LA SENTENZA

Santa Croce: i rubinetti devono restare chiusi, si teme per i lavoratori

Rigettati appelli dal Consiglio di Stato

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Santa Croce: i rubinetti devono restare chiusi, si teme per i lavoratori

Salvatore Braghini

Il Consiglio di Stato respinge gli appelli della Santa Croce

CANISTRO. Giornata difficile quella di giovedì scorso per la Sorgente Santa Croce s.p.a., che ha visto rigettata dal Consiglio di Stato sia la richiesta di sospensiva relativa all’annullamento del Bando di Concessione delle acque minerali disposto dal TAR dell’Aquila con la sentenza del gennaio 2016 sia la richiesta presentata dalla Società al fine di sospendere gli effetti dell’ordinanza dello stesso TAR con cui era stato rigettato il ricorso relativo alla revoca dell’aggiudicazione.

Il Comune di Canistro, difeso dagli avvocati Salvatore Braghini, Renzo Lancia e Domenico Naso (del foro di Roma), e la Regione Abruzzo si sono opposti alle richieste della Santa Croce in difesa dei provvedimenti del TAR dell’Aquila.

«In sostanza - spiega l’avvocato Salvatore Braghini - il Consiglio di Stato ha confermato in toto quanto deciso dal TAR dell’Aquila, che aveva annullato il bando della concessione, mantenendo anche gli effetti della revoca disposta dalla Regione Abruzzo nei confronti della Sorgente Santa Croce per D.U.R.C. irregolare. Il Consiglio di Stato - continua il legale - ha esaminato per prima la questione relativa all’annullamento del Bando da parte del TAR abruzzese e poi, rigettata la richiesta di sospensiva proposta dalla Santa Croce, ha respinto anche l’istanza volta a congelare gli effetti della revoca dell’aggiudicazione disposta dalla Regione in attesa della discussione nel merito».

Il Supremo Organo della giustizia amministrativa ha stabilito, in particolare, che «nella ponderazione dei contrapposti interessi in gioco deve darsi necessaria prevalenza a quelli di natura ambientale», in tal modo accogliendo la tesi del Comune di Canistro – fatta propria dal TAR dell’Aquila – per cui l’interesse economico è assolutamente imparagonabile, sia sotto il profilo della riparabilità, sia sotto quello del rilievo nella gerarchia dei valori sottesi al nostro ordinamento, all’interesse alla preservazione dell’ecosistema e della risorsa idrica in particolare, quindi, dell’ambiente, della salute, della salvaguardia paesaggistica e dello sviluppo in sicurezza del territorio.

Dalla priorità di tali interessi il TAR ne aveva tratto la necessità di una preventiva e attenta Valutazione di Impatto (V.I.A.), non effettuata dalla Regione.

A questo punto il neoeletto sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo chiede con forza alla Regione che si proceda alla pubblicazione del nuovo bando di concessione, seguendo le indicazioni scritte nella sentenza del TAR in merito alle compatibilità ambientali e paesaggistiche e definendo un Accordo di programma con Il Comune per tutelarne gli interessi di natura economica e sociale derivanti dello sfruttamento della sorgente e, ancor più, allo scopo di garantire ai lavoratori dello stabilimento di imbottigliamento le tutele occupazionali.

Per il sindaco Di Paolo ora non ci sono più scuse e ritardi giustificabili: «si proceda a indire una nuova gara di concessione e si incentivi una politica di valorizzazione del sito industriale inaugurando una nuova fase di investimenti e di dialogo costruttivo con il Comune per la salvaguardia degli interessi dei lavoratori, del territorio e della comunità che vi abita».