TRASPARENZA

Asl Chieti, incarico contestato: «chiamo i carabinieri» ed escono i documenti

Flacco: «non sono uno che fa pastrocchi»

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Pasquale Flacco

CHIETI. «Lunedì mi presento alla Asl e se non mi danno i documenti che ho richiesto chiamerò i carabinieri».

Con le “buone maniere” si ottiene sempre tutto ed infatti il consigliere regionale Meuro Febbo (Fi), dopo una richiesta di accesso agli atti respinta, aveva minacciato di fare nuove denunce per l’assurda negazione ricevuta dalla Asl per tentare di sbrogliare il giallo della nomina del direttore amministrativo Sabrina Di Pietro che secondo l’esponente della minoranza non aveva i requisiti.

L’azienda sanitaria solo qualche giorno fa aveva risposto che Febbo, consigliere regionale, non era legittimato a vedere le carte che sono pubbliche e molte delle quali dovevano pure essere già pubblicate sui siti istituzionali. Ma la grande trasparenza di cui si vanta la Asl si infrange subito non appena c’è qualcuno che intende controllare qualche atto e qualche dichiarazione.

Così compaiono le carte che PrimaDaNoi.it pubblica integralmente affinchè vi possa essere una piena conoscenza dei fatti da parte di chiunque visto che di materia pubblica si tratta e pure “sensibile” trattandosi di sanità pubblica e di incarichi di un certo rilievo e importanza.

Da mesi il consigliere Febbo ha puntato la nomina del direttore amministrativo Di Pietro, già passata per la Asl di L’Aquila ai tempi di Roberto Marzetti e poi al Comune di Spoltore, suo luogo di residenza (è sposata con Lucio Matricciani da 39 anni quasi sempre in consiglio comunale) iniziando la sua carriera come vice segretario generale dell’ente.

«Credo proprio – spiega Febbo – che la conferenza stampa svolta ieri ha sortito i primi risultati ed effetti sperati. Adesso invece sarà mia premura confrontarmi con i miei consulenti al fine di capire se sono stati rispettate le regole, le leggi e tutti i passaggi tecnici amministrativi da parte della stessa ASL visto che ho sollevato dubbi di procedura anche sul project financing per il nuovo ospedale di Chieti che necessita del parere proprio dalla struttura che fa capo al Direttore Amministrativo dottoressa Di Pietro. Fermo restando tutte valide le criticità dal sottoscritto sollevate adesso entreremo nel merito delle valutazioni tecnico giuridiche riportate dai vertici della ASL visto che permangono ancora forti dubbi sulle motivazione per cui si ritiene che la dott. di Pietro abbia i requisiti per ricoprire il ruolo di Direttore Amministrativo».

Il parere sottoscritto dall’avvocato Alessandra Rulli è datato 16 maggio 2016 e a quanto si è appreso è legale personale di Di Pietro da molto tempo ed il relativo parere è stato richiesto personalmente dal neo direttore e non dalla Asl di Chieti.


IL PARERE DEL LEGALE

Il legale nel suo parere, ricostruendo la storia degli ultimi 40 anni dell’ex Onpi, sostiene che la struttura di Spoltore dove Di Pietro ha lavorato possa definirsi a tutti gli effetti una struttura socio sanitaria di media o grande dimensione.

Ed è proprio questa la questione intorno alla quale ruota la contestazione di Febbo che invece sostiene, supportato da una sentenza del tribunale de L’Aquila, che non sia così. Secondo i giudici, infatti, «appare sussistente la non riconducibilità al concetto di struttura sanitaria della ex Onpi essendo a prevalente accoglienza alberghiera per anziani». Dunque socio assistenziale e non socio sanitaria.

Ma per la Asl il parere del legale vale più di una sentenza.

«E’ evidente», scrive l’avvocato ritenendo la nomina conforme, «che la struttura residenziale» ha svolto attività «socio sanitaria in favore di anziani autosufficienti e non» e accolto «anche utenti inabili, avvalendosi di personale medico ed infermieristico».


FLACCO: «NON SONO UNO CHE FA PASTROCCHI»

«Il parere legale», spiega il manager Pasquale Flacco, «non era stato fornito a Febbo perche' non si tratta di un documento che rientra tra gli atti formali dell'Azienda. Ma poiche' questa Direzione non puo' essere tacciata di condotte opache o, peggio ancora, omissive, e visto che vi e' stata un'ulteriore, reiterata richiesta, gia' questa mattina gli e' stato inviato un plico con tutte le carte in nostro possesso».

«Non abbiamo nulla da nascondere - aggiunge Flacco - perche' tutte le nostre scelte sono compiute nel rispetto delle norme e nella piena legittimita' degli atti. La sussistenza dei requisiti e' stata attentamente vagliata e supportata dal parere di un qualificato amministrativista che lo ha fornito alla dottoressa Di Pietro, senza che l'Azienda abbia pagato alcun corrispettivo. Il giurista e' stato interpellato unicamente per ottenere un riscontro, su base normativa, e una corretta valutazione della carriera pregressa del direttore amministrativo. Non posso tollerare, percio' - prosegue il manager - che sia addebitata a questa direzione una condotta poco trasparente ne' che siano insinuate collusioni tra questa nomina e l'iter del project financing per la costruzione del nuovo ospedale. Com'e' noto, questa ipotesi fu messa in campo all'epoca della Giunta Chiodi. Non si tratta di una nostra iniziativa tesa a realizzare chissa' quali operazioni di dubbia trasparenza. Al contrario e' palese l'atteggiamento di massima cautela espresso dalla direzione aziendale per i contenuti del progetto e per le clausole contrattuali, che vengono puntualmente e scrupolosamente verificati affinche' l'interesse pubblico possa essere tutelato».

«Tant'e' che - osserva il direttore - per avere massima garanzia sul pieno rispetto delle norme, abbiamo chiesto l'assistenza legale dell'avvocato Marco Cerritelli, uno dei piu' importanti esperti italiani in materia di infrastrutture e servizi di pubblica utilita' con procedura di project financing. Rispetto a quest'opera la direzione della Asl si sta ponendo con orgoglio come un baluardo della legalita'. E il presidente della Commissione di Vigilanza sa che gli ho inviato immediatamente e ufficialmente tutta la documentazione sul project financing quando l'ha chiesta».

«Non ci sto, dunque - sottolinea Flacco - a passare per uno che gioca sporco o che fa pastrocchi perche' portatore di chissa' quale interesse. Ho una storia limpida alle spalle, cosi' come il direttore amministrativo, e faremo di tutto affinche' non venga ne' macchiata ne' appannata. Per questa ragione chiederemo alla magistratura di essere ascoltati prima ancora di essere chiamati, perche' non abbiamo nulla da temere».

Flacco dice di non comprendere questa «aggressione mediatica nei confronti di chi, come la dottoressa Sabrina Di Pietro, sta svolgendo onestamente e con grande abnegazione il proprio lavoro. A chi sta dando disturbo questo impegno?», si chiede infine il direttore generale della Asl. «Chi e' infastidito, ad esempio, dalla riattivazione di procedure di gara per appalti da tempo rimasti bloccati e inevitabilmente sottoposti a proroghe, un lavoro di cui non c'e' memoria nell'attivita' amministrativa degli anni recenti?»

Sabrina Di Pietro Documentazione Asl Chieti