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«In arrivo 300 profughi in una scuola di Cepagatti»

La denuncia di Forza Italia che chiede trasparenza

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«In arrivo 300 profughi in una scuola di Cepagatti»

ABRUZZO. Potrebbero essere addirittura 300 i profughi che sembra siano già in viaggio verso l’Abruzzo per raggiungere la provincia di Pescara, forse Cepagatti, entro questo pomeriggio.

La denuncia è di Forza Italia che contesta il fatto che le notizie siano tenute riservate nonostante siano rilevanti.

Si tratterebbe di cinque pullman provenienti dalla Sicilia, con a bordo circa 250-300 immigrati che starebbe arrivando in Abruzzo, scortati da Polizia e mezzi di soccorso sanitario, per portare le 300 unità in una struttura di accoglienza in provincia di Pescara, pare nell’Istituto comprensivo di Villa Reia di Cepagatti, dunque in una scuola momentaneamente chiusa per le vacanze estive.

L’allarme tra la popolazione è già scattato: «da ore», racconta Sospiri, «siamo bersagliati dalle chiamate di decine di cittadini che non riescono ad avere notizie confermate, ma sono ovviamente spaventati dall’alone di mistero che circonda questi sbarchi».

«Com’è possibile», chiede il consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, «che né la Regione Abruzzo, né le amministrazioni locali sentano lo scrupolo di approfondire la problematica, di avvisare i cittadini, com’è loro diritto, di rendere noti numeri, cifre, presenze? Com’è possibile che dei cittadini da domani rischino di svegliarsi con 300 presunti profughi, di cui non sappiamo nulla, né provenienza, né generalità, come nuovi vicini di casa e non abbiano la possibilità di saperlo? Forza Italia esprime una dura condanna su una gestione surreale di tale situazione e, ovviamente, giriamo alla Prefettura di Pescara i nostri quesiti, ovvero: quanti sono gli immigrati in arrivo su Pescara? E dove verranno dislocati? E soprattutto, come verranno controllati a tutela della popolazione?».

Appena un mese fa il centro-destra è riuscito a bloccare lo sbarco a Pescara di 100 presunti profughi, destinati ad essere ospitati in un albergo sulla riviera sud, proprio a inizio stagione balneare. Attraverso una mobilitazione generale del territorio, a partire dal quartiere e dalle categorie produttive interessate, e grazie alla collaborazione di uno dei proprietari della struttura alberghiera, contrario all’arrivo, il provvedimento è saltato, anche perché la struttura individuata dalla cooperativa romana di turno è risultata non adeguata allo scopo, ed è stato il Prefetto in persona ad annullare l’aggiudicazione.

«Quella è stata però anche l’occasione», ricorda Sospiri, «per chiedere trasparenza sulle procedure adottate ovunque per l’ospitalità di persone che, nella stragrande maggioranza dei casi, non stanno fuggendo da luoghi di guerra, ma fuggono dalla povertà alla ricerca di condizioni di vita migliori, persone alle quali va la nostra solidarietà, ma è evidente che l’Italia, men che meno l’Abruzzo e la nostra provincia, non possono ospitare tutti, non disponiamo né delle risorse, né delle strutture, né di una classe dirigente regionale e locale capace di gestire un’emergenza di simili dimensioni. Purtroppo ad un mese dal ‘caso’ Pescara, siamo punto e a capo e della trasparenza neanche l’ombra».


LA PROVINCIA SMENTISCE


In una nota firmata dall’addetto stampa della Provincia di Pescara, Laura Di Russo, si legge: «Non si capisce perché si diffondano notizie false e tendenziose basate su ipotesi o sentito dire mai verificati. La Provincia di Pescara non ha avuto alcuna segnalazione o informazione circa l'arrivo di 300 profughi dalla Sicilia, che "pare" sarebbero sistemati in una scuola di Cepagatti. Il consigliere regionale Lorenzo Sospiri chiede di fare chiarezza " perché - dice - non è possibile che la gente non abbia il dritto di essere informata" .  Giusto essere informati. Brutto segno invece infondere il sospetto, procurare allarme su un tema così sensibile, quale quello dell'ospitalità ai profughi provenienti dai Paesi africani. La scuola di Villareia di Cepagatti, di proprietà della Provincia, non è stata richiesta da nessuno. Il Comune non è stato contattato da nessuno. Sospiri sarebbe dunque informato prima di noi o si tratta di una clamorosa bufala? Facile indovinare la risposta».