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Comune Chieti, rendiconto chiuso con avanzo di 5,3 milioni

Di Primio: «in un anno messi a posto i conti»

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Comune Chieti, rendiconto chiuso con avanzo di 5,3 milioni

Umberto Di Primio

CHIETI. Ha parlato di una maggioranza di centro destra «che i problemi li affronta risolvendoli a differenza di una opposizione di centro sinistra che, negli anni, ha continuato a fare proclami catastrofisti»' - il sindaco di Chieti Umberto Di Primio che nel corso di una conferenza stampa in cui ha tracciato il quadro della situazione finanziaria del Comune, all'indomani dell'approvazione da parte del Consiglio comunale del Rendiconto 2015.

Rendiconto che si è chiuso con un avanzo di 5,3 milioni di euro «il che vuol dire che in un anno - ha sottolineato Di Primio - adottando politiche mirate al risparmio e ad una oculata gestione delle risorse, siamo stati in grado di mettere in sicurezza i conti del Comune».

Il primo cittadino si è poi soffermato sui rapporti fra Comune di Chieti e Azienda comprensoriale acquedottistica alla quale l'ente negli anni ha versato diversi milioni di euro.

«L'amministrazione che presiedo da due mandati si è trovata a dover gestire un contenzioso generato dall'allora maggioranza di centro sinistra che ha visto il Comune soccombere, nell'ottobre 2015, in una causa che vedeva contestate le tariffe per gli anni 2007, 2008 e 2009 -ha ricordato Di Primio. A dicembre 2015 sono stati corrisposti ad Aca 4,5 milioni che l'azienda ha imputato a copertura del credito relativo a quelle annualità. Ne è derivata una nuova esposizione debitoria che abbiamo rinegoziato dilazionandola in tre anni».

Un capitolo a parte il primo cittadino ha dedicato al Patto di Stabilità: «Le ragioni dello sforamento sono determinate non dalla gestione corrente - ha detto - ma principalmente dalla necessità di rendicontare entro il 31 dicembre 2015, come sollecitato dallo stesso presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, il pagamento degli interventi finanziati con Fondi Comunitari e quelli effettuati nell'ambito del programma Scuole Sicure. Il Decreto Enti Locali, purtroppo, a differenza delle Province e delle Città metropolitane, non prevede per i Comuni l'esenzione dalle sanzioni previste dallo sforamento del Patto per tali spese. Come vice presidente nazionale di Anci, mi sto adoperando affinché nel decreto vengano reinseriti anche i Comuni».

Per quanto riguarda il Bilancio di previsione la linea annunciata dal primo cittadino è quella del rigore: «nonostante il risultato positivo raggiunto con l'approvazione del Rendiconto, se vogliamo che il Comune superi la fase di criticità, dobbiamo proseguire sui criteri di rigore fino ad oggi osservati - conclude Di Primio. L'obiettivo è tenere in sesto i conti e garantire l'erogazione dei servizi ai cittadini. Interessi di bottega o di assessorato non potranno essere accolti perché al di sopra di tutto c'è il bene comune della città».