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Dragaggio Ortona, situazione completamente in stallo

Forza Italia: «è caos, lo avevamo detto»

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PORTO ORTONA

ORTONA. Situazione di stallo intorno al dragaggio del porto di Ortona: i lavori non si sa se e quando partiranno.

«Purtroppo i fatti ci danno ragione: le denunce dei mesi scorsi sono state confermate ed ora ci troviamo ad un punto morto con i conseguenti danni a carico dell’infrastruttura e della collettività», denunciano il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo e il capogruppo di Forza Italia al Comune di Ortona, Tommaso Cieri.

Il Tar di Pescara ha annullato la determinazione con la quale venivano affidati i lavori all'ATI vincitrice dell’appalto; intanto è stato presentato un ricorso al Consiglio di Stato che ha accolto la richiesta di sospensiva.

Tra l’altro l’ATI, in un primo momento vincitrice del bando, ha impugnato, di fronte al Tar di Pescara, l’assegnazione dei lavori alla seconda in graduatoria e questo vuol dire che i lavori non inizieranno neanche per settembre. Ma non solo: si corre il concreto rischio che, se per ipotesi il Consiglio di Stato non dovesse concedere la sospensiva alla esecutività della sentenza, il Comune dovrebbe affidare i lavori alla seconda classificata.

«Si tratta di quella ditta», hanno sottolineato Febbo e Cieri, «che nel progetto ha stabilito di accumulare le sabbie "inquinate" cioè di categoria B1 e B2, sulla banchina del porto, un cumulo di circa 14 metri di altezza, senza alcun progetto di come poi si debba smaltire, e soprattutto a carico di chi. Quello che si è concretizzato insomma è un autentico e macroscopico pasticcio che evidentemente causerà enormi problemi al funzionamento del porto di Ortona e, peraltro, il rischio di perdere il finanziamento».

Forza Italia lamenta il fatto che siano rimaste inascoltate le denunce più volte portate all'attenzione del governo regionale che, per bocca dei suoi rappresentati, hanno accusato il centrodestra di non volere il bene di Ortona.

«Avevamo chiesto, spiegando che c'erano i modi ed i tempi per una nuova oggettiva e puntuale valutazione», insiste Febbo, «di adeguare il bando a quelle che erano le prescrizioni del Via».

La sentenza del Tar di Pescara è arrivata come una mazzata e ha annullato l’affidamento dei lavori per il dragaggio. «C’erano tutti i tempi», continuano Febbo e Cieri, «perché il finanziamento a disposizione per l’intervento non venisse perso, perché c’era soltanto una penalità irrisoria che sicuramente sarebbe stata recuperata con i ribassi d'asta, ma saremmo arrivati sicuramente alla realizzazione di un opera di assoluta urgenza ed importanza per il Porto. Stiamo parlando di interventi che erano stati già programmati dal Governo Chiodi: il progetto era di dare massima centralità all'infrastruttura portuale di Ortona. Oggi, a causa di un modo di fare approssimativo e presuntuoso, siamo lontani dall'obiettivo».

Il nodo della questione riguarda la mancanza di indicazioni sullo smaltimento della sabbia scavata: era necessario dettagliare l'offerta proprio in relazione allo smaltimento, non è possibile effettuare una offerta se il bando è indeterminato, se non vi sono racchiusi tutti gli elementi caratteristici del lavoro che si deve effettuare. L’aver lasciato all' iniziativa degli offerenti la possibilità di meglio determinarsi sullo smaltimento della sabbie, peraltro, con tutte le limitazioni che vi erano, è stato un grave errore.

Con la sospensiva decisa dal Consiglio di Stato e l’impugnativa avverso l’assegnazione alla seconda ditta in graduatoria si è determinato un circolo vizioso che protrarrà l’iter ben oltre il mese di settembre.