LA LORO VOLONTA'

Saga-Ryanair, ci mancava anche Brexit: low cost molto meno “low”

Una serie di conseguenze dopo il referendum della Gran Bretagna anche per l’aeroporto abruzzese

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Ryanair, per ora si apre uno spiraglio ma la soluzione finale non c’è ancora


ABRUZZO. Non c’era davvero bisogno degli effetti collaterali del referendum della Gran Bretagna con la sua uscita dall’Europa. Ora però molte cose cambieranno nell’economia del continente.

Una di queste riguarda proprio le low cost e la principale, Ryanair, che di certo ora, senza lo spazio unico europeo, dovrà pagare maggiori oneri che si trasferiranno sui biglietti.

Insomma biglietti più cari e necessario cambio di strategia globale che arriva dopo quello sul riassetto italiano delle basi ed i tagli già operati tra cui anche quello abruzzese.

Tutto da rivedere e nei prossimi mesi ne sapremo di più. Ma se prima Ryanair lamentava il taglio dei fondi pubblici (impossibile da erogarle ancora in via diretta) oggi di certo ne avrebbe più bisogno che mai per le ripercussioni negative che l'esito del referendum avrà sui suoi bilanci. Ed infatti la compagnia irlandese si era schierata fortemente per il “remain”.

Ci vorrà del tempo, almeno due anni, perchè la volontà dei britannici abbia effetti reali e nell’immediato cambierà poco ma le scelte di domani saranno di certo influenzate da quello che accadrà dal 2018.

Anche sul fronte abruzzese per ora il referendum non è il primo problema da risolvere ma si punta a risollevare le sorti dell’aeroporto che nei prossimi mesi dovrà scontrarsi con un calo dei passeggeri non da sottovalutare per il taglio di rotte e voli.

Intanto non si placano le polemiche sulla gestione della Saga ormai a corto di liquidità come previsto da mesi e non in grado di pagare gli stipendi.

Gli attacchi arrivano da più parti e sui social il dibattito è aperto.

Emidio Isidoro, che nel convegno di Terra Nostra aveva ipotizzato le ripercussioni di un referendum con l’uscita della Gran Bretagna, contesta Nicola Mattoscio che solo pochi mesi fa aveva detto in alcune interviste che i conti erano a posto commentando trionfalmente un bilancio chiuso in positivo con una serie di coincidenze ed eventi che no si potranno ripetere in futuro ma di fatto un bilancio in perdita poichè la “produzione” della Saga è largamente insufficiente a sostenere i fabbisogni. La prova è la mancanza di liquidità per il pagamento degli stipendi, cosa che di solito non avviane in società davvero solide…

  «Qui sembra che tutti dormono quando gli stipendi vengono pagati....e poi, come d'incanto...tutti si svegliano quando qualcuno annuncia che non si potrà pagare il mese successivo», commenta Isidoro, «penso che sia interesse di tutti sapere come vengono spesi i soldi provenienti dalle tasche dei cittadini abruzzesi. Ho letto sui giornali di un forte interessamento da parte di tutti i sindacati e associazioni di categoria affinchè la Regione promulghi una legge pluriennale per finanziare la Saga come se non "parlando" più di questo argomento tutti gli anni (anzi ogni 3 o 4 mesi) possa risolvere il problema legato all'aeroporto di Pescara. Ma dico: a nessuno mai è venuto in mente che Ryanair abbia potuto cambiare politica commerciale per cui non interessa più operare su piccoli aeroporti e stia adottando una tecnica (anche poco consona… se vogliamo) per abbandonarli gradualmente?  L’aeroporto non potrà sopperire la carenza dello sviluppo del suo territorio, quindi sarà un costo maggiore per la collettività. Questo non vuol dire che non bisogna aiutarlo alla funzionalità… anzi sostenerlo è vitale, ma con un modello di "bussiness" diverso dall'attuale. Piuttosto… raccomandiamo a tutti i politici regionali di essere più trasparenti».

E mentre lo scenario appare cupo a livello almeno continentale la Saga gioisce perchè un pericolo è stato scampato: quello di non superare l’Audit di Ryanair sulla qualità dei servizi erogati dalla società che gestisce l’aeroporto.

Prova superata e «grazie a tutti i dipendenti» per lo sforzo.

Il contratto intanto è ufficialmente concluso e nessuno, nè Saga nè Regione, ha spiegato che tipo di trattative e dialogo ci sia con al compagnia. Camillo D’Alessandro ha assicurato in «tempi brevi» la legge pluriennale farà affluire 10-15 mln di euro nelle casse di Saga ma nessuno fino ad ora ha mai parlato apertamente di quello che le istituzioni pubbliche stanno dicendo al privato delle low cost.

Oggi suona come un brutta barzelletta che non fa ridere la promessa di Mr O'Leary di un anno fa quando promise il raggiungimento di 1 mln di passeggeri su Pescara.