IL MESSAGGIO

Terremoto L’Aquila, Cialente su Facebook: «montagna di intercettazioni, sono indagato»

Ma un’altra vecchia inchiesta è stata archiviata

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

377

Terremoto L’Aquila, Cialente su Facebook: «montagna di intercettazioni, sono indagato»

L’AQUILA. Finisce sotto inchiesta il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente per presunte irregolarita' legate al post-sisma anche se per una vecchia indagine aperta nei mesi scorsi può tirare un sospiro di sollievo.

E' lo stesso primo cittadino, in un post sul suo profilo Facebook, a rendere nota la notizia.

In sostanza la Procura della Repubblica di L'Aquila, dopo mesi di lavoro, ha chiuso le indagini su una inchiesta che vede coinvolto, tra gli altri, il sindaco Cialente.

In particolare, si tratta di due costole di uno stesso procedimento. In una, il primo cittadino, insieme ad un funzionario, rischia il processo; nell'altra e' stata chiesta l'archiviazione per lui e per gli imprenditori Eliseo Iannini e Piergiorgio Ruggieri.

Nella prima l'ipotesi di reato contestata al sindaco e ad un funzionario comunale, Fabrizio De Carolis, è di tentata induzione indebita. Secondo l'accusa, Cialente avrebbe sollecitato lo sblocco di pagamenti di lavori della ditta Palomar allo scopo di evitarne il fallimento, poi effettivamente avvenuto, e fatto pressioni per agevolare la demolizione di alcune strutture nell'ambito del Consorzio di 17 cooperative e 201 appartamenti nella zona periferica Ovest di Pettino.

Questo nuovo filone nasce da quella in atto da mesi sul quale il primo cittadino ha fatto comunicazioni su Fb, ultima delle quali stamani: l'accusa in sostanza era di aver ottenuto lavori alla propria abitazione in cambio dello sblocco dell'annosa vicenda della transazione per la mai realizzata metropolitana di superficie.

Stando a quanto confermato dal legale di Cialente, Carlo Benedetti, che è anche presidente del Consiglio comunale, in questo nuovo atto giudiziario notificato stamani è stata disposta l'archiviazione del sindaco dal primo filone; insieme a lui, gli imprenditori Iannini e Ruggieri.

Le nuove accuse emergerebbero nell'esaminare i materiali di indagine, tra cui faldoni e faldoni di intercettazioni telefoniche: gli inquirenti hanno notato due possibili nuove accuse e le hanno notificate a Cialente, per il quale, ora, potrebbe scattare la richiesta di processo anche se Benedetti parla di «accuse estemporanee».


«UNA MONTAGNA DI INTERCETTAZIONI»

«Mi e' appena stato notificato un atto giudiziario, un avviso di garanzia – ha scritto stamattina su Facebook Cialente - Da quello che ho potuto capire, dalla montagna di intercettazioni, sono emerse due mie telefonate: la prima per cercare di far partire al piu' presto i lavori di demolizione di una grande cooperativa edilizia, i cui residenti, ho seguito, sempre nel mio ufficio, sin da 2009, per le gravi difficolta' normative che avevano incontrato e rallentato per anni la ricostruzione».

«La seconda - aggiunge ancora il primo cittadino- perche' avrei sollecitato, cosa che ho fatto piu' volte, il pagamento di un Sal (stato di avanzamento dei lavori, ndr) per una ditta che stava per fallire. Interventi di questo tipo - ammette il sindaco - li ho fatti piu' volte, di sollecitare il pagamento dei Sal, per tutti, soprattutto per casi disperati. Purtroppo il fallimento, poi avvenuto, di quella ditta - fa sapere Cialente - ha provocato danni drammatici a tanti cittadini, la cui ricostruzione e' ancora bloccata, e alla stessa citta'. Non credo di aver commesso un reato - commenta quindi il primo cittadino - Addirittura, nelle stesse condizioni credo che avrei l'obbligo, come sindaco, a difesa e nell'interesse dei miei cittadini, di rifarlo. Spero ed ho fiducia, come sempre, nei giudici», conclude Cialente.

L’INDAGINE CHIUSA

«Finalmente e definitivamente – continua il sindaco - e' stata chiusa l'indagine, durata circa 18 mesi, sui lavori di casa mia, sulla vicenda metro e altro. Indagine che credo abbia esplorato tutta la mia vita negli ultimi 12 anni».

Eppure solo qualche giorno fa era emersa la notizia che il gip del Tribunale di L'Aquila, su richiesta del pm Stefano Gallo, aveva notificato la proroga delle indagini. Le ipotesi di reato sarebbero di tentata corruzione e tentata concussione.

L'accusa, in sostanza - sempre rigettata dal primo cittadino - era di aver ottenuto lavori alla propria abitazione in cambio dello sblocco dell'annosa vicenda della transazione per la mai realizzata metropolitana di superficie.