LA PROTESTA

Sevel: Fiom proclama tre giorni di sciopero

Stop il 9, 16 e 24 luglio

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Alla Sevel di Atessa oltre 300 giovani

LANCIANO. La Fiom Cgil ha indetto tre giorni di sciopero alla Sevel di Atessa (Chieti) contro il ripetuto ricorso dell'azienda agli straordinari, anche a fine turno per chi lavora di notte, e per le ferie estive che sono state scaglionate.

L'astensione dal lavoro è stato fissato per le giornate del 9-16 e 24 luglio e avrà una durata ciascuna di otto ore per ogni turno lavorativo.

«La misura è colma - dice Davide Labbrozzi, segretario provinciale Fiom. Negli ultimi mesi in Sevel abbiamo assistito a pause ridotte, operazione che ha tolto alle persone il diritto ad avere un giusto periodo di riposo; quindi aumento dei carichi di lavoro, crudele iniziativa di profitto che espone chi opera al rischio di trovarsi a vivere una vita lavorative infernale, salari più poveri, progetto che aumenta lo stipendio dell'azionista ed impoverisce le famiglie e inoltre la pretesa di lavorare al sabato e alla domenica, tra l'altro nel mese di luglio, richiesta disumana che devasta la condizione psicofisica».

Per Labbrozzi negative anche le scelte della Sevel «di ricorrere a ferie scaglionate, un piano che determina un dissesto totale della vita sociale, la gestione della recente fermata tecnica, che è una enorme porcheria». «Pretendere che le persone si rechino a lavoro quando la Sevel sa che la fabbrica resterà ferma per ragioni tecniche, per poi rispedirle a casa, è una evidente offesa alla dignità. Inaccettabile anche lo straordinario notturno. Chi lavora di notte non può svolgere turni di lavoro da undici ore, ciò è intollerabile anche per i rischi derivanti da un sacrificio così sproporzionato. Queste le motivazioni dello sciopero».

La Fiom conclude «le altre organizzazioni, con gli accordi sottoscritti, non possono più difendere gli interessi generali di chi lavora e soffre per produrre una ricchezza che finisce nelle tasche di pochi vip. La Fiom è con i lavoratori per rilanciare un percorso di recupero della vita, ormai surclassata dalle logiche del profitto».