LA PROSPETTIVA

Depuratore Pescara, una croce dal 1987 ad oggi: insufficiente perchè?

Si pensa ad un nuovo impianto ma quello vecchio non è stato adeguato dopo i lavori antiallagamento

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1038

Depuratore Pescara, una croce dal 1987 ad oggi: insufficiente perchè?

Allagamento a Porta Nuova

PESCARA. Il presidente Luciano D’Alfonso annuncia un nuovo depuratore per Pescara.

I soldi ci sono, assicura, e così la città potrebbe risolvere uno dei suoi problemi più gravi.

Ma sarebbe utile capire perchè del caso se ne parla solo oggi, dopo i grossi problemi legati alla balneazione.

La verità è che sul sistema idrico stanno emergendo solo ora troppe incongruenze che convergono sempre nella stessa direzione: una cattiva gestione ultra decennale improntata solo all’occupazione di poltrone, alla gestione del potere da parte di persone incompetenti e alla dilapidazione di decine di milioni di soldi pubblici senza alcun controllo, con arricchimento di molti (ma non di tutti) e con danni ingenti che scontiamo oggi.

Il depuratore di Pescara, infatti, doveva essere ampliato dalla ditta Biofert- Di Vincenzo in base ad un project financing del 2007 ma questo non è stato fatto: il privato ha incassato quanto dovuto per la gestione del depuratore - circa 20 mln di euro- ( dei quali 9 inseriti nel concordato Aca) ma i lavori “compensativi” non si sono visti e nessuno se ne è accorto.

Ora quei lavori pesano nuovamente sulle casse pubbliche per almeno 12 mln di euro, quelli che D’Alfonso vuole cacciare senza farsi domande.

Il passato è un usuraio e ritorna sempre a chiederti il conto con interessi altissimi.

Ma la storia racconta che la gestione del depuratore è sempre stata funestata da polemiche, inchieste giudiziarie (sempre finite nel nulla o quasi) e di sospetti per una non perfetta depurazione.


DEPURATORE NATO NEL 1980 E PROGETTATO NEGLI ANNI '70

Il depuratore di Pescara è stato costruito nel 1980 ed entrato in funzione il 23 maggio. La ditta Sipes -del gruppo di Dino Di Vincenzo- ottenne l’appalto per la gestione dal 1987 e per i primi due anni a partire dal settembre 1987 costò 1,7 miliardi di lire. Dal 31 agosto 1989 si è andati avanti con proroghe e fino al 1991 incassò oltre 3 miliardi.

Lavori di potenziamento e miglioramento sono stati effettuati nel 1989 e nel 2008 dopo il sequestro della procura nell’ambito dell’inchiesta “Fangopoli”.

L’Aca, che ha gestito direttamente per alcuni mesi, acquistò apparecchiature di riserva, nuove pompe e uno strumento necessario per aumentare l'ossigeno liquido nella vasca di ossidazione in modo da migliorare sensibilmente lo stesso processo di depurazione.

In quel periodo iniziarono anche altri lavori per migliorare il filtraggio e la gestione dei fanghi.

Di fatto dall’87 ad oggi ci sono stati altri affidamenti sempre Alla stesso gruppo imprenditoriale fino al project financing con l’Ato del 2006.

E a proposito di investimenti su depurazione e reti nel 2004 l’allora presidente Ato, Giorgio D’Ambrosio, ne annunciava per 33 mln di euro: 9 milioni 600 mila euro sarebbero serviti per «rendere più efficiente il sistema idrico, che avrebbe perdite superiori al 50%, il resto sarà speso per interventi sui collettori fognari in otto Comuni, tra cui Pescara e Chieti, e per la costruzione del nuovo depuratore di Francavilla».


QUANDO PESCARA SI ALLAGAVA… LA SOLUZIONE E’ IL PROBLEMA?

Tornando al problema principale (l’inadeguatezza del depuratore) si fa strada un’altra parte della storia che potrebbe avere un nesso o persino essere la causa dei problemi al depuratore.

Dal 2000 al 2010 si è sempre parlato di problemi di allagamento quasi quotidianamente.

Era questa la piaga che traspariva dai giornali come fosse il problema dei problemi. E di disagi gli allagamenti ne hanno creati molti. Così la pubblica amministrazione, sotto la pressione dell’opinione pubblica, ha investito decine e decine di milioni per fare in modo che l’acqua non ristagnasse.

Sono nati così decine di cantieri in tutta la città che avevano lo scopo di convogliare l’acqua piovana e incanalarla in una tubazione per poi spedirla al depuratore.

Si è, dunque, fatto scientemente questa operazione appena dieci anni fa ed è stato da allora che il carico di acqua piovana è più che raddoppiato per il depuratore mentre la popolazione cresceva.

Ma mentre, prima, la città si allagava (e l’acqua rimaneva sulle strade), dopo i lavori, fluiva nei tombini e da lì nel depuratore che così in caso di pioggia abbondante si “ingolfava” ed andava preservato.

Come?

Scaricando direttamente nel fiume tutta l’acqua piovana e fogna in eccesso.

Dalla giunta Pace, a D’Alfonso, a Mascia, fino ad Alessandrini tutti si sono impegnati e si sono fatti la campagna elettorale proprio sugli allagamenti della città.

A novembre 2014 il vice sindaco Enzo Del Vecchio diceva ancora: «vi è una forte attenzione da parte dell’amministrazione locale alla cantierizzazione di opere di raccolta delle acque in tutte le zone della Città che soffrono i disagi dei ripetuti allagamento ad ogni pioggia, dall’altro non è più rinviabile la ripresa dei lavori legati al progetto denominato “DK15”. Si tratta di un complesso sistema di opere che riguardano la pulizia degli attuali fossi Bardet e prevedono la costruzione di collettori rivieraschi con adeguamento dei relativi sistemi fognari a cui si accompagnano i lavori in area San Silvestro, che hanno il compito di convogliare le acque verso il depuratore quando si superano determinati limiti da parte degli attuali canali di raccolta. Un'infrastruttura che si pone come completamento dell’attuale sistema e che risulta di estrema necessità per la Città di Pescara per poter risolvere positivamente il problema degli allagamenti che occorrono ad ogni pioggia. La spesa complessiva per l’intervento assomma a circa 8 milioni di euro: la metà riguardante le infrastrutture fognarie e l’altra metà per il potenziamento del depuratore e che oggi ricade interamente sull’ACA».

Ma è corretto dire che proprio questi lavori, come il mega collettore rivierasco e persino il Dk15 avviato nel 2000, ma anche i più recenti lavori di Porta Nuova che hanno risolto i problema annoso degli allagamenti, di fatto sono stati in parte la causa della non più adeguata potenza del depuratore?

Se fosse così ci troveremmo di fronte ad azioni amministrative non solo miopi ma persino dannose in quanto risolvono un problema (allagamenti) e ne creano altri tre: ingolfando il depuratore, non vigilando sul mancato potenziamento contrattualizzato e non separando le reti delle acque bianche da quelle nere cosa che forse si poteva fare contestualmente alla risoluzione dei problemi di allagamento.