LA FINE

Fallimento Paglione, giudice Chieti si riserva decisione

Valletta deciderà entro 60 giorni

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

1666

Fallimento Paglione, giudice Chieti si riserva decisione

Il giudice, Nicola Valletta

CHIETI. Il giudice fallimentare del Tribunale di Chieti, Nicola Valletta, nell'udienza svoltasi ieri mattina si è riservato la decisione sull'istanza di fallimento in proprio presentata dall'imprenditore Gianni Paglione. Il termine è di 60 giorni ma la decisione del Tribunale potrebbe arrivare prima.

L'istanza di autofallimento riguarda la società Auto In, di cui Paglione è amministratore: la società, che ha la sede legale a San Giovanni Teatino la sede operativa a Firenze dove vende automobili Porsche, ha un attivo di 36 milioni di euro e un passivo di 46 milioni.

A novembre del 2015 sia per Auto In sia per altre tre società che commercializzano automobili, ovvero Audi Zentrum Abruzzo srl di Montesilvano, Autoimport Abruzzo srl di San Giovanni Teatino, e Marche Motori di Ancona, tutte con sede legale a San Giovanni Teatino, Paglione aveva presentato al Tribunale di Chieti domanda di concordato con riserva.

Ma alla data di scadenza, il 29 aprile scorso, non è stato presentato il piano concordatario.

Nel frattempo non sono arrivate istanze di fallimento da parte dei creditori, l'unica è stata presentata nelle scorse dall'imprenditore per Auto In.

I problemi per Paglione sono esplosi dopo il commissariamento dell’ex Carichieti e le relazioni ispettive di Bankitalia in cui comparivano i nomi di tre big che, per motivi diversi, avevano accumulato debiti milionari con la banca di via Colonnetta, debiti mai restituiti nè evidentemente richiesti.

Tra questi c’è proprio Paglione che non ha mai restituito alla ex banca cittadina 31 milioni di euro.

L’imprenditore nel 2015 ha presentato al tribunale di Chieti 4 domande di concordato in bianco, riservandosi dunque il piano concorsuale.

Ha poi chiesto una proroga ma il 29 aprile, alla scadenza del termine, non ha consegnato al giudice Valletta alcun piano che avrebbe dovuto prevedere quattro concordati in continuità con cui l’imprenditore avrebbe risarcito i creditori continuando l’attività di vendita.

A settembre scorso, invece, beni mobili e immobili per oltre un milione e 300mila euro sono stati sottoposti a sequestro preventivo dalla guardia di finanza a seguito di un decreto emesso nei confronti di Paglione, proprietario tra le altre attività dell’autosalone “Centro Porsche” di via de’ Cattani, a Firenze. Si trattava di un sequestro per equivalente, di importo pari, cioè all'Iva che non sarebbe stata versata.

Tutto era partito dai controlli eseguiti dall'Agenzia delle Entrate sull’attività dell'autosalone fiorentino, nel corso dei quali sarebbe emerso che negli anni 2011 e 2012 la società avrebbe dichiarato, ma omesso di versare, Iva per 1.374.000 euro. L'imprenditore è stato denunciato proprio per l'omesso versamento dell'imposta.

Paglione detiene anche il 7% di ‘Iniziative immobiliari abruzzesi’, la società titolare della City, fondata da Sciarra e partecipata dagli imprenditori Giuseppe Girolimetti, Alessandro Acciavatti, Mauro Angelucci, Alessandro Parnazzini, Alessandro Angelucci e il presidente del Pescara Daniele Sebastiani.

La vicenda di Paglione, dunque, si intreccia a doppio filo con quella del fallimento della Carichieti perchè proprio in seguito all'erogazione di "prestiti facili" si è accumulato il veritginoso passivo della banca chietina e poi perchè lo stesso giudice Valletta che dovrà decidere sul fallimento della vecchia Cassa di risparmio di Chieti con quello che ne consegue.

Ovviamente se Paglione dovesse fallire, la banca non riuscirà a recuperare i suoi soldi ed il prestito potrà considerarsi a tutti gli effetti un "regalo".