LA PROTESTA

Cerella, nuova ondata di scioperi. Ma Filt Cgil contesta: «protesta strumentale»

I sindacati chiedono rimozione Pollutri

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

85

Vertenza autolinee Cerella, si va verso lo sciopero

ABRUZZO. A 5 mesi dal passaggio di consegne dalla presidenza Massimo Cirulli a quella di Angelo Pollutri alla Cerella è subito sciopero.

A proclamarlo le segreterie regionali Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal per le «numerose inadempienze», che dopo lo sciopero del 10 giugno, rimangono irrisolte. Da qui la «inevitabile» decisione di indire una prossima giornata di sciopero di 8 ore.

I sindacati contestano un parco macchine inadeguato, controllo dell’evasione tariffaria inesistente, pulizia degli autobus superficiale, mancata consegna del vestiario estivo, fermate non a norma, rotazione e attribuzione dei turni confusa ed irregolare. Contestati anche i premi di risultato.

I segretari regionali dunque ritengono attribuibili al neo presidente le responsabilità delle loro azioni sindacali contro l’azienda.

«Tirare in causa il presidente sulle questioni tecniche, produttive ed organizzative dell’azienda ci potrebbe anche stare», commenta però Paolo Sallese della Filt Cgil, «ma attribuirgli anche responsabilità della mancanza di serenità ed ostilità nei luoghi di lavoro, è inaccettabile e vergognoso, se a farlo sono proprio quei sindacati, autori della divisione tra i lavoratori e della violazione di alcuni elementari diritti tutelati da chiare norme legislative».

Pronta ed immediata la replica di Pollutri, che definisce gli attacchi sindacali gratuiti e ripetuti, ed i motivi dello sciopero strumentali. Non ha dubbi il presidente a riguardo si tratta delle stesse sigle sindacali che sin dal primo incontro del 26 febbraio successivo al suo insediamento, «hanno preteso azioni sanzionatorie pesanti contro alcuni lavoratori, arrivando a pretendere l’adozione di un provvedimento di licenziamento nei confronti di un lavoratore della Filt Cgil».

Durissima proprio la Filt Cgil, che con il suo dirigente sindacale aziendale Sallese, conferma la denuncia del presidente sui motivi della vertenza.

«Che lo sciopero sia strumentale e politico», spiega Sallese, «lo si capisce dagli stessi argomenti posti al centro della vertenza, questioni come la vetustà dei mezzi, l’irregolarità delle fermate, la scarsa pulizia, ecc…, già presenti durante tutta la presidenza di Massimo Cirulli, durata quasi 6 anni, colui che ha prodotto il disastro Arpa spa con un buco incolmabile di circa 18 milioni di euro di debiti. Viene attaccata la presidenza di Angelo Pollutri, inviando una richiesta al presidente di TUA perché lo stesso sarebbe inadeguato e da sostituire, perché espressione di nomina politica, non avrebbe competenze specifiche dirette, risulterebbe occupato in politica. Tutte circostanze simili a quelle che possedeva Cirulli, autore insieme all’ex governo del presidente Chiodi, dei disastri descritti che evidentemente per le stesse organizzazioni non giustificavano la richiesta di rimozione dall’incarico come nel caso di Pollutri invece, perché?»