LA DENUNCIA

Area di Risulta. L'on. Delfino ci riprova: denuncia alla Corte dei Conti

"Soldi spesi male per lo studio"

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Area di risulta, l’aut aut di Forza Italia ad Alessandrini: «o cambi progetto o te lo scordi»

Area di risulta

PESCARA. Raffaele Delfino non molla la presa sull’area di risulta.

L'ex deputato che negli anni scorsi aveva presentato diversi esposti sull’appalto emendato dalla prima giunta D’Alfonso, poi finito nell’inchiesta Housework, adesso torna all’attacco.

Sì, proprio ora che la nuova amministrazione di centrosinistra ha deciso di puntare nuovamente su quell’area.

Il progetto di riqualificazione dei 13 ettari di risulta dell’ex Ferrovia è ancora in fase di elaborazione anche se la giunta Alessandrini ha le idee chiare.

E’ prevista la costruzione di 1.950 parcheggi in due silos, uno a nord, uno a sud dei 13 ettari, con circa 450 box auto interrati destinati a essere venduti ai residenti.

Ci sarà spazio anche per edilizia residenziale e commerciale. Per far reggere l’impianto economico del progetto, il sindaco Alessandrini ha pensato di affidare la gestione di tutti i parcheggi del centro cittadino, per trent’anni, al privato-partner dell’impresa.

Ma sul caso adesso c’è l’ombra di una denuncia alla Corte dei conti firmata proprio da Delfino.

Ai giudici contabili, l’ex consigliere a riposo della Corte dei Conti e parlamentare, chiede di verificare l’ipotesi di un danno erariale nella spesa sostenuta dal Comune di Pescara per l’incarico di studio affidato alla Sinloc di Padova (per 46.300 euro) e nel comportamento dei funzionari comunali che hanno contribuito allo studio.

Secondo Delfino, infatti, in quello studio ci sarebbe una serie di errori e dimenticanze che potrebbero costare caro e che non analizzerebbero per bene l’operazione nella sua interezza.

Un lavoro monco che potrebbe creare problemi. Di certo il primo è già arrivato: questa denuncia che dovrà passare il vaglio dei giudici.

Delfino denuncia inoltre di aver tentato di far pubblicare dai quotidiani cartacei della regione il suo esposto, anche nella sezione degli annunci a pagamento, ma di essere stato respinto. L’ex parlamentare parla senza paura di essere smentito di «congiura del silenzio» e di questa congiura farebbe parte anche chi dimentica «che Nino Sospiri, col mio sostegno, bocciò ogni progetto che prevedesse nell’area di risulta edilizia commercial realizzata sia a trattativa privata che mediante project financing».

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Ma quali sono i dubbi dell'ex onorevole Delfino in merito allo studio pagato circa 50 mila euro dal Comune?

Nel suo esposto il deputato sostiene che non sia stata valutata adeguatamente l’incidenza dei vincoli derivanti dal vigente prg in quell’area.

Inoltre lo studio ha prefigurato la realizzazione nell’area di soli 1.900 posti (attualmente sono 2.200). Con la realizzazione di immobili a destinazione residenziale e commerciale servirebbe anche la valutazione della Vas, si legge sempre nella denuncia, e si rischierebbe una dilazione dei tempi.

E lo studio non terrebbe nemmeno conto, continua Delfino, dell’aumento del carico urbanistico dell’area così come «non è stato considerato la evidente impossibilità di determinare con approssimazione ragionevole i proventi della vendita degli immobili a destinazione commerciale e residenziale necessaria per garantire la sostenibilità economica finanziaria dell’intervento».

E questo, chiarisce l’ex parlamentare, «per l’estrema mutevolezza del mercato e la stagnazione del mercato immobiliare».

Delfino parla anche di «gravissime lacune nello studio» sebbene sia stato condotto con il concorso del Comune e su dati forniti dall’amministrazione comunale stessa. Tra le carenze più gravi non aver considerato la necessità di incrementare l’attuale dotazione di posti auto e i disagi che si riverserebbero sui pescaresi.