STORIA INFINITA

Powercrop, arriva il ricorso al Tar contro la bocciatura della Regione

Mazzocca: «prepariamo opposizione»

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Powercrop, arriva il ricorso al Tar contro la bocciatura della Regione

ABRUZZO. La Powercrop ha presentato un ricorso al Tar contro lo stop della Regione all’impianto di Borgo Incile. Insomma la battaglia è tutt’altro che conclusa.

Il sottosegretario all’Ambiente, Mario Mazzocca, non appare stupito: «è una mossa ampiamente annunciata e prevista quella del ricorso al tribunale amministrativo».

Dunque nessuna sorpresa ma il Comitato Marsicano No Powercrop, insieme agli agricoltori del Fucino, nei mesi passati aveva chiesto più volte di ritirare in autotutela ol parere favorevole VIA n. 1559 rilasciato dalla Regione il 7 settembre 2010, nonché l’approvazione con la massima sollecitudine della fascia contigua della Riserva del Salviano.

Nelle oltre 60 pagine di ricorso presentate al Tar, a firma dello studio legale Roversi-Monaco, Morello, Simoni di Bologna, i legali chiedono non solo l’annullamento della decisione della Regione ma anche la possibilità, con un provvedimento cautelare, di poter iniziare ad agire.

Ma a quanto pare Mazzocca e la giunta non hanno niente di cui rimproverarsi: «contando sul lavoro certosino condotto in questi ultimi mesi dagli uffici in collaborazione con esperti, istituzioni locali, organizzazioni di categoria, associazioni e comitati, abbiamo svolto un puntuale lavoro di ricognizione e approfondimento di tutti i temi della questione, in buona parte evidenziati un mese fa da 16 Sindaci del territorio; indi, grazie all'importante e significativa attività svolta dal gruppo di lavoro appositamente istituito, lo scorso 19 aprile l’esecutivo ha deliberato di recedere dall'Accordo ritenendolo decaduto al pari dell’intero progetto integrato».

Mazzocca oggi dice di non sapere se le possibilità che il Tar possa accogliere le istanze dell'azienda Powercrop siano alte, o se nel suo ricorso si smontino tutte le motivazioni che hanno indotto la Regione a dare parere negativo lo scorso aprile. «Di certo», continua l’assessore, «non ce ne staremo con le mani in mano. Siamo consapevoli di essere intervenuti in piena zona 'Cesarini' a cercar di raddrizzare un risultato che ci vedeva, di certo non per nostre colpe, fortemente soccombenti. E siamo impegnati con tutte le nostre forze a perseguire un risultato importante per la Marsica, per il Fucino e per i tantissimi cittadini preoccupati dall'installazione impattante in un'area a grande valenza sia dal punto di vista ambientale che per le produzioni agricole in atto».