L'APPELLO

Scomparsa Donatella Grosso, Tribunale Chieti tarda nella dichiarazione di morte presunta

Appello della mamma a Chi l’ha visto?

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Scomparsa Donatella Grosso, Tribunale Chieti tarda nella dichiarazione di morte presunta

La mamma di Donatella

FRANCAVILLA AL MARE. Dopo due anni dalla richiesta ancora nessuna risposta: il Tribunale di Chieti non rilascia alla famiglia Grosso il certificato di morte presunta della ragazza sparita da Francavilla al Mare nel luglio del 1996.

Così ieri Tina Grosso, mamma di Donatella, è tornata a ‘Chi l’ha visto?’ per lanciare un appello al presidente del Tribunale Geremia Spiniello. Appello al quale si è associata anche la conduttrice Federica Sciarelli: «se il Tribunale non ha prove che Donatella sia ancora viva rilasci questo certificato».

La famiglia è da sempre convinta che la ragazza non se ne sia andata volontariamente («non lo avrebbe mai fatto», ha ribadito ieri mamma Tina) ma che sia stata fatta sparire dall’ex fidanzato la cui posizione è stata archiviata dal gip di Pescara.

La richiesta di questa dichiarazione è stata avanzata proprio da mamma Tina dopo la morte del marito perché, come è stato spiegato ieri sera, senza quel certificato tutti i beni della famiglia sono bloccati e non si può procedere nemmeno con la vendita.

La trentenne è sparita dalla sua casa di Francavilla nella notte tra il 26 e il 27 luglio del 1996 e in quasi venti anni di ricerche e di indagini non si è mai arrivati alla verità sul caso.

L’inchiesta negli ultimi due decenni ha vissuto alterne vicende tra spostamenti (da Chieti a Pescara e poi L’Aquila e poi ancora a Pescara) chiusure e riaperture e per la famiglia uno sarebbe il responsabile, l'ex fidanzato di Donatella, Marco F.

L’uomo oggi vive in provincia di Chieti, non ha mai accettato di parlare di questa storia con i giornalisti né ha mai consentito riprese televisive. Secondo gli inquirenti, però, a suo carico ci sarebbero solo indizi destinati a non reggere nel corso di un dibattimento. Da qui le reiterate richieste di archiviazione.

Nel corso delle indagini è stato però accertato come lui sia stata l’ultima persona ad aver visto la ragazza in vita la sera della scomparsa. Il giovane in un primo momento raccontò di aver visto Donatella il pomeriggio. Poi cambiò versione e disse di averla accompagnata alla stazione ma che la donna non gli volle dire dove fosse diretta. Ma la famiglia non ha mai creduto a questa ricostruzione dei fatti. Un amico del ragazzo a ottobre del 2003 raccontò agli inquirenti che Marco viveva contemporaneamente due relazioni, quella con la giovane scomparsa e quella con un’altra ragazza della Pescara bene.

Proprio le pressioni di Donatella di ufficializzare il loro legame in pubblico avrebbe stressato il giovane tanto da confidare agli amici «mi sa che quella lì prima o poi la faccio fuori, la butto in un burrone, tanto chi se ne accorge…che ci vuole tanto vado con lei in montagna di notte la butto giù ed è fatta».

Ad ottobre 2015 Mario Grosso, papà di Donatella, è morto senza sapere che fine abbia fatto sua figlia.