NUMERI E MORTI

Omicidio colposo da incidente stradale: a Chieti il numero maggiore di casi

Seguono Pescara, L’Aquila e Teramo

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

184

Incidente stradale

ABRUZZO. Complessivamente in Abruzzo sono stati rilevati 21 casi di incriminazione per delitto stradale a fine 2014.

A Chieti sono sempre più frequenti i delitti stradali, con la media di una denuncia ogni 56.109 abitanti. È quanto rileva un’analisi condotta da D.A.S (Generali Italia), compagnia specializzata nella tutela legale, dopo l’introduzione del reato di omicidio stradale.

A Pescara, dove c’è stata una denuncia ogni 80.690 abitanti circa, il numero di incriminazioni è aumentato del 33% dal 2010 al 2014, mentre a l’Aquila (seconda in regione per densità, 1/60.977 residenti) è diminuito del 17%.

Secondo i dati elaborati da DAS, a Teramo (terza per incidenza con un’incriminazione ogni 62.234 abitanti) le denunce per omicidio colposo da incidente stradale sono diminuite del 50% passando da 10 casi nel 2010 a 5 nel 2014.
Adesso però, «con l’approvazione da parte del Senato del disegno di legge sull’omicidio stradale – spiega Roberto Grasso, amministratore e direttore generale di DAS - sta crescendo l’esigenza di tutelare la propria mobilità con una copertura di tutela legale, in primis per garantirsi un’ampia protezione in ambito penale».
In Italia sono stati quasi 1100 (1087 a fine 2014) gli esposti per omicidio stradale.

Tra tutte le province italiane, Ravenna, Brescia, Aosta e Trieste hanno registrato la frequenza maggiore in rapporto alla popolazione residente.
A Ravenna le denunce per omicidio colposo da incidente stradale hanno avuto la media di 1 ogni 18.700 abitanti circa, seconda Brescia con un denuncia ogni 19.200 residenti circa e qui dal 2010 a oggi sono quasi raddoppiate (66 nel 2014). Al terzo posto Aosta e Trieste con un’incriminazione ogni 21.400 abitanti circa.

Pochissime, invece, le incriminazioni per omicidio colposo da incidente stradale rispetto al 2010 a Lecco e Taranto.


COSA E’ L’OMICIDIO STRADALE

La legge approvata in ultima lettura dal Senato nella seduta del 2 marzo 2016 inserisce nel codice penale il delitto di omicidio stradale (articolo 589-bis) attraverso il quale è punito, a titolo di colpa, con la reclusione il conducente di veicoli a motore la cui condotta imprudente costituisca causa dell'evento mortale.

E’ punito con la reclusione da 8 a 12 anni l'omicidio stradale colposo commesso da conducenti un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica grave (tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro) o di alterazione psico-fisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope; se si tratta di conducenti professionali, per l'applicazione della stessa pena è sufficiente essere in stato di ebbrezza alcolica media (tasso alcolemico compreso tra 0,8 e 1,5 grammi per litro).

E’ invece punito con la pena della reclusione da 5 a 10 anni l'omicidio stradale colposo commesso da conducenti di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica media, autori di specifici comportamenti connotati da imprudenza: superamento di limiti di velocità, attraversamento di incroci con semaforo rosso; circolazione contromano; inversione di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi; sorpassi azzardati.

La pena è diminuita fino alla metà quando l'omicidio stradale, pur cagionato da condotte imprudenti, non sia esclusiva conseguenza dell'azione (o omissione) del colpevole.

La pena è invece aumentata se l'autore del reato non ha conseguito la patente (o ha la patente sospesa o revocata) o non ha assicurato il proprio veicolo a motore.

E' poi previsto un aumento della pena nel caso in cui il conducente provochi la morte di più persone ovvero la morte di una o più persone e le lesioni di una o più persone. Anche qui si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo; il limite massimo di pena viene però stabilito in 18 anni (il limite massimo attuale è di 15 anni).

E' stabilita, infine, una specifica circostanza aggravante nel caso in cui il conducente, responsabile di un omicidio stradale colposo, si sia dato alla fuga. In tale ipotesi, la pena è aumentata da 1/3 a 2/3 e non può, comunque, essere inferiore a 5 anni.