L'ESITO

Olio De Cecco è extravergine, Antitrust promuove il marchio abruzzese

La categoria era stata messa in dubbio dalle analisi del giornale Test

Redazione Pdn

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Olio De Cecco è extravergine, Antitrust promuove il marchio abruzzese

ABRUZZO. L’olio Classico De Cecco corrisponde alla categoria Extravergine dichiarata nell’etichetta.

L’Antistrust, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con un provvedimento che chiude una vicenda nata un anno fa a seguito di un’inchiesta giornalistica del periodico Il Test (Editorialenovanta srl), ha stabilito che l’olio De Cecco “Classico”appartiene a pieno titolo alla categoria degli oli extravergini di oliva, come dichiarato in etichetta, contrariamente a quanto pubblicato dal periodico “Il Test” che asseriva, erroneamente, che l’olio in questione dovesse essere declassato ad Olio di Oliva.

L’Antitrust, al termine di una istruttoria avviata a novembre 2015, ha accolto tutte le argomentazioni della De Cecco riconoscendo che la dicitura “olio extravergine di oliva” riportata sull’etichetta delle bottiglie di olio fosse assolutamente corretta e perfettamente conforme al contenuto delle stesse.

Tutte le analisi svolte ed acquisite agli atti hanno attestato che l’Olio De Cecco è olio extravergine di oliva, cosi come correttamente dichiarato.

Tra queste le analisi fatte svolgere dalla procura di Torino che, sin da subito, ha escluso la De Cecco da ogni indagine e che - aggiunge l’Antitrust- «risultano della massima attendibilità in quanto sia le operazioni di prelievo che le successive analisi sono state effettuate da soggetti pubblici preposti a tale tipo di controlli».

La De Cecco annuncia che si riserva di agire in ogni sede competente per la tutela delle proprie ragioni e della propria reputazione.

La rivista aveva preso in esame 20 bottiglie di olio extra vergine declassandone quasi la metà a olio vergine per la presenza, secondo loro accertata ma oggi di fatto smentita per quanto riguarda De Cecco, di difetti organolettici e di alcuni parametri chimici critici. Le prove erano state condotte dal laboratorio chimico di Roma dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

La norma sull’olio dal 1991 prevede che per meritare l’appellativo di extra vergine il prodotto non deve presentare difetti normativa e superare la prova del panel test, obbligatoria per legge.

L’attribuzione anche di una sola nota negativa automaticamente decreta il declassamento dalla categoria “extravergine” a quella inferiore di “vergine” che viene pagato all’ingrosso il 30-40% in meno.