rappresentata dall'avvocato Pierluigi Tenaglia. La sentenza è stata notificata alle parti nel pomeriggio di ieri.

Secondo quanto si è appreso, la sentenza ha stabilito che in atti non ci sono elementi che consentano di affermare l'esistenza di uno stato di insolvenza al momento dell'avvio della risoluzione, mentre l'insolvenza vi era al momento in cui è stato emanato il provvedimento di liquidazione coatta amministrativa. Nella sua relazione Bigerna ha indicato un attivo pari a zero e 45 milioni di debiti.

Nel giudizio dinanzi al Tribunale di Chieti si erano costituiti alcuni ex amministratori della banca, fra i quali l'ultimo direttore generale Roberto Sbrolli.

Dalle ispezioni eseguite due anni fa dagli uomini inviati da Bankitalia per appurare i conti dell’istituto di credito, venne fuori che le sofferenze superavano 300 milioni di euro e che un anno di commissariamento aveva fatto lievitare la cifra a 602 milioni scoprendo che le somme definite come “incagli” - i prestiti ai big dell’economia dell’area metropolitana - in realtà erano del tutto inesigibili.

«Lascia interdetti e preoccupati la sentenza del Tribunale di Chieti sul crack della Carichieti - commenta Fabrizio Di Stefano (Forza Italia)-. Questi passaggi, che individuano responsabilità ben specificate circa la situazione d'insolvenza dell'Istituto teatino - aggiunge - necessitano sicuramente di chiarimenti da parte della Banca D'Italia e del Ministero e, a tale scopo, presenterò un'interrogazione parlamentare per fare chiarezza, certo che questa sentenza getta delle responsabilità sui commissari che devono assolutamente essere chiarite per i danni che hanno arrecato al tessuto economico del territorio».